Cassazione Penale, Sentenza n. 15171/2022 del 20/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per furto con strappo (riqualificazione della originaria contestazione di rapina) e per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente deduceva: errori di calcolo nella quantificazione della pena (compresa la riduzione per il rito premiale), mancato riconoscimento del tentativo (anziché consumazione) per il capo A) in ragione del controllo della persona offesa, e insufficiente riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche nonché mancato riconoscimento della circostanza attenuante di cui all'art.62 n.4 c.p. (danno di speciale tenuità).
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi generici e volti a una rilettura degli elementi già valutati in merito, senza prospettare vizi di legittimità. Ha confermato la ricostruzione che ha riqualificato il fatto in furto con strappo ritenendo che il bene fosse passato sotto il dominio esclusivo dell'imputato, anche se per breve tempo, poiché il monitoraggio della persona offesa non era costante né ravvicinato a causa della fuga. Ha ritenuto corretta la valutazione del trattamento sanzionatorio da parte del giudice di merito: la riduzione per le attenuanti generiche è stata motivata come modesta per la violenza commessa e il giudice ha valutato il complessivo trattamento sanzionatorio (non solo il calcolo aritmetico), escludendo una maggiore riduzione. Ha poi escluso la circostanza attenuante di cui all'art.62 n.4 c.p. perché il danno non era di valore irrisorio e poteva avere effetti pregiudizievoli significativi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 624-bis c.p. (furto con strappo)
La consumazione del furto si configura quando la cosa sottratta passa sotto il dominio esclusivo dell'agente anche per breve tempo e senza spostamento; tale consumo non è escluso da un controllo a distanza della persona offesa se questo non è costante e ravvicinato.
art. 628 comma 2 c.p. (rapina)
La fattispecie originaria di rapina è stata riqualificata in furto con strappo in base alla valutazione del concreto svolgimento dei fatti; la Corte ha ritenuto corretta la riqualificazione operata dai giudici di merito.
art. 62 n.4 c.p. (attenuante del danno di speciale tenuità)
La circostanza attenuante richiede che il pregiudizio cagionato sia lievissimo, ossia di valore economico pressoché irrisorio, considerando sia il valore intrinseco della cosa sia gli ulteriori effetti pregiudizievoli subiti dalla persona offesa; non è sufficiente la sola capacità della vittima di sopportare economicamente il danno.
art. 27 Cost.
Richiama il principio di individualizzazione della pena; il giudice può valutare la congruità del trattamento sanzionatorio nel suo complesso e non è vincolato a un calcolo meramente aritmetico nel stabilire la misura della pena dopo il riconoscimento di benefici/attenuanti.
Massime di principio
- In Cassazione i motivi che si limitano a una rivalutazione dei fatti o a sollecitare una diversa lettura degli elementi processuali sono spesso dichiarati inammissibili: è necessario indicare vizi di legittimità specifici e non generiche doglianze.
- Per il furto è sufficiente che la res sia passata sotto il dominio esclusivo dell'agente anche per breve tempo; il mero controllo a distanza della vittima non esclude la consumazione se non è continuo e ravvicinato.
- La valutazione delle attenuanti generiche può essere contenuta se sussistono elementi di particolare gravità (es. condotta violenta); il giudice può motivare una riduzione limitata tenendo conto del trattamento sanzionatorio complessivo.
- La circostanza attenuante del danno di speciale tenuità richiede un danno di valore e di effetti effettivamente trascurabili; non basta che il valore sia basso in senso astratto.
- Il giudice di merito può giustificare la quantificazione della pena anche con valutazioni di adeguatezza complessiva e non solo con calcoli aritmetici: per contestare la quantificazione in Cassazione occorre dimostrare un errore di diritto o un vizio logico nella motivazione.
- Le spese e le sanzioni accessorie (es. somme da versare alla Cassa delle Ammende) possono essere imposte quando il ricorso è dichiarato inammissibile, salvo ragioni di esonero debitamente provate.
Testo integrale
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