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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27876/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato era stato originariamente contestato per furto in abitazione: si sarebbe introdotto nello spogliatoio di un centro sportivo a Torino e si sarebbe impossessato di due borsoni contenenti effetti personali di due utenti. Il Tribunale ha ritenuto lo spogliatoio non qualificabile come "privata dimora", ha riqualificato il fatto in furto aggravato su cosa esposta alla pubblica fede e, per tale reato, ha dichiarato il non doversi procedere per mancanza della querela. Il Procuratore generale ha impugnato sostenendo che lo spogliatoio, pur accessibile a più soggetti, è "riservato ai membri del centro" e dunque integra la nozione di privata dimora, chiedendo annullamento con rinvio della sentenza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la corretta applicazione dei principi delle Sezioni Unite (sent. D'Amico) secondo cui la nozione di privata dimora richiede tra l'altro un rapporto di utilizzo stabile e non meramente occasionale. Nel caso concreto è mancato l'elemento della stabilità dell'uso dello spogliatoio da parte delle vittime, essendo questo luogo aduso in modo occasionale e accessibile a pluralità indistinte; la Cassazione ha inoltre distinto i casi in cui spogliatoi di luoghi di lavoro possono essere considerati privata dimora (uso stabile, accesso non consentito a terzi). Conseguentemente il rigetto del ricorso ha confermato la sentenza impugnata (non doversi procedere per mancanza della querela).

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    La norma concerne il furto in abitazione; la Corte ricorda che per l'applicabilità è necessario che il luogo sia qualificabile come "privata dimora" secondo i criteri giurisprudenziali (uso privato, stabilità del rapporto, non accessibilità a terzi senza consenso).

  • Sez. Un. n. 31345 del 23/3/2017 (D'Amico)

    La pronuncia delle Sezioni Unite ha definito i criteri indefettibili per la nozione di privata dimora: a) utilizzazione per atti della vita privata in modo riservato; b) rapporto di durata apprezzabile tra luogo e persona (stabilità); c) non accessibilità a terzi senza consenso. Tali criteri sono stati applicati nel caso di specie per escludere la qualificazione come privata dimora dello spogliatoio del centro sportivo.

  • Sez. 4, n. 37795 del 21/09/2021 (Bosio) e Sez. 5, n. 35788 del 04/05/2018 (Seferovic)

    Giurisprudenza che in casi specifici ha ritenuto i bagni e spogliatoi nei luoghi di lavoro come "privata dimora" quando sussiste un rapporto stabile (uso continuativo del lavoratore) e l'accesso è limitato, distinguendoli dai luoghi ad uso occasionale aperti a una pluralità di utenti.

Massime di principio

  • La qualifica di "privata dimora" richiede, oltre alla funzione di riservatezza, un rapporto stabile e durevole tra la persona e il luogo; la mera funzione di deposito temporaneo non è sufficiente.
  • Luoghi aperti a una pluralità di utenti e privi di controllo d'accesso (es. spogliatoi di palestre usati in modo occasionale) sono normalmente esclusi dalla nozione di privata dimora.
  • Spogliatoi o bagni possono acquisire la natura di privata dimora se provabile l'uso abituale/stabile e l'esclusività o il controllo dell'accesso (es. armadietti assegnati, uso continuativo da parte del lavoratore, ingressi controllati).
  • In caso di riqualificazione del fatto in reato querelabile, l'assenza della querela comporta il "non doversi procedere"; occorre verificare sempre la natura procedibile del reato prima di procedere penalmente.
  • Per sostenere o contrastare la qualificazione come privata dimora raccogliere prove concrete: periodicità e stabilità dell'uso, modalità di accesso (iscrizioni, tessere, controllo ingressi), assegnazione di spazi/armadietti, regolamenti interni e testimonianze.
  • La valutazione è fattuale: i giudici applicano i criteri giurisprudenziali al caso concreto, pertanto ogni situazione va valutata singolarmente alla luce degli elementi di fatto documentati.

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