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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31293/2022 del 22/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Pubblico ministero ha impugnato l'ordinanza del GIP dell'11 marzo 2022 che non aveva convalidato l'arresto in flagranza e aveva respinto la richiesta di misura cautelare per il reato di rapina. Il ricorso deduceva violazione di norme processuali e vizi di motivazione: il GIP avrebbe operato un giudizio ex post, valorizzando le dichiarazioni rese dall'indagato nella fase di convalida e valutando la responsabilita sostanziale dell'indagato (accertamento di merito) anziché limitarsi a verificare la legittimità e la ragionevolezza dell'operato della Polizia giudiziaria al momento dell'arresto.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il principio consolidato secondo cui, in sede di convalida dell'arresto in flagranza, il Giudice deve limitarsi a una verifica di ragionevolezza dell'operato della Polizia giudiziaria e non può valutare la responsabilità dell'indagato o l'idoneità degli indizi a configurare il reato. Avendo il GIP compiuto un apprezzamento di merito fondato sulle dichiarazioni dell'indagato e su elementi emersi dopo l'arresto, la Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha dichiarato legittimo l'arresto.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale

    Il giudice della convalida deve verificare il rispetto dei termini procedurali relativi alla convalida dell'arresto; il controllo deve essere limitato alla legittimità formale e alla ragionevolezza dell'operato della Polizia giudiziaria.

  • Codice di procedura penale

    Richiamato come presidio temporale e procedurale per la convalida dell'arresto; il giudice deve agire nel rispetto dei termini e delle modalità previste per la valutazione della flagranza.

  • Codice di procedura penale

    Gli artt. 380 e 381 indicano i reati la cui ipotizzabilità puo giustificare la flagranza; in sede di convalida il giudice verifica l'ipotizzabilità di uno dei reati richiamati, ma non l'idoneità degli indizi in termini di gravita indiziaria.

  • Giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione

    Sez. 6, n. 48471 del 28/11/2013; Sez. 6, n. 21172 del 28/03/2007 (richiamate nella motivazione)

    Principio consolidato: in sede di convalida il giudice deve limitarsi a un controllo di ragionevolezza sull'operato della Polizia giudiziaria e non può procedere a valutazioni di merito sulla responsabilità dell'indagato o sulla gravita degli indizi.

Massime di principio

  • In sede di convalida dell'arresto in flagranza il GIP deve effettuare un giudizio ex ante limitato alla verifica della legittimità e ragionevolezza dell'intervento della Polizia giudiziaria, non un accertamento di merito sulla responsabilità dell'indagato.
  • Il GIP non può basare la non convalida esclusivamente sulle dichiarazioni rese dall'indagato durante l'udienza di convalida, perché tale valutazione appartiene al giudice di merito o alla fase cautelare successiva.
  • Se il GIP eccede la propria funzione compiendo valutazioni di merito, il Pubblico ministero può impugnare l'ordinanza e la Cassazione può annullarla senza rinvio quando la fase di convalida sia ormai esaurita.
  • La valutazione sull'idoneità degli indizi a fondare l'accusa e sulla misura cautelare resta riservata alla successiva fase cautelare o al giudizio di merito; in convalida si verifica solo la sussistenza della flagranza e la correttezza procedurale.
  • In pratica, se l'arresto in flagranza rispetta le formalità e le circostanze appaiono compatibili con la flagranza dei reati richiamati, la convalida non può essere negata semplicemente sulla base di giustificazioni ex post dell'indagato.
  • Difensori e PM devono vigilare sul perimetro della convalida: il difensore può eccepire eventuali vizi formali, il PM può appellare decisioni che valutano il merito nella fase di convalida.

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