Cassazione Penale, Sentenza n. 9956/2025 del 12/03/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello che li aveva confermati colpevoli per l'indebito utilizzo di una carta bancoposta. Per Melis si deduce la violazione degli artt. 545bis c.p.p. e 58 L. 689/1981 per avere la corte rifiutato la sostituzione della pena detentiva con una sanzione sostitutiva (libertà controllata o lavoro di pubblica utilità), nonostante il parere favorevole del Procuratore Generale e la procura speciale rilasciata al difensore. Per Fanari si deduce mancata valutazione del dolo e vizio motivazionale ai sensi dell'art. 493ter c.p., sostenendo che le dichiarazioni del coimputato Melis (che si assumeva responsabile dei prelievi) e la documentazione difensiva avrebbero dovuto far ritenere la buona fede e l'erroneo convincimento di legittimità dell'uso della carta; in subordine la stessa censura sulla mancata applicazione delle pene sostitutive ai sensi di 545bis c.p.p. e 58 L. 689/81.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo di Fanari per essere mera riproposizione di censure già esaminate e ha confermato la solida base probatoria della condotta (filmati di videosorveglianza e denuncia del titolare della carta). Sul secondo motivo comune relativo alle pene sostitutive la Corte ha invece stabilito che la procura speciale era sufficientemente specifica e avente il potere di richiedere o prestare consenso alle sostituzioni di pena; nondimeno ha ritenuto legittima la decisione della Corte d'appello di negare la sostituzione sulla base di una prognosi negativa correlata ai precedenti penali, applicando i criteri dell'art. 133 c.p. e la giurisprudenza consolidata che permette al giudice di negare la pena sostitutiva anche sulla base di precedenti ritenuti ostativi. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, D.L. 137/2020
Riferito alla trattazione con contraddittorio cartolare; citato per descrivere la modalità di trattazione adottata in Cassazione
art. 545bis cod.proc.pen.
Norma che disciplina la richiesta o il consenso alle pene sostitutive in pendenza di appello; la Corte ha ritenuto che la procura speciale poteva legittimamente conferire il potere di richiedere tali misure
art. 58 L. 689/1981
Norma relativa alle sanzioni sostitutive; utilizzata dai ricorrenti per chiedere la sostituzione della pena e valutata dalla Corte alla luce dei criteri di idoneità rieducativa e neutralizzazione del rischio di recidiva
art. 493ter cod.pen.
Riferito alla tipologia di responsabilità penale contestata e al requisito del dolo; la Corte ha ritenuto che la motivazione di merito abbia adeguatamente risposto e che la prova filmica e la denuncia comprovassero la responsabilità
art. 95 D.Lgs. 150/2022
Richiamato in relazione al regime transitorio per la presentazione di istanze di sostituzione con lavoro di pubblica utilità; la Corte ha valutato la richiesta alla luce della normativa transitoria
art. 20bis cod.pen.
Richiamato implicitamente in relazione all'elencazione delle pene sostitutive possibili; la procura è stata ritenuta idonea a riferirsi a tutte le pene previste dalla legge
art. 122 cod.proc.pen.
Richiesto per la determinazione dell'oggetto della procura speciale; la Corte ha ritenuto che il requisito di determinazione dell'oggetto fosse soddisfatto
art. 133 cod.pen.
Criteri di individualizzazione della pena utilizzati dal giudice per valutare la capacità a delinquere e la prognosi rieducativa; la Corte ha confermato che il giudice può negare la pena sostitutiva in presenza di precedenti che rendono negativa la prognosi
art. 59 L. 689/81
Citato per indicare i casi tassativi di esclusione soggettiva dalle pene sostitutive; la sentenza precisa che le precedenti condanne non determinano automaticamente l'esclusione salvo i casi previsti dalla norma
art. 71 D.Lgs. 150/2022
Richiamato in riferimento alla novella della L. 689/81 e ai limiti di esclusione soggettiva dall'accesso alle pene sostitutive
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non riesamina liberamente il compendio probatorio: se la Corte di merito ha motivato in modo logico la sua decisione e la prova (es. filmati, denuncia del titolare) è coerente, la statuizione di responsabilità viene confermata
- La procura speciale che attribuisce al difensore il potere di richiedere o prestare consenso per la sostituzione della pena ai sensi dell'art. 545bis c.p.p. può essere ritenuta sufficientemente determinata ai sensi dell'art. 122 c.p.p. senza elencare espressamente ogni singola sanzione sostitutiva
- L'accesso alle pene sostitutive è subordinato a una prognosi positiva di reinserimento e neutralizzazione del rischio di recidiva; il giudice può legittimamente negare la sostituzione anche in presenza di precedenti penali ritenuti ostativi, purché la motivazione sia congrua e ancorata ai criteri dell'art. 133 c.p.
- L'esclusione della recidiva qualificata non impedisce che i precedenti siano valutati ai fini della capacità a delinquere e della prognosi rieducativa; dunque assenza di recidiva aggravata non garantisce automaticamente l'applicabilità delle pene sostitutive
- Le censure che mirano a una diversa valutazione delle prove in fatto (rivalutazione del materiale probatorio o della credibilità delle dichiarazioni) sono in genere inammissibili in Cassazione se la motivazione di merito è priva di aporie e corretta
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