Cassazione Penale, Sentenza n. 42404/2023 del 17/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso articolava quattro motivi: 1) illegittima prosecuzione del procedimento per difetto della condizione di procedibilità (querela) dopo la modifica operata dal d.lgs. 150/2022, poiché le persone offese avevano presentato solo denunce prive di istanza punitiva; 2) vizio di motivazione e travisamento della prova in relazione alla qualificazione dei fatti e alla circostanza che l'imputato non sarebbe stato in servizio nell'aeroporto nelle date dei furti, con possibile ricaduta sulla requalificazione in ricettazione degli oggetti sequestrati presso l'abitazione del fratello; 3) censura sulla ritenuta aggravante di cui all'art. 625 n.6 c.p., sostenendo che non sussisteva quando il bagaglio era affidato alla struttura aeroportuale; 4) vizio nella quantificazione della pena per non avere adeguatamente valutato i segnali di resipiscenza e la completa risocializzazione dell'imputato.
La decisione
La Corte ha ritenuto il primo motivo assorbente e fondato. Applicando la riforma (d.lgs. 150/2022, c.d. riforma Cartabia) e la modifica al testo dell'art. 624 c.p., ha constatato che i fascicoli contenevano solo denunce e non le querela necessarie alla procedibilità del reato di furto. Avendo comprovato l'assenza della querela e non essendovi elementi per un proscioglimento pieno ex art. 129 comma 2 c.p.p., la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per difetto della condizione di procedibilità (azione penale non esercitabile). La formula liberatoria prevale sull'eventuale estinzione per prescrizione.
Norme richiamate
Decreto Legislativo n.150/2022 (riforma "Cartabia")
"Il delitto è punibile a querela della persona offesa"
La modifica (art. 2 comma 10 lett. i) ha trasformato il regime di procedibilità del furto: il reato è procedibile a querela della persona offesa, salvo alcune aggravanti peculiari non ricorrenti nel caso concreto; pertanto, la sola denuncia non consente l'esercizio dell'azione penale.
Art. 624 cod. pen. (natura del reato di furto, come modificato)
Con la riforma, il testo di riferimento del delitto di furto richiede la querela come condizione di procedibilità, incidendo sulla prosecuzione dei procedimenti aperti con solo denuncia.
Art. 625 n.6 cod. pen. (circostanze aggravanti)
Si tratta dell'aggravante contestata in relazione alla gestione del bagaglio; la Corte ha valutato che la rilevanza dell'aggravante dipende dalle modalità di affidamento del bagaglio alla struttura aeroportuale e dall'interpretazione fattuale, ma il tema è stato assorbito dalla questione di procedibilità.
Art. 85 disp. trans. del D.Lgs. 150/2022 (norma transitoria)
La norma transitoria disciplina gli effetti nel tempo della riforma e la possibilità di sanare difetti procedurali; nel caso la Corte ha verificato l'assenza di querela anche successivamente agli atti e agli uffici di merito.
Art. 129 comma 2 cod. proc. pen.
Prevede la pronuncia di proscioglimento pieno se sussistono specifiche emergenze; la Corte ha escluso che esistessero emergenze tali da giustificare un proscioglimento più favorevole rispetto all'annullamento per difetto di querela.
Art. 173 disp. att. cod. proc. pen. (limiti di enunciazione dei motivi)
Richiama il limite di sintesi nell'enunciazione dei motivi nel ricorso per cassazione; la Corte ha indicato i motivi nei limiti richiesti dalla norma procedurale.
Massime di principio
- Dopo il d.lgs. 150/2022 il reato di furto è, in linea di principio, procedibile a querela di parte: se nelle carte compaiono solo denunce senza querela, il procedimento penale può essere dichiarato inammissibile o la sentenza annullata per difetto di procedibilità.
- In presenza di un difetto di querela, il giudice di legittimità può annullare senza rinvio la sentenza impugnata quando l'azione penale non avrebbe potuto essere esercitata; tale esito prevale sull'eventuale estinzione per prescrizione.
- Occorre verificare sempre negli atti e negli uffici di merito se la querela è stata eventualmente presentata successivamente, anche ai sensi delle norme transitorie; l'assenza di tale querela è un vizio formale comunque decisivo.
- Questioni di qualificazione giuridica dei fatti (es. possibile ricettazione in luogo di furto) devono essere dedotte con elementi di fatto idonei e possono essere rilevanti, ma sono assorbite se sussiste un difetto di procedibilità che impedisce il prosieguo dell'azione penale.
- Le aggravanti (es. art. 625 n.6) e le circostanze attenuanti o fatti di resipiscenza influiscono sulla pena ma non sanano un vizio di procedibilità: prima va accertata la procedibilità del reato, poi si discute la qualificazione e la commisurazione della pena.
- In casi analoghi il difensore deve controllare tempestivamente negli atti l'esistenza della querela e, se mancante, sollevare la questione di procedibilità; la parte offesa, se intende la punizione, deve presentare la querela nei termini previsti o secondo le norme transitorie.
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