Cassazione Penale, Sentenza n. 30627/2022 del 03/08/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso deduceva la violazione di legge per carenza di motivazione sul fumus commissi delicti: il Tribunale del riesame avrebbe reso una motivazione meramente apparente, senza confrontare adeguatamente le deduzioni difensive e la documentazione prodotta (fattura unica dichiarata dalla società, documentazione del trasporto e della successiva rivendita). Il provvedimento si sarebbe limitato ad affermazioni generiche sull'appartenenza della documentazione a un sistema di società cartiere e sulla 'retrocession'e del prezzo, non supportate da elementi specifici, mentre non risultavano contatti o annotazioni che collegassero direttamente Liccardo all'attività contestata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata, limitatamente alle esigenze cautelari, disponendo il rinvio al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per un nuovo giudizio. La Corte ha rilevato che l'ordinanza appellata aveva motivazione di puro stile e non aveva affrontato in maniera adeguata le contestazioni difensive e gli elementi documentali, rendendo il percorso argomentativo sostanzialmente inesistente.
Norme richiamate
art. 310 cod. proc. pen.
Indica la funzione cautelare del Tribunale del riesame; la Corte richiama che l'ordinanza impugnata è un provvedimento emesso in sede cautelare ai sensi di tale articolo.
artt. 322-bis e 325 c.p.p.
Il ricorso per cassazione contro le ordinanze in appello avverso provvedimenti di sequestro preventivo è proponibile solo per violazione di legge; la Corte richiama il combinato disposto per delimitare la legittimità del gravame in Cassazione.
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
La Corte interpreta tale norma nel senso che costituiscono 'violazione di legge' idonee a giustificare il ricorso per cassazione sia l'omissione assoluta di motivazione sia la motivazione meramente apparente.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione avverso ordinanze cautelari di riesame è ammesso solo per violazione di legge; non può essere usato per rimettere in discussione valutazioni di fatto salvo che emergano vizi di motivazione.
- La motivazione del provvedimento cautelare deve presentare un percorso argomentativo concreto e confrontarsi con le deduzioni difensive e la documentazione probatoria: affermazioni generiche o di stile non sono sufficienti.
- In assenza di elementi probatori diretti (intercettazioni, annotazioni che colleghino il soggetto), il Tribunale deve spiegare in modo specifico perché ritiene sussistente il fumus commissi delicti e perché la documentazione prodotta non scalfisca il quadro indiziario.
- La semplice affermazione di un meccanismo di 'società cartiere' o della 'retrocessione' di somme, senza riferimenti probatori puntuali, non soddisfa l'onere motivazionale richiesto per il mantenimento di misure reali o del sequestro.
- Se la motivazione è ritenuta meramente apparente o assente, la Corte di Cassazione annulla il provvedimento e rinvia per un nuovo giudizio, lasciando al giudice di merito il compito di formulare una motivazione articolata e confrontata.
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