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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9952/2022 del 22/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I tre imputati hanno impugnato la sentenza che li aveva dichiarati colpevoli di utilizzo abusivo della carta di credito Genius del coinquilino Alagna Simone per ricariche telefoniche e acquisto biglietti aerei. Il ricorso deduceva nullità per mancanza e manifesta illogicità della motivazione, lamentando una valutazione parziale delle emergenze probatorie e il mancato esame esaustivo delle richieste istruttorie presentate (in particolare l'acquisizione di dati sui versamenti fatti dai familiari degli appellanti sulla carta della persona offesa in epoca precedente all'utilizzo contestato) e la mancata considerazione di prove favorevoli, come la disponibilità della persona offesa a ricevere versamenti da familiari sulla propria carta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi per genericità delle censure, ritenendo che il motivo non consentisse di comprendere le ragioni delle censure e non avesse dimostrato la manifesta illogicità o contraddittorietà della sentenza di appello. Sul punto relativo alla mancata assunzione di prove, la Corte ha ricordato che la mancata assunzione di una prova decisiva può costituire motivo di cassazione solo se il mezzo di prova era stato richiesto ai sensi dell'art. 495, comma 2, c.p.p.; nel caso in esame le richieste erano state formulate con invito al giudice a esercitare i poteri d'ufficio ex art. 507 c.p.p., poteri che il giudice di merito ha ritenuto non necessari, motivazione che la Corte ha ritenuto adeguata. La Corte ha inoltre osservato che, in tema di indebita utilizzazione di carte di credito (art. 493-bis c.p.), l'autorizzazione del titolare non esclude in generale la rilevanza penale del fatto, essendo tutelato un interesse collettivo alla sicurezza delle transazioni. Conseguentemente i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Riferimento ai poteri del giudice di merito di disporre l'istruzione d'ufficio; la Corte ha ritenuto legittimo il diniego del giudice di merito a integrare la prova quando ritenuto non necessario ai fini della decisione

  • art. 495, secondo comma, cod. proc. pen.

    La mancata assunzione di una prova decisiva è motivo di cassazione solo se il mezzo di prova era stato richiesto ai sensi di questo articolo; le richieste ex art. 507 non sono sufficienti per fondare il motivo in Cassazione

  • art. 493-bis cod. pen.

    Norma che sanziona l'indebita utilizzazione di carta di credito; la Corte ha richiamato la ratio della norma quale tutela non solo del patrimonio del titolare ma anche della sicurezza delle transazioni

  • art. 50 cod. pen.

    Richiamata in relazione alla possibile scriminante del consenso: la Corte ha richiamato l'orientamento per cui il consenso del titolare non esclude in generale la rilevanza penale dell'utilizzo indebito della carta, salvo casi in cui sia manifesto che il terzo abbia agito nell'esclusivo interesse del titolare

Massime di principio

  • La Cassazione rigetta i ricorsi formulati in termini generici: le censure devono essere specifiche e dimostrare in modo chiaro la manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione impugnata
  • La mancata assunzione di una prova può costituire motivo di cassazione solo se il mezzo di prova era stato esplicitamente richiesto ai sensi dell'art. 495, comma 2, c.p.p.; le richieste affidate all'esercizio dei poteri d'ufficio ex art. 507 non sono direttamente sindacabili in Cassazione se il giudice ha motivato il loro rifiuto come non necessario
  • In materia di utilizzo indebito di carte di pagamento (art. 493-bis c.p.) il consenso del titolare non è automaticamente esimente: va valutato con attenzione e può rilevare solo se è manifesto che l'agente abbia agito nell'esclusivo interesse del titolare
  • L'inammissibilità del ricorso comporta quasi sempre condanna alle spese e può comportare sanzioni pecuniarie (es. attribuzione a cassa delle ammende), quindi è importante calibrare attentamente le ragioni di impugnazione prima di proporre ricorso in Cassazione

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