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Sentenza

Sentenza n. 935/2026 - Catania, Sezione 5

per ordinare al Comune di Siracusa - l’ottemperanza della sentenza n. 889/2024 del Giudice di Pace di Siracusa, per complessivi € 240,34; della sentenza n. 984/2024 del Giudice di Pace di Siracusa, per complessivi € 349,00; della sentenza n. 990/2024 del Giudice di Pace di Siracusa, per complessivi € 349,00; della sentenza n. 992/2024 del Giudice di Pace di Siracusa, per complessivi € 258,28; della sentenza n. 993/2024 del Giudice di Pace di Siracusa, per complessivi € 258,28; per un totale complessivo di € 1.445,90 da pagare in favore dell’avvocato Valentina Micale, prescrivendo tutte le relative modalità per darvi esecuzione, anche mediante nomina di un commissario ad acta che provveda all’adempimento in luogo della Pubblica Amministrazione inerte; - per emettere ogni altro provvedimento consequenziale;

Giustizia amministrativa202600174

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione di cinque sentenze del Giudice di Pace di Siracusa, per un credito complessivo di € 1.445,90

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (comune)

La controversia

La ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza nei confronti del Comune di Siracusa per ottenere l'esecuzione di cinque sentenze del Giudice di Pace, passate in giudicato, concernenti il pagamento di complessivi € 1.445,90 in suo favore quale difensore distrattario. Ha dedotto che era decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione dei titoli senza che l'amministrazione avesse provveduto al pagamento e ha chiesto l'adozione delle misure necessarie all'esecuzione, anche mediante nomina di un commissario ad acta. Successivamente all'iscrizione della causa a ruolo, la ricorrente ha dichiarato di avere raggiunto con il Comune un accordo transattivo relativo alle pretese azionate e di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, rinunciando al ricorso.

La decisione

Il TAR ha preso atto della rinuncia al ricorso e ha dichiarato estinto il giudizio, ritenendo sussistenti i presupposti previsti dagli artt. 35, comma 2, lett. c), 84 e 85, comma 9, c.p.a. La rinuncia è intervenuta dopo il raggiungimento di un accordo transattivo con l'amministrazione, con conseguente venir meno dell'interesse alla prosecuzione del giudizio di ottemperanza. Nulla è stato disposto sulle spese, poiché il Comune non si è costituito in giudizio.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    La controversia è stata proposta mediante giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione di sentenze passate in giudicato.

  • art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a.

    La disposizione è stata richiamata quale fondamento della declaratoria di estinzione del giudizio.

  • art. 84 c.p.a.

    La disposizione disciplina la rinuncia al ricorso, della quale il giudice ha preso atto ai fini dell'estinzione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    La disposizione è stata richiamata tra i presupposti processuali della declaratoria di estinzione.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso, quando interviene dopo il venir meno dell'interesse alla prosecuzione del giudizio, consente al giudice amministrativo di dichiarare estinto il processo ai sensi delle disposizioni del codice del processo amministrativo richiamate nella decisione.
  • Nel giudizio di ottemperanza, il raggiungimento di un accordo transattivo tra il creditore e l'amministrazione obbligata può determinare il venir meno dell'interesse alla prosecuzione del processo e giustificare la rinuncia al ricorso.
  • La mancata costituzione dell'amministrazione intimata giustifica la mancata pronuncia sulle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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