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Sentenza

Sentenza n. 40/2026 - Napoli, Sezione 4

per l’annullamento - della Disposizione Dirigenziale n. 270/A del 19 luglio 2022 Contenzioso Amministrativo: 206/2022, emessa dal Comune di Napoli - Area Urbanistica - Servizio Antiabusivismo e Condono Edilizio - Settore Antiabusivismo Edilizio, avente a oggetto l’ordine di ripristino dello stato dei luoghi ai sensi dell’articolo 31 del D.P.R. n. 380 del 2001 per opere abusive; - di ogni altro atto o provvedimento preordinato, collegato, connesso e conseguente;

Giustizia amministrativa202204830

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordine di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativo a opere edilizie abusive

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la disposizione dirigenziale con cui il Comune di Napoli gli aveva ordinato, quale comproprietario, la demolizione di un manufatto di nuova costruzione su due livelli e di un vano verandato realizzato sul balcone dell’unità immobiliare, nonché il ripristino dello stato dei luoghi ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001. L’atto era motivato dalla mancanza di titoli edilizi e dalla sottoposizione dell’area a disciplina urbanistica, paesaggistica e ambientale. Con censura assorbente il ricorrente ha dedotto che, per le opere interessate, erano pendenti presso il Comune due domande di condono edilizio. La relativa documentazione è stata depositata tardivamente, chiedendo la rimessione in termini per le difficoltà di reperimento presso lo studio tecnico delle precedenti proprietarie. Il Comune ha contestato la tardività del deposito, senza tuttavia chiedere termini a difesa.

La decisione

Il TAR ha rimesso il ricorrente in termini per il deposito della documentazione relativa alle domande di condono, ritenendo giustificate le difficoltà concrete di reperimento e considerando che la documentazione era comunque nella disponibilità, o avrebbe dovuto esserlo, dell’amministrazione, che avrebbe potuto acquisirla d’ufficio. Nel merito ha accolto il ricorso e annullato l’ordine di demolizione. Il giudice ha applicato il principio secondo cui la pendenza di una domanda di condono edilizio impone all’amministrazione di esaminarla prioritariamente e preclude, fino alla sua definizione, l’adozione o la prosecuzione di provvedimenti repressivi, compreso l’ordine di demolizione. L’amministrazione deve quindi procedere rapidamente sull’istanza; in caso di rigetto, dovrà adottare una nuova ingiunzione a demolire, assegnando un nuovo termine per l’ottemperanza. Le spese sono state poste a carico del Comune e liquidate in euro 2.000,00, oltre accessori e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Disciplina l’ordine di demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi per interventi edilizi abusivi; nel caso concreto il provvedimento repressivo è stato annullato perché adottato in pendenza di domande di condono.

  • art. 37 c.p.a.

    Consente la rimessione in termini per errore scusabile in presenza, tra l’altro, di caso fortuito, forza maggiore o comportamenti ambigui dell’amministrazione; il TAR ne ha ritenuto integrati i presupposti in relazione alle difficoltà di reperimento della documentazione.

  • artt. 38, 43 e 44 l. 47/1985

    Impongono all’amministrazione di procedere prioritariamente all’esame della domanda di condono; fino alla definizione della domanda non possono essere adottati provvedimenti demolitori sulle opere interessate.

  • art. 32, comma 25, d.l. 269/2003, convertito con modificazioni dalla l. 326/2003

    Richiama l’applicazione della disciplina del condono edilizio, inclusi gli effetti derivanti dagli artt. 38, 43 e 44 l. 47/1985.

Massime di principio

  • La pendenza di una domanda di condono edilizio relativa alle opere abusive preclude l’adozione di un ordine di demolizione fino alla definizione dell’istanza.
  • L’amministrazione deve esaminare prioritariamente la domanda di condono, perché il suo eventuale accoglimento può sanare l’abuso e il suo rigetto impone comunque una nuova valutazione dell’illecito e la rinnovazione dell’ingiunzione a demolire con assegnazione di un nuovo termine per adempiere.
  • L’adozione di ulteriori opere abusive non elimina l’effetto preclusivo della domanda di condono rispetto ai provvedimenti repressivi, se la domanda riguarda le opere oggetto della sanzione.
  • La rimessione in termini per il deposito documentale può essere concessa quando siano provate concrete difficoltà di reperimento, soprattutto se la documentazione avrebbe dovuto essere nella disponibilità dell’amministrazione e il suo esame avrebbe potuto essere disposto d’ufficio.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneDecadenza e tardivitàOnere della prova e principio dispositivo

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