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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4193/2025 del 31/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di riesame del decreto di sequestro probatorio relativo al quadro "Wine of Babylon" di J.M. Basquiat. Alla Ruzic si contestava: (i) minacciare Giovanni Nappi, presente Vittorio Cecchi Gori, di non consegnare l'opera se non in cambio del pagamento del 75% del prezzo di vendita (tentata estorsione, artt. 56 e 629 c.p.); (ii) condotte riconducibili a riciclaggio/autoriciclaggio per il trasferimento/occultamento dell'opera e l'impiego/trasferimento del bene; (iii) ostacolo all'esecuzione di un decreto ingiuntivo (art. 388 c.p.); inoltre si deduceva l'assenza del fumus perché la Ruzic sarebbe stata estranea al contenzioso di proprietà fra Nappi e Cecchi Gori, avrebbe potuto legittimamente difendere il possesso, e l'opera non sarebbe qualificabile come bene culturale ai sensi del d.lgs. n. 42/2004.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato infondato e rigettato. La Corte ha ritenuto sussistenti elementi di fumus per il delitto di tentata estorsione: la Ruzic, presente quando Nappi chiese la restituzione dell'opera a Cecchi Gori, avrebbe minacciato di impedirne la consegna a meno del pagamento del 75% del prezzo, integrando la minaccia di un "male ingiusto" e il conseguente danno. La Corte ha inoltre riqualificato parte della condotta come autoriciclaggio/impiego di beni di provenienza illecita (art. 648-ter.1 c.p.), ritenendo che l'opera fosse stata trasferita/posta a garanzia dopo che il vincolo matrimoniale con Cecchi Gori era cessato, con evidenti finalità di far circolare il bene occultandone l'origine. Quanto al profilo relativo all'art. 388 c.p., la Corte ha ritenuto possibile l'assunto accusatorio anche in prospettiva di concorso esterno e ha escluso la verifica sulla tempestività della querela in sede di legittimità. Motivi nuovi introdotti in Cassazione (es. rinuncia alla restituzione da parte di Cecchi Gori) sono stati ritenuti inammissibili perché non proposti in sede di riesame. La parte ricorrente è stata condannata alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Norma sull'"imputabilità" o sulla tentata estensione del reato: utilizzata per inquadrare l'ipotesi di tentata estorsione; la Corte ha ritenuto sussistente il tentativo per la minaccia condizionante la consegna dell'opera.

  • art. 629 cod. pen.

    Delitto di estorsione: applicato nella sua forma tentata alla luce della minaccia di non consegnare il bene se non dietro pagamento del 75% del prezzo.

  • art. 518-sexies cod. pen.

    Rinvio a reati relativi alla tutela dei beni culturali: la ricorrente sosteneva che l'opera non fosse tutelata, ma la Corte ha richiamato principi interpretativi estensivi della tutela dei beni con valore storico-artistico, pur riqualificando la condotta come delitti contro il patrimonio e riciclaggio.

  • art. 388 cod. pen.

    Ostacolo all'esecuzione di provvedimenti giudiziari: la Corte ha ritenuto che l'ostruzione possa essere contestata anche se il decreto ingiuntivo era diretto formalmente ad altro soggetto, in prospettiva di concorso; la tempestività della querela non può essere valutata in sede di legittimità sul riesame.

  • d.lgs. n. 42/2004, art. 2 e art. 10, comma 5

    La Corte ha ribadito che la nozione di "bene culturale" è ampia: anche beni non previamente dichiarati possono essere protetti in ragione del loro intrinseco valore, così non risultando decisiva la mancata dichiarazione formale.

  • art. 648-ter.1 cod. pen. (autoriciclaggio)

    La Corte ha ritenuto applicabile il reato di autoriciclaggio al trasferimento/impiego dell'opera quando il vincolo matrimoniale con il presunto autore del reato presupposto era già cessato, così escludendo l'esimente di cui all'art. 649 c.p. per qualità soggettive.

  • art. 649 cod. pen.

    Esimente per particolari qualità soggettive (es. coniuge): la Corte spiega che tale esimente può estendersi al reato derivato solo se il vincolo soggettivo sussiste al momento del fatto; se il vincolo è stato risolto, l'esimente non opera sul reato derivato.

  • artt. 610, 611, comma 1-bis e ss. c.p.p.

    Norme procedurali richiamate per la celebrazione del procedimento in contraddittorio scritto senza trattazione orale: utilizzate per motivare il rito della decisione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna alle spese processuali per il ricorso rigettato: la Corte ha disposto la condanna della parte ricorrente al pagamento delle spese.

  • art. 948 cod. civ.

    Norma sulla azione di rivendicazione (rei vindicatio): la ricorrente sosteneva l'assenza di azione civile di rivendicazione nei suoi confronti, ma la Corte ha ritenuto irrilevante ai fini del fumus penale quando esistono minacce e trasferimenti del bene.

Massime di principio

  • La presenza alla richiesta di restituzione e la minaccia di impedire la consegna a meno di un corrispettivo costituiscono elementi idonei a integrare il fumus del reato di tentata estorsione anche se la domanda di consegna era formalmente rivolta a terzi.
  • La qualificazione del fatto può essere riqualificata in sede di legittimità (es. riciclaggio/autoriciclaggio) quando emergono elementi che indicano il trasferimento o l'impiego del bene proveniente da illecita appropriazione; l'esimente di non punibilità per qualità soggettive (art. 649 c.p.) opera solo se il vincolo che la genera sussiste al momento del fatto derivato.
  • La tutela penale dei beni culturali può estendersi a beni non formalmente dichiarati se essi hanno intrinseco valore storico-artistico; dunque la contestazione relativa alla qualifica del bene non esclude automaticamente il fumus di reati connessi.
  • L'ostruzione all'esecuzione di un provvedimento diretto a un terzo può essere contestata in prospettiva di concorso o di concorso esterno; la verifica di questioni di merito (es. tempestività della querela) non è esaminabile in sede di cassazione del provvedimento di riesame.
  • Motivi nuovi introdotti soltanto in Cassazione sono in genere inammissibili se non erano stati proposti davanti al giudice del riesame; è necessario far valere tutte le censure nei gradi che precedono la legittimità.
  • Per valutare la punibilità per reati connessi al reinserimento nel circuito economico di beni illeciti è essenziale accertare la situazione soggettiva e temporale (es. esistenza o cessazione di vincoli personali) al momento delle singole condotte.

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