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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26724/2023 del 20/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso il riconoscimento della recidiva qualificata (recidiva reiterata) ai sensi dell'art. 99, comma 4, c.p.; il ricorrente deduceva violazione di legge perché la recidiva non potrebbe essere riconosciuta in assenza di una precedente condanna che avesse già riconosciuto la recidiva, quindi contestava l'applicazione di una norma di efficacia ingravescente senza il presupposto richiesto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata la censura alla luce della recente pronuncia delle Sezioni Unite (ud. 30 marzo 2023, ric. Sabbatini, R.G. 4278/2022) che ha chiarito i presupposti per il riconoscimento della recidiva reiterata: è sufficiente che, al momento della consumazione del reato, l'imputato risulti gravato da più condanne definitive per reati precedenti espressivi di maggiore pericolosità sociale, purché il giudice di merito dia specifica e adeguata motivazione. Nel caso di specie il Tribunale di Grosseto aveva motivato in modo adeguato la sussistenza della recidiva (natura dei precedenti, personalità negativa, gravità del fatto e omogeneità dei reati). Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; la motivazione è stata redatta in forma semplificata per la pronta soluzione della questione alla luce della decisione delle Sezioni Unite.

Norme richiamate

  • art. 99, comma 4, codice penale

    Regola la recidiva qualificata (recidiva reiterata). La Corte interpreta che per il suo riconoscimento è sufficiente la presenza, al momento del reato, di più condanne definitive per reati precedenti che manifestino una maggiore pericolosità sociale, con necessaria e specifica motivazione del giudice di merito

  • art. 569, codice di procedura penale

    Norma che disciplina il ricorso diretto per cassazione contro la sentenza; qui utilizzata come titolo del rimedio esperito dal ricorrente

  • art. 616, codice di procedura penale

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per imporre al ricorrente il pagamento delle spese

  • Decisione Sezioni Unite, ud. 30 marzo 2023, ric. Sabbatini, R.G. 4278/2022

    Ai fini del riconoscimento della recidiva reiterata è sufficiente che, al momento della consumazione del reato, l'imputato risulti gravato da più condanne definitive per reati precedentemente commessi ed espressivi di una maggiore pericolosità sociale, oggetto di specifica e adeguata motivazione.

    La massima delle Sezioni Unite ha chiarito l'orientamento prevalente: non è necessario che una precedente sentenza abbia già formalmente riconosciuto la recidiva; rileva la sussistenza di precedenti definitivi e la valutazione motivata della loro omogeneità e della maggiore pericolosità sociale

Massime di principio

  • La recidiva qualificata (reiterata) può essere riconosciuta anche se nessuna precedente condanna ha già espressamente dichiarato la recidiva, purché vi siano più condanne definitive per reati precedenti che dimostrino una maggiore pericolosità sociale
  • Il riconoscimento della recidiva richiede una motivazione specifica e adeguata da parte del giudice di merito che colleghi la natura dei precedenti, la personalità dell'imputato e la gravità del fatto alla maggiore pericolosità
  • In presenza di orientamenti giurisprudenziali recenti e di Sezioni Unite favorevoli all'applicazione della recidiva senza previo riconoscimento in sentenze anteriori, il ricorso basato solo su tale censura è difficilmente accoglibile
  • La difesa che contesta il riconoscimento della recidiva dovrebbe focalizzarsi sulla carenza o inadeguatezza della motivazione del giudice di merito (assenza di valutazione sull'omogeneità dei reati o sulla pericolosità), non solo sulla presunta inosservanza formale del requisito delle pregresse sentenze
  • Il rigetto del ricorso comporta spesso la condanna alle spese processuali; è pertanto opportuno valutare la convenienza di impugnazioni quando la questione è stata recentemente risolta in senso sfavorevole dal Supremo Consesso

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