Sentenza n. 423/2026 - Salerno, Sezione 3
per l’ottemperanza, alla sentenza n. 785/2024 emessa dal Tribunale Civile di Avellino Sezione Lavoro il 26.7.2024;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale civile di Avellino che aveva riconosciuto il diritto alla Carta docente per gli anni scolastici 2018/2019-2023/2024 e disposto l'accredito di 3.000 euro
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale civile di Avellino, notificata in forma esecutiva all'Amministrazione il 25 settembre 2024 e passata in giudicato. Ha dedotto il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del decreto-legge n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997, e la persistente mancata esecuzione del titolo giudiziale. Ha chiesto che fosse ordinato al Ministero di riconoscere e attribuire la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici indicati, con nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando che la sentenza civile era stata regolarmente notificata, era passata in giudicato ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni. L'Amministrazione non ha fornito la prova dell'avvenuto riconoscimento del beneficio. Il Ministero è stato quindi ordinato di dare completa esecuzione al giudicato, assegnando alla ricorrente la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, entro 90 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. È stato nominato sin d'ora un commissario ad acta per l'ipotesi di persistente inadempimento, con mandato di compiere tutti gli atti necessari, inclusi gli adempimenti contabili e il reperimento delle somme. Il TAR ha precisato che l'esaurimento dei fondi o la mancanza di disponibilità di cassa non costituiscono impedimenti legittimi all'esecuzione del giudicato. Le spese di lite, liquidate in 1.000 euro oltre accessori, rimborso forfettario e contributo unificato, sono state poste a carico del Ministero.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente
Costituisce la base normativa del beneficio riconosciuto dal giudicato civile e da attribuire alla ricorrente.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
termine dilatorio di centoventi giorni
Il decorso del termine dilatorio per l'esecuzione dei provvedimenti giudiziari nei confronti delle amministrazioni consente la proposizione dell'azione di ottemperanza.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è accoglibile quando il titolo giudiziale notificato all'amministrazione è passato in giudicato, è decorso il termine dilatorio previsto dalla legge e l'amministrazione non dimostra di avervi dato esecuzione.
- In sede di ottemperanza il giudice può ordinare all'amministrazione di compiere entro un termine determinato tutti gli atti necessari per dare esatta esecuzione al giudicato e nominare contestualmente un commissario ad acta per l'ipotesi di ulteriore inadempimento.
- L'esaurimento degli stanziamenti di bilancio o la mancanza di disponibilità di cassa non costituiscono, di per sé, una legittima causa di impedimento all'esecuzione del giudicato avente ad oggetto il pagamento o l'attribuzione di somme; l'amministrazione deve adottare le iniziative contabili e finanziarie necessarie per adempiere.
- Il commissario ad acta incaricato dell'esecuzione può essere chiamato a svolgere anche le attività di allocazione in bilancio, impegno, liquidazione, ordinazione e pagamento della spesa, nonché le ulteriori operazioni necessarie al reperimento delle somme dovute.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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