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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28553/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di Foggia che ha rigettato l'istanza di riesame avverso il sequestro preventivo (emesso il 04/09/2024) disponendo che la somma sequestrata non risultava sproporzionata rispetto ai redditi. Il ricorso in cassazione deduce vizio di motivazione sostenendo che il Tribunale avrebbe espresso argomentazioni illogiche rispetto alla documentazione depositata dalla difesa (estratto previdenziale e relazione di servizio) che attesterebbero un reddito annuo superiore a quello considerato. Inoltre viene prospettato travisamento della prova per la valutazione dei redditi rilevanti rispetto alla somma sequestrata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il controllo in sede di cassazione sui provvedimenti in materia di sequestro preventivo è limitato ai vizi di diritto (mancanza o apparente motivazione) e non può sindacare i meri vizi di merito o la valutazione logica della motivazione del giudice di merito. Il dedotto "travisamento della prova" è stato qualificato come censura sul significato e sulla valutazione della prova, profili estranei al sindacato di legittimità salvo che non si tratti di omissione o utilizzo di un dato inesistente decisivo per il provvedimento, circostanza non dimostrata. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 309/1990 (Testo unico stupefacenti)

    art. 73; artt. 240-bis e 85-bis

    Richiamate come fondamento normativo del provvedimento di sequestro preventivo per reati in materia di stupefacenti; la Corte non entra nel merito della qualificazione del reato, ma conferma che sul punto è rimessa al giudice di merito la valutazione dei presupposti.

  • Codice di procedura penale

    Stabilisce il limite del ricorso per cassazione per violazione di legge: ammissibile per mancanza fisica della motivazione o per motivazione apparente; la Corte interpreta che non è percorso idoneo per sindacare meri vizi logici della motivazione.

  • Codice di procedura penale

    Prevede la condanna alle spese e la possibilità di sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità del ricorso; applicata dalla Corte in assenza di giustificata colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008; Sez. 5, n. 43068 del 13/10/2009; Sez. 5, n. 35532 del 25/06/2010

    Richiami giurisprudenziali utilizzati per precisare i confini del controllo di legittimità sulle motivazioni dei provvedimenti cautelari e la distinzione tra vizio logico e motivazione apparentemente inesistente.

  • Corte Costituzionale

    sent. n. 186 del 13/6/2000

    Richiamata in relazione al criterio per valutare l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e conseguente applicazione delle sanzioni.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro preventivo è ammesso principalmente per violazioni di legge: mancanza o apparente mancanza di motivazione; non è lo strumento per rimettere in discussione valutazioni di merito o la logica argomentativa del giudice di merito.
  • Le censure che si sostanziano in critiche alla valutazione della prova (es. diversa interpretazione dell'estratto contributivo o di documenti reddituali) sono, di regola, inammissibili in Cassazione, salvo che si dimostri che il giudice ha omesso o utilizzato un dato probatorio inesistente e che tale omissione/errore sia decisivo per il provvedimento.
  • Per contestare validamente un provvedimento cautelare in Cassazione occorre individuare un profilo di illegittimità formale o logico-giuridica radicale (es. motivazione completamente mancante o manifestamente apparente), non semplici errori di apprezzamento o incongruenze argomentative.
  • Chi impugna dovrebbe documentare in modo chiaro e specifico la mancanza o l'apparenza della motivazione o l'omissione di un elemento probatorio decisivo, offrendo un quadro che consenta alla Corte di rinvenire un vizio di diritto reale e non una mera divergenza sulla valutazione dei fatti.
  • La proposizione di ricorsi manifestamente inammissibili espone il ricorrente al pagamento delle spese e a sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; va quindi valutata la solidità giuridica dell'impugnazione prima della sua presentazione.
  • Se l'obiettivo è contestare la quantificazione del reddito o la sproporzione tra redditi e somme sequestrate, è più efficace insistere sulle istanze in sede di merito (riesame/ricorso al tribunale competente) e raccogliere documentazione probatoria decisiva piuttosto che attendersi un sindacato di merito in Cassazione.

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