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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8239/2025 del 27/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Santo Crea impugna l'ordinanza che, in riforma della decisione del GIP, ha applicato la custodia in carcere per i capi 1) (associazione di tipo mafioso ex art. 416-bis) e 5) (detenzione e porto di arma con aggravante di agevolazione del sodalizio, art. 416-bis.1). Le censure riguardano: inesistenza di una forza intimidatrice e quindi mancanza della fattispecie 416-bis; assenza di elementi per l'aggravante 416-bis.1; insussistenza delle esigenze cautelari (contestando l'operatività addebitata); incompetenza territoriale del Tribunale di Milano; e nullità di notifica dell'ordinanza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso (in parte dichiarando alcuni motivi inammissibili). Motivi principali del rigetto: il controllo di legittimità non consente la rinnovazione del sindacato probatorio oltre i limiti consentiti in sede cautelare; il Tribunale di Milano ha adeguatamente motivato la sussistenza di gravi indizi attraverso un esame unitario e non atomistico di intercettazioni, documentazione e comportamenti, ritenendo costituita un'associazione mafiosa autonoma operante in Lombardia (non mera aggregazione economica), con capacità intimidatrice concreta; l'aggravante 416-bis.1 è stata ritenuta comprovata perché l'arma era detenuta nell'interesse di un associato; le esigenze cautelari sono state ritenute eccezionali e fondate anche considerata la posizione di vertice, precedenti, disponibilità di armi e condotte suggerenti il rischio di elusione delle misure (nonostante l'età dell'indagato >70 anni); l'eccezione di incompetenza territoriale è stata dichiarata inammissibile perché sollevata per la prima volta in Cassazione e, comunque, la competenza territoriale è fondata sul centro operativo del sodalizio in Lombardia; la presunta nullità di notifica è stata valutata come sanata per aver raggiunto lo scopo e per l'impugnazione tempestiva del difensore. Il ricorrente è condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Il Tribunale ha ritenuto configurata l'associazione di tipo mafioso autonoma operante in Lombardia sulla base di collegamenti funzionali, attività intimidatorie, incontri operativi e infiltrazione economica; non è necessaria l'estinzione delle 'case madri'.

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    L'aggravante per l'uso o l'agevolazione del metodo mafioso è stata applicata perché la detenzione dell'arma è stata valutata funzionalmente collegata all'azione del sodalizio e a vantaggio di un associato, non come mera ostentazione.

  • artt. 110, 99, 10, 12, 14 L. 497/74

    Richiamati in relazione al capo di imputazione 5) connesso a fattispecie di detenzione e porto d'arma e relative aggravanti; il Collegio ne ha tenuto conto nel quadro probatorio complessivo.

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Il PM ha proposto appello ex art. 310; la Corte ricorda che questioni non sollevate nei gradi procedurali non possono essere poi dedotte in Cassazione.

  • art. 606, comma 1, cod. proc. pen.

    Limiti e profili del sindacato di legittimità: valutazioni di fatto del giudice del merito non sono sovvertibili salvo vizi di motivazione, illogicità o violazione di legge.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti all'ammissibilità dei motivi riprodotti nel ricorso; la Corte ha valutato i motivi nei limiti consentiti dalle disposizioni sulle riproduzioni.

  • art. 274, comma 1, lett. c), art. 275 commi 1 e 3, art. 292 comma 2 lett. c) cod. proc. pen.

    Norme sostanziali e procedurali relative alle esigenze cautelari e alla loro motivazione: il Tribunale ha adeguatamente motivato l'esigenza cautelare sulla base di elementi concreti e del quadro indiziario.

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Disposizione sulla competenza territoriale: la competenza per i reati connessi a un sodalizio mafioso si individua nel luogo ove si trova il centro organizzativo e decisionale del sodalizio; pertanto la competenza di Milano è corretta.

  • artt. 157 e 161 cod. proc. pen.

    Riguardano le formalità di notifica; la Corte ha ritenuto che la notifica presso il difensore e l'elezione di domicilio abbiano prodotto gli effetti necessari e che eventuali nullità siano state sanate.

  • art. 183 cod. proc. pen.

    Principio della sanatoria della nullità di notifica 'a regime intermedio' se lo scopo della notifica è raggiunto (difensore ha impugnato tempestivamente), applicato dalla Corte per escludere la nullità assoluta.

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato implicitamente per distinguere il livello probatorio richiesto in sede di merito (giudizio) e in sede cautelare (giudizio di qualificata probabilità); in cautela non si richiede lo stesso standard del giudizio di merito.

Massime di principio

  • In sede cautelare il giudice valuta gli indizi in modo unitario e globale: singoli elementi deboli, se letti nel complesso, possono comprovare la gravità indiziaria.
  • La sussistenza di un'associazione di tipo mafioso può emergere anche da una compagine trasversale di soggetti provenienti da diverse 'case madri' se l'operatività congiunta mostra capacità intimidatoria e coordinamento stabile.
  • L'aggravante di tipo mafioso (art. 416-bis.1) richiede un nesso funzionale tra la condotta (es. detenzione di arma) e l'attività dell'organizzazione, non una pura ostentazione.
  • L'età avanzata dell'indagato non esclude automaticamente misure cautelari se permangono esigenze cautelari eccezionali risultanti da posizione di vertice, precedenti e disponibilità di mezzi per eludere le misure.
  • Questioni di incompetenza territoriale devono essere sollevate nei gradi previsti (es. riesame/appello); sollevare per la prima volta in Cassazione ne determina spesso l'inammissibilità.
  • Vizi formali di notifica possono essere sanati se il difensore ha tempestivamente esperito rimedi sull'atto effettivamente impugnato; la nullità 'a regime intermedio' non è automaticamente invalida se lo scopo è raggiunto.
  • Il sindacato della Cassazione è limitato: non è possibile riformare una ricostruzione probatoria plausibile a favore dell'impugnante salvo palese illogicità o violazione di legge.

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