Cassazione Penale, Sentenza n. 11111/2023 del 15/03/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza d'appello (19/07/2021) che l'aveva condannata per il reato di riciclaggio (art. 648-bis c.p.). L'unico motivo dedotto in cassazione era la violazione dell'art. 106 c.p.p. per presunta incompatibilità del difensore che aveva assistito sia la RIMBOI sia il coimputato Hassan NOURI: in sede di convalida dell'arresto NOURI aveva dichiarato che l'auto oggetto del reato era nella disponibilità della RIMBOI e tali dichiarazioni sarebbero state inutilizzabili perché rese in violazione dell'art. 106 c.p.p., atteso che il medesimo difensore avrebbe rappresentato entrambi i correi e avrebbe rinunciato solo in fase dibattimentale senza darne notizia alla RIMBOI, impedendole di nominare un nuovo difensore.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il motivo aspecifico e reiterativo di doglianze già affrontate dalla Corte d'appello, che aveva motivatamente escluso l'incompatibilità tra le posizioni processuali della RIMBOI e del NOURI. I giudici hanno osservato che le affermazioni del NOURI si limitavano a dire che l'autovettura era stata acquistata dalla RIMBOI, circostanza confermata da documenti (carta di circolazione, contratto di assicurazione) e mai smentita dalla imputata; pertanto non sussistevano tesi difensive logicamente inconciliabili tali da determinare la nullità per incompatibilità. È richiamato il principio consolidato secondo cui l'incompatibilità dell'avvocato non produce nullità automatica della sentenza: è necessario che l'interesse confliggente renda impossibile tesi difensive conciliabili e va provato l'effettivo pregiudizio. Per l'inammissibilità del ricorso la Corte ha altresì condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 alla Cassa delle Ammende (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 106 cod. proc. pen.
L'incompatibilità del difensore tra più imputati rileva solo se produce un conflitto di interessi tale da rendere impossibile tesi difensive logicamente conciliabili; non determina nullità automatica della sentenza e richiede la dimostrazione dell'effettivo e concreto pregiudizio difensivo.
art. 616 cod. proc. pen.
Consente alla Corte di condannare la parte ricorrente al pagamento delle spese e, se ricorrono profili di colpa nella proposizione del ricorso, al pagamento di somme alla Cassa delle Ammende.
art. 648-bis cod. pen.
Norma sostanziale che incrimina il reato di riciclaggio, ossia l'operazione di reimpiego di beni o valori provenienti da altre fattispecie delittuose; contestata alla RIMBOI a livello di merito e conferente il contesto del procedimento.
Massime di principio
- La mera coincidenza del medesimo difensore per più imputati non comporta automaticamente la nullità della sentenza: va valutato se le tesi difensive sono logicamente inconciliabili e se vi sia concreto pregiudizio per l'assistito.
- Per censurare efficacemente l'utilizzabilità di dichiarazioni rese da un coimputato a causa dell'incompatibilità dell'avvocato è necessario dimostrare in che modo tali dichiarazioni siano incompatibili con la posizione dell'altro imputato e quale danno difensivo ne sia derivato.
- Le affermazioni di un coimputato possono essere valorizzate se corroborate da elementi documentali o probatori autonomi; l'assenza di smentita da parte dell'imputato può rendere queste dichiarazioni pienamente utilizzabili.
- In Cassazione i motivi devono essere specifici e non limitarsi a reiterare doglianze già affrontate e motivate dai giudici di merito; l'aspecificità espone il ricorso a dichiarazione di inammissibilità.
- Il giudice può sanzionare ricorsi infondati o proposizioni procedurali colpevoli con il pagamento delle spese e con somme alla Cassa delle Ammende; pertanto è opportuno valutare attentamente la fondatezza e la specificità del motivo prima di proporre ricorso.
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