Cassazione Penale, Sentenza n. 49276/2023 del 11/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto negativo di competenza sorto sulla determinazione del giudice competente a decidere sulla richiesta del pubblico ministero di giudizio immediato, relativa ai reati per i quali e prevista la citazione diretta (procedimento nei confronti di Girolamo Mario Mammone per gli artt. 624 e 625 c.p.). Il GIP, con ordinanza del 29/03/2023, aveva declinato la competenza trasmettendo gli atti alla sezione dibattimento; il giudice del dibattimento, con ordinanza del 26/04/2023, ha sollevato conflitto sostenendo che la competenza spettasse al GIP.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato sussistente il conflitto e ha risolto affermando la competenza del giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La Corte ha ritenuto che l'art. 558-bis cod. proc. pen., che ha esteso il rito del giudizio immediato ai reati a citazione diretta, rinvia alle disposizioni del giudizio immediato ordinario e non ha attribuito esplicitamente la competenza al giudice dell'udienza predibattimentale; la decisione sull'ammissione del rito è endoprocessuale e appartiene alla fase delle indagini preliminari, quindi al GIP. La sentenza dispone inoltre la comunicazione immediata dell'estratto ai giudici in conflitto e la notifica alle parti private ai sensi dell'art. 32, comma 2, c.p.p.
Norme richiamate
art. 28 cod. proc. pen.
Individua i casi di conflitto di competenza riferibili anche a situazioni di stasi processuale; la Corte ha ritenuto applicabile tale disposizione per risolvere il conflitto tra GIP e giudice del dibattimento.
art. 30 cod. proc. pen.
Norma sul procedimento per la risoluzione dei conflitti di competenza, che attribuisce alla Corte di Cassazione la decisione nei casi previsti.
art. 558-bis cod. proc. pen.
testo richiamato nella sentenza: si osservano le disposizioni del titolo IV del libro sesto, in quanto compatibili
La disposizione estende il giudizio immediato ai reati a citazione diretta rinviando, in quanto compatibile, alle norme del giudizio immediato 'ordinario'. La Corte ha interpretato questo rinvio come conferma che non si tratta di un rito nuovo e che la competenza a decidere sull'ammissione del rito resta del GIP.
artt. 554-bis e 554-ter cod. proc. pen.
Disciplinano l'udienza predibattimentale per i reati a citazione diretta, ma non attribuiscono espressamente la competenza a decidere sull'ammissibilita del giudizio immediato a un giudice diverso dal GIP.
art. 459 cod. proc. pen.
Attribuisce al GIP la decisione sull'istanza di decreto penale di condanna anche per reati per i quali non e prevista l'udienza preliminare; la Corte usa questo principio per sostenere la compatibilita del GIP con le decisioni su riti speciali per reati a citazione diretta.
artt. 464 e 557 cod. proc. pen.
Trattano dei riti alternativi e delle relative competenze/opposizioni; la Corte li cita per evidenziare il ruolo del GIP nei riti che incidono sulla transizione alla fase dibattimentale.
art. 32 cod. proc. pen.
Stabilisce che l'estratto della sentenza di risoluzione del conflitto e comunicato immediatamente ai giudici in conflitto e al pubblico ministero e notificato alle parti private; norma esecutiva della decisione della Corte.
Giurisprudenza: Sez. U, Sentenza n. 42979 del 26/06/2014 (Squicciarino)
Affermata la natura endoprocessuale del decreto di giudizio immediato; la Corte richiama questo orientamento per sostenere che la decisione sull'ammissione del rito appartiene alla fase delle indagini preliminari e quindi al GIP.
Massime di principio
- La richiesta di giudizio immediato, anche se riguarda reati a citazione diretta per effetto dell'art. 558-bis, va valutata secondo le regole del giudizio immediato ordinario; la competenza per decidere sull'ammissione del rito spetta al GIP, in quanto atto endoprocessuale della fase delle indagini preliminari.
- L'estensione del giudizio immediato ai reati a citazione diretta non trasferisce automaticamente la competenza al giudice dell'udienza predibattimentale se non espressamente previsto dalla legge; il silenzio normativo va interpretato in favore della continuità del regime di competenze preesistente.
- In caso di conflitto di competenza tra GIP e giudice del dibattimento su domande di rito immediato, la Corte di Cassazione è competente a risolvere il conflitto ai sensi degli artt. 28 e 30 c.p.p.; la decisione sarà orientata a verificare se la questione rientra nella fase delle indagini preliminari.
- Nel valutare una richiesta di giudizio immediato il GIP esercita un controllo sulla sussistenza dei presupposti processuali senza il contraddittorio, e tale decisione segna il passaggio alla fase dibattimentale; pertanto, l'organo che interviene nella fase successiva non dovrebbe essere chiamato a sostituirsi al GIP nella valutazione preliminare.
- Per evitare conflitti processuali pratici, il pubblico ministero dovrebbe proporre la richiesta di giudizio immediato direttamente al GIP; se il dibattimento riceve atti trasferiti senza che il GIP abbia deciso, e ritiene di non essere competente, deve sollevare il conflitto che verra deciso dalla Cassazione.
- Le modifiche legislative vanno sempre interpretate tenendo conto della finalita acceleratoria del rito immediato: l'assenza di una norma espressa che rialloca la competenza presuppone il mantenimento della competenza del giudice tradizionalmente preposto alla decisione endoprocessuale.
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