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Legge

L.R. Umbria 12/2005

Salvaguardia, conservazione, ripristino e valorizzazione dei mulini storici ad acqua dell'Umbria.

Normativa regionaleL.R. Umbria 12/2005

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge promuove interventi per salvaguardare, conservare, ripristinare e valorizzare i mulini storici ad acqua umbri, i relativi annessi e macchinari. I contributi sono destinati a enti pubblici o altri soggetti proprietari o detentori dei beni, fino al 50% delle spese ammissibili. Previste regole di finanziamento per il 2005 e per gli anni successivi.

Tutela e valorizzazione dei mulini storici ad acqua dell’Umbria

Salvaguardia e valorizzazione dei mulini storici ad acqua dell’Umbria

La legge regionale disciplina interventi a sostegno dei mulini storici ad acqua presenti in Umbria, con l’obiettivo di tutelarne il valore storico-culturale e di favorirne, ove possibile, il recupero funzionale. Il provvedimento si inserisce nel quadro della valorizzazione dell’antica civiltà rurale regionale.

Ambito degli interventi

La Regione promuove interventi per la salvaguardia, conservazione, ripristino e valorizzazione:

  • dei mulini storici ad acqua;
  • degli edifici annessi, come magazzini, abitazioni e dipendenze funzionali;
  • delle canalizzazioni e dei sistemi idraulici;
  • dei macchinari e degli strumenti necessari al funzionamento dei mulini.

Gli interventi non hanno solo finalità conservative, ma anche di valorizzazione e conoscenza, da realizzarsi tramite iniziative didattiche o ricreative. La norma mira inoltre al ripristino della funzionalità dei mulini per produzioni molitorie di qualità.

Soggetti beneficiari

Possono accedere agli interventi gli enti pubblici e gli altri soggetti che siano proprietari o comunque abbiano la disponibilità dei beni interessati dagli interventi.

Criteri per la concessione dei contributi

Nella concessione dei contributi la Regione considera in particolare:

  • la possibilità concreta di ripristinare l’efficienza dell’impianto di molitura;
  • la natura pubblica del bene o la sua disponibilità in capo al soggetto richiedente;
  • l’eventuale proprietà privata, purché convenzionata per uso pubblico.

Contributi e misura del finanziamento

La Regione concorre al finanziamento degli interventi mediante contributi in conto capitale, fino al limite massimo del 50% delle spese sostenute e riconosciute ammissibili.

I progetti di intervento devono essere presentati alla Giunta regionale secondo termini e modalità stabiliti da appositi regolamenti da emanarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Disciplina finanziaria

Per il solo anno 2005 la legge autorizza una spesa di 30.000 euro, con imputazione al bilancio regionale secondo le indicazioni della norma.

La copertura dell’onere per il 2005 è assicurata mediante riduzione di pari importo di stanziamenti previsti per fondi speciali per spese di investimento, con successiva iscrizione della disponibilità nella competenza 2005.

Per il finanziamento degli interventi collegati al comma 2 dell’articolo 1 è inoltre previsto lo stanziamento della UPB 07.1.014 (capitoli 3563-3564) del bilancio di previsione annuale.

Per gli anni 2006 e successivi la spesa è determinata annualmente con la legge finanziaria regionale. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le conseguenti variazioni di bilancio, sia in termini di competenza sia di cassa.

Ambito temporale e attualità della disciplina

La legge non contiene un termine finale di efficacia. Tuttavia la disciplina finanziaria esplicita un primo stanziamento per il 2005 e rimette agli anni successivi la quantificazione annuale della spesa. Il contenuto normativo conserva interesse soprattutto come quadro di riferimento per interventi su beni storici ancora esistenti e nella misura in cui siano attivi i relativi strumenti di finanziamento regionale.

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