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Sentenza

Sentenza del 20/09/2022 n. 27537 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione per cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva confermato l'avviso di accertamento Ici 2007 emesso dal Comune relativo a terreni e aree fabbricabili. La controversia verteva sulla determinazione della base imponibile (valore venale desunto dal Comune tramite delibera che applicava moltiplicatori basati sulle stime dell'Agenzia del Territorio) e sul fatto che la contribuente non avesse impugnato né la stima dell'Agenzia né la delibera comunale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, atteso che la sentenza della Commissione Tributaria Regionale oggetto del gravame era stata revocata con sentenza definitiva (accoglimento rescissorio dell'appello della contribuente). Per l'esito peculiare della lite la Corte ha disposto la compensazione delle spese processuali e ha escluso l'applicazione del raddoppio del contributo unificato previsto dall'art.13 DPR n.115/2002 (come modificato dalla L. n.228/2012).

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1‑quater

    modificato dalla L. n. 228 del 2012

    La norma sul raddoppio del contributo unificato è stata ritenuta non applicabile nel caso concreto; dunque non è stato imposto alla ricorrente il raddoppio del contributo.

  • Norme in materia di Ici e disciplina delle delibere comunali e delle stime catastali / Agenzia del Territorio

    Il valore venale dei terreni desunto dal Comune sulla base di una delibera pubblicata e di una stima dell'Agenzia del Territorio, se non specificamente impugnato nei termini, non può essere disapplicato nel successivo giudizio tributario.

  • Principio processuale sulla sopravvenuta carenza di interesse

    Se, nel corso del giudizio di legittimità, sopravviene una decisione definitiva che rende privo di interesse il ricorso (ad es. revoca o modifica definitiva della pronuncia impugnata a favore del ricorrente), il ricorso per cassazione è inammissibile per carenza di interesse.

Massime di principio

  • Se la sentenza impugnata viene successivamente revocata o annullata con decisione definitiva favorevole al ricorrente, il ricorso per cassazione può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La determinazione della base imponibile fondata su delibera comunale che recepisce stime dell'Agenzia del Territorio richiede tempestiva impugnazione: la mancata impugnazione della delibera o della stima nei termini impedisce di contestarne efficacemente l'utilizzo in giudizi tributari successivi.
  • In presenza di esiti favorevoli sopravvenuti per il contribuente, il giudice di legittimità può compensare le spese; il raddoppio del contributo unificato si applica solo se ricorrono i presupposti normativi previsti e non è automatico.
  • Prima di proporre ricorso in Cassazione è opportuno verificare lo stato definitivo delle pronunce intervenute nelle fasi successive del processo (anche quelle a favore del contribuente), per evitare l'inammissibilità per mancanza di interesse.

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