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Cassazione Civile, Ordinanza n. 01029/2023 del 16/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (società)

La controversia

Un professionista del settore agroalimentare conveniva una società deducendo che, in occasione della costituzione e della fase di avvio di una nuova attività industriale nel comparto delle verdure grigliate e surgelate, egli avesse messo a disposizione della società un know-how tecnico-commerciale specifico, comprendente conoscenze di processo, di mercato e di approvvigionamento. Sosteneva che tale apporto era stato oggetto di una licenza implicita, verbalmente pattuita, con compenso pari al 3% del fatturato dei primi dieci anni successivi allo start up, e lamentava che la società avesse sfruttato indebitamente tali conoscenze senza corrispondergli nulla. Chiedeva quindi l'accertamento dell'inadempimento contrattuale, dello sfruttamento indebito e della sottrazione di know-how, della concorrenza sleale, in subordine dell'arricchimento senza causa, con condanna al risarcimento dei danni, all'inibitoria e alla retroversione degli utili. La società contestava l'esistenza di un know-how tutelabile, negava l'esistenza del contratto di licenza e sosteneva che le conoscenze invocate fossero generiche, già note nel settore e comunque utilizzate lecitamente in base al rapporto intercorso con l'attore. Il Tribunale respingeva le domande; la Corte d'appello confermava la decisione, ma con una motivazione in parte diversa, escludendo in fatto sia l'esistenza di un know-how tecnicamente e giuridicamente tutelabile, sia la conclusione dell'accordo invocato. Nel ricorso per cassazione l'attore articolava tredici motivi, denunciando in sintesi: violazione del giudicato interno, omessa pronuncia sul know-how commerciale, errata valutazione di confessioni e prove documentali/testimoniali, omesso esame di fatti decisivi, violazione delle norme sulla tutela del know-how e sulla concorrenza sleale, erronea esclusione della forma libera del contratto di licenza implicita e dell'azione di arricchimento senza causa. La società resisteva e proponeva ricorso incidentale condizionato.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso principale. Ha ritenuto infondato il motivo sul preteso giudicato interno, osservando che l'appello aveva riaperto l'intera cognizione sulle statuizioni rilevanti e che il giudice di secondo grado poteva sostituire integralmente la motivazione di primo grado. Ha reputato infondati anche i motivi su omessa pronuncia, prova legale, omesso esame di fatti decisivi e travisamento della prova, perché la corte territoriale aveva compiuto un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità, escludendo che nel bagaglio professionale del ricorrente vi fosse un know-how tecnico-industriale riservato, sostanziale e sufficientemente individuato. Ha dichiarato inammissibili o comunque assorbiti gli ulteriori motivi, perché tutti presupponevano il previo riconoscimento di un know-how tutelabile e/o dell'accordo di licenza, presupposti che erano stati esclusi in fatto. Il ricorso incidentale condizionato della società è stato dichiarato assorbito. Il ricorrente principale è stato condannato alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.i.

    Richiamato come norma di tutela delle informazioni aziendali e del know-how; la Corte ha però valorizzato l'accertamento di merito secondo cui, in fatto, non risultava un know-how tutelabile nel caso concreto.

  • art. 99 c.p.i.

    Richiamato insieme all'art. 98 c.p.i. per la tutela contro l'illecita acquisizione e utilizzazione delle informazioni; la decisione ne esclude l'applicazione per mancanza del presupposto fattuale del know-how tutelabile.

  • art. 6-bis r.d. 29 giugno 1939, n. 1127

    Invocato quale antecedente normativo della tutela delle informazioni aziendali; la Corte ritiene comunque decisivo il difetto in fatto dei requisiti del know-how nel caso esaminato.

  • art. 2598 c.c.

    Richiamato in tema di concorrenza sleale; la Corte esclude la fondatezza della domanda perché manca sia la qualità di imprenditore concorrente sia il requisito del know-how tutelabile.

  • art. 2041 c.c.

    Richiamato come azione subordinata di arricchimento senza causa; la Corte conferma che la domanda resta priva di spazio una volta escluso in fatto il presupposto del bene/valore indebitamente sfruttato, oltre alla natura sussidiaria dell'azione.

  • art. 2735 c.c.

    Le dichiarazioni invocate non sono state qualificate come confessione stragiudiziale, perché non rese alla controparte ma a terzi; restano quindi liberamente apprezzabili.

  • art. 115 c.p.c.

    La censura è stata ritenuta inammissibile perché non era dedotto l'uso di prove non introdotte dalle parti, ma solo una diversa valutazione del materiale istruttorio.

  • art. 116 c.p.c.

    La Corte ribadisce che la valutazione delle prove rientra nel prudente apprezzamento del giudice di merito e non è sindacabile come tale in cassazione.

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    Usato come parametro per le censure di nullità processuale e omessa pronuncia, tutte respinte perché la decisione impugnata conteneva una statuizione implicita di rigetto o era supportata da autonoma ratio di merito.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    La Corte ribadisce il perimetro ristretto del vizio di omesso esame di un fatto decisivo, escludendo che il ricorrente possa usarlo per ottenere una rivalutazione del merito o degli elementi istruttori.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato per la pretesa omessa pronuncia; la Corte esclude il vizio perché la decisione di merito implicava comunque il rigetto delle domande fondate sul know-how.

  • art. 1325 c.c.

    Richiamato dal ricorrente per sostenere la validità del contratto di licenza; la censura è dichiarata irrilevante una volta esclusa in fatto l'esistenza del contratto.

  • art. 1350 c.c.

    Richiamato dal ricorrente per contestare l'asserita necessità della forma scritta; la Corte non esamina nel merito il punto perché manca il presupposto fattuale del contratto allegato.

  • art. 2729 c.c.

    Richiamato in relazione alla prova presuntiva della conclusione del contratto; la Corte non accoglie la doglianza perché si traduce in richiesta di nuova valutazione del merito.

  • art. 11 disp. prel. c.c.

    Invocato per la disciplina temporale del know-how; il motivo è dichiarato privo di interesse una volta esclusa l'esistenza del bene tutelabile in fatto.

  • art. 1346 c.c.

    Richiamato in relazione alla dedotta determinatezza dell'oggetto del contratto di licenza; il motivo resta assorbito dalla negata esistenza dell'accordo.

  • art. 2909 c.c.

    Richiamato per il preteso giudicato interno; la Corte ne esclude la violazione poiché l'impugnazione aveva riaperto la cognizione sull'intera statuizione.

  • art. 329 c.p.c.

    Richiamato nel quadro del giudicato interno e dell'acquiescenza; la Corte ritiene che non si fosse formato un giudicato ostativo sui punti contestati.

  • art. 333 c.p.c.

    Richiamato nel contesto del regime delle impugnazioni; non incide sull'esito perché la Corte ritiene devolute le questioni rilevanti in appello.

  • art. 343 c.p.c.

    Richiamato nel contesto dell'appello incidentale; il ricorso incidentale della società viene poi dichiarato assorbito.

  • art. 346 c.p.c.

    Richiamato nel contesto delle questioni non riproposte in appello; la Corte esclude che ciò abbia precluso il riesame delle questioni effettivamente devolute.

  • art. 348-ter c.p.c.

    Richiamato dalla resistente per limitare il sindacato sui motivi motivazionali, ma la Corte lo reputa non applicabile nel caso di specie.

  • art. 334 c.p.c.

    Richiamato per qualificare come tardivo e condizionato il ricorso incidentale della società, poi assorbito.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato da parte del ricorrente principale, se dovuto.

Massime di principio

  • Il giudicato interno si forma solo su un capo autonomo della decisione; quando l'appello investe la statuizione nella sua sequenza fatto-norma-effetto, il giudice di secondo grado può riesaminare integralmente la questione e decidere anche con motivazione diversa.
  • La sentenza di appello, anche se confermativa nel dispositivo, si sostituisce integralmente a quella di primo grado; ai fini dell'impugnazione rileva la nuova motivazione, che assorbe quella precedente.
  • L'omessa pronuncia non sussiste quando la decisione, pur senza una espressa statuizione su ogni profilo, comporta logicamente il rigetto della domanda o dell'eccezione proposta.
  • La denuncia di omesso esame di un fatto decisivo richiede l'indicazione di un preciso fatto storico, della sua discussione nel processo e della sua decisività; non è sufficiente lamentare la mancata valorizzazione di singoli elementi istruttori o chiedere una rivalutazione del merito.
  • Le dichiarazioni rese a terzi non hanno valore di confessione stragiudiziale nei confronti della controparte, ma possono essere solo liberamente apprezzate dal giudice.
  • In cassazione non è consentito trasformare una contestazione sulla valutazione delle prove in una censura di violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., salvo l'uso di prove non dedotte o l'attribuzione di valore di prova legale a elementi che non lo hanno.
  • La tutela del know-how presuppone, in fatto, l'esistenza di informazioni o esperienze tecnico-industriali segrete, sostanziali e sufficientemente individuate; se il giudice di merito esclude tale presupposto, restano assorbite le ulteriori questioni sulla licenza, sulla concorrenza sleale e sull'arricchimento senza causa.
  • L'azione generale di arricchimento ha carattere sussidiario, ma può essere dedotta in via subordinata; tuttavia essa non può operare se la domanda presuppone un bene o un diritto la cui esistenza è stata esclusa in fatto.
  • Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato come terzo grado di merito per ottenere una diversa lettura del materiale probatorio o una ricostruzione fattuale alternativa a quella compiuta dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieMandatoConcorrenza slealeArricchimento senza causaImpugnazioni
RamiContrattiResponsabilità civileCommercialeProcesso civile
IstitutiGiudicatoOnere della provaNullitàBuona fede e correttezzaArricchimento senza causa

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