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Sentenza

Sentenza del 04/02/2021 n. 1347 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Procedura di accertamento tributario mediante studi di settore

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

l'Ufficio ha emesso un accertamento fondato sugli "standards" (studi di settore). In sede di contraddittorio preventivo il contribuente ha sostenuto di essere escluso dall'area di applicazione degli standards e ha prodotto elementi probatori a favore di tale esclusione. La questione centrale è quale sia l'onere della prova nel contraddittorio e quando l'Amministrazione possa limitarsi ad applicare gli standards senza valutare le prove fornite dal contribuente.

La decisione

la giurisprudenza (Cass. S.U. n. 26635/2009 e Cass. n. 11633/2013) ha statuito che in sede di contraddittorio preventivo il contribuente ha l'onere di provare, senza limitazione di mezzi e di contenuto, l'esistenza di condizioni che giustificano l'esclusione dall'area di applicazione degli studi di settore. L'Ufficio può motivare l'accertamento esclusivamente con l'applicazione degli standards solo nella ipotesi in cui il contribuente non aderisca all'invito al contraddittorio e rimanga del tutto inerte; se invece il contribuente produce elementi, l'Amministrazione deve prenderli in considerazione e motivare in modo adeguato le ragioni dell'eventuale scostamento o del rifiuto delle deduzioni del contribuente. In sostanza la sentenza protegge il diritto del contribuente a far valere prove e giustificazioni e vincola l'Ufficio a una motivazione effettiva quando il contraddittorio è stato svolto.

Norme richiamate

  • Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008)

    contiene disposizioni che hanno disciplinato e modificato il regime degli studi di settore e il relativo contesto normativo; utilizzata per inquadrare il potere dell'Ufficio e le garanzie procedurali del contribuente

  • Legge 5 agosto 2007, n. 127

    rilevante per le modifiche normative in tema di studi di settore e contraddittorio preventivo; impatta sul quadro procedurale in cui si svolge l'accertamento

  • Decreto-Legge 30 dicembre 1993, n. 331, art. 62-bis

    prevede norme sul contenzioso e sulle procedure tributarie connesse; richiamato per gli aspetti procedurali relativi al contraddittorio e all'accertamento basato su elementi predeterminati

  • Legge 27 dicembre 2006, n. 296, comma 14

    introduce disposizioni normative collegate alla disciplina degli studi di settore e agli strumenti operativi dell'Amministrazione finanziaria; contestualizza l'uso degli standards nell'accertamento tributario

Massime di principio

  • In contraddittorio preventivo il contribuente ha l'onere di provare la sussistenza di condizioni che giustificano l'esclusione dall'ambito degli studi di settore; tale onere non è limitato nella forma o nei mezzi probatori.
  • Se il contribuente partecipa al contraddittorio e produce documenti o spiegazioni, l'Ufficio non può limitarsi a riportare gli esiti degli standards senza valutare e motivare il rigetto delle prove fornite.
  • L'Ufficio può basare l'accertamento esclusivamente sugli studi di settore soltanto quando il contribuente non aderisce all'invito al contraddittorio e rimane del tutto inerte; in tal caso gli standards possono costituire presunzione sufficiente.
  • La motivazione dell'atto di accertamento deve essere congrua e specifica se l'Amministrazione non accoglie le giustificazioni del contribuente: la mera affermazione dello scostamento rispetto agli standards è insufficiente quando vi sia stato un contraddittorio attivo.
  • In pratica, per contribuenti e consulenti: occorre documentare sistematicamente le ragioni di scostamento (contratti, libri contabili, elementi naturali e congiunturali) e richiedere espressa valutazione e motivazione dall'Ufficio; per l'Ufficio è essenziale valorizzare e controargomentare le prove ricevute per evitare annullamento/invalidazione dell'accertamento.

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