Cassazione Penale, Sentenza n. 19682/2022 del 19/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che, accogliendo l'appello del GIP, aveva disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente sino a Euro 13.013.363,00 in relazione al capo B-TER (truffa aggravata ex art. 640bis c.p. connessa alla cessione della licenza PROESA, all'ottenimento del finanziamento BEI e alla garanzia SACE). Le censure principali erano: nullità/erronea applicazione degli artt. 640bis, 640, 640quater e 157 c.p. e dell'art. 321 comma 2 c.p.p.; carenza o apparente motivazione sul fumus commissi delicti; errata individuazione del momento di consumazione del reato e della prescrizione (sostenevano che il reato si era consumato al perfezionamento/erogazione del finanziamento nel 2014 e non al momento dell'escussione della garanzia nel 2017); illegittimità del sequestro per equivalente senza preventiva e possibile confisca diretta sul patrimonio della società beneficiaria (Biochemtex), compendio di osservazioni sulla lecita natura delle operazioni infragruppo e del cash pooling e rilievi sul mancato esame del "periculum in mora".
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati. Motivazione sintetica: 1) sul fumus commissi delicti la Corte ha ritenuto che, in questa fase cautelare, gli elementi rappresentati (anche quelli ricavati dalle relazioni dei commissari/curatori) consentono astrattamente la sussunzione nella fattispecie di truffa aggravata, posto che la strumentalità dell'operazione PROESA e l'uso del cash pooling potevano essere valutati come artifici diretti ad ottenere il finanziamento e poi non realizzare i progetti previsti; 2) sulla prescrizione la Corte ha affermato che nella truffa contrattuale il momento di consumazione va valutato caso per caso e può coincidere con il momento in cui la vittima subisce l'effettiva perdita patrimoniale: qui la Corte ha condiviso la ricostruzione del Tribunale che individua tale momento nel danno subito da SACE all'atto dell'escussione della garanzia (2017), con conseguente legittima decorrenza del termine prescrizionale da quella data; 3) sulla confisca per equivalente la Corte ha ritenuto legittimo il sequestro sulle persone fisiche qualora, allo stato degli atti, risulti l'impossibilità di aggredire direttamente il profitto nel patrimonio dell'ente (es. beni già vincolati dalla procedura fallimentare/gestiti dai curatori), pur richiamando la recente giurisprudenza di legittimità che ha in parte riletto il trattamento delle somme fungibili (Sent. SS.UU. "Coppola"). Inoltre la Corte ha richiamato i limiti del sindacato in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali (ammissibili per vizio di legge o motivazione radicalmente carente). Conseguenza pratica: confermato il sequestro preventivo per equivalente disposto dal Tribunale.
Norme richiamate
art. 640bis cod. pen.
Norma centrale contestata: truffa aggravata con abuso di relazioni contrattuali. La Corte conferma che la fattispecie può ricomprendere operazioni apparentemente contrattuali se valutate come artifizi/raggiri idonei a indurre in errore il terzo e a procurare ingiusto profitto.
art. 640 cod. pen.
Riferimento alla truffa in generale; citata per distinguere la specifica disciplina della truffa aggravata da quella ordinaria.
art. 640quater cod. pen.
Norma collegata (aggravamenti e specificità); richiamata in relazione alle misure patrimoniali e responsabilità dei soggetti agenti.
art. 157 cod. pen.
Richiamato in relazione alla disciplina della prescrizione; la Corte si sofferma sul momento consumativo del reato per la decorrenza della prescrizione ai sensi della normativa pertinente.
art. 321 comma 2 cod. proc. pen.
Norma che disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la Corte investiga la motivazione richiesta (anche sul "periculum in mora") e conferma la legittimità del sequestro operato nel caso concreto.
art. 322-ter cod. pen. / confisca per equivalente
Rinvio alla disciplina della confisca per equivalente: può essere disposta se è impossibile sequestrare direttamente il profitto nel patrimonio dell'ente; la Corte accoglie che il fallimento e la gestione curatoriale possono rendere impraticabile la confisca diretta.
art. 12-bis d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Citando giurisprudenza collegata in materia tributaria, si è discusso il rapporto tra confisca e beni ricompresi nell'attivo fallimentare; la Corte ricorda la giurisprudenziale contesa ma ritiene applicabile la confisca per equivalente in presenza di vincoli sulla massa fallimentare.
Sez. U, Sent. n. 42415/2021 ("Coppola")
Giurisprudenza di legittimità che ha riletta la regola sulla confisca del denaro fungibile, affermando che la confisca diretta può colpire somme anche se non si prova che la specifica banconota derivi dal reato; la Corte nel caso ha richiamato tale arresto ma ha altresì valutato la situazione specifica del fallimento e della disponibilità delle somme.
Giurisprudenza (es. Sez. 3, Sent. n. 14766/2020 "Sangermano"; Sez. U n. 45936/2019 "Mantova Petroli")
Decisioni richiamate a confronto: vi sono indirizzi divergenti sulla possibilità di sequestrare beni ricompresi nella massa fallimentare; la Corte ha analizzato il contrasto e ritenuto applicabile la confisca per equivalente nel caso concreto quando la disponibilità diretta è impossibile.
Massime di principio
- Il giudizio di legittimità sui provvedimenti di sequestro preventivo è limitato: è sindacabile in Cassazione per violazione di legge o per mancanza/meramente apparente motivazione, non per semplice dissenso sugli accertamenti di fatto.
- Nella truffa contrattuale il momento di consumazione va valutato caso per caso: non è necessariamente la stipula del contratto ma il momento in cui la vittima subisce l'effettiva perdita patrimoniale; ciò è decisivo per la decorrenza della prescrizione.
- Operazioni infragruppo e meccanismi di cash pooling, pur leciti di per sé, possono però assumere rilevanza penalistica se usati strumentalmente per simulare la solidità patrimoniale e ottenere finanziamenti ingiustamente: la rilevanza penale dipende dalla strumentalità e dall'idoneità a ingannare il terzo contraente.
- La confisca per equivalente può essere disposta sui patrimoni personali degli amministratori quando, allo stato degli atti, risulti impossibile sequestrare direttamente il profitto sul patrimonio della società (es. beni già vincolati dalla procedura fallimentare o sotto gestione curatoriale).
- Esiste una tensione giurisprudenziale sulla sequestrabilità di somme fungibili rinvenute nella massa fallimentare: la recente giurisprudenza di legittimità ha ampliato la possibilità di confisca diretta delle somme fungibili, ma resta necessario valutare concretamente la disponibilità e l'aggredibilità dei beni societari.
- In materia di misure reali cautelari il giudice deve motivare anche la scelta tra confisca diretta e per equivalente e, quando pertinente, il profilo del "periculum in mora" (anticipazione dell'effetto ablativo), tenendo conto dell'evoluzione della giurisprudenza di legittimità.
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