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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48862/2022 del 22/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza per carenza di motivazione in ordine alla confisca dei telefoni cellulari e della somma di euro 3.300 (depositata su libretto postale), contestando l'assenza di prova del nesso di pertinenzialità/strumentalità tra quei beni e il reato di detenzione di stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990).

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso ammissibile e parzialmente fondato. Ha annullato senza rinvio la parte della sentenza che disponeva la confisca dei soli telefoni cellulari, ritenendo mancante la motivazione che dimostrasse il nesso strumentale tra telefoni e reato. Ha invece mantenuto la confisca del denaro (euro 3.300), perché il provvedimento impugnato conteneva un riferimento argomentativo – se pur succinto – sulla mancanza di giustificazioni valide circa la disponibilità della somma, collocando l'ablazione nell'ambito dell'art. 240 bis c.p. e dell'art. 85 bis d.P.R. 309/1990.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Richiama la procedura di applicazione della pena su richiesta delle parti (cd. patteggiamento) utilizzata nel procedimento di merito

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    Consente il ricorso per cassazione anche quando la censura riguarda la legalità della pena estesa alle misure di sicurezza e patrimoniali applicate officiosamente e non comprese nell'accordo

  • Sezioni Unite, n. 21368 del 26/09/2019 (richiamata)

    Conferma che le misure non comprese nell'accordo delle parti ma applicate d'ufficio sono sindacabili in Cassazione

  • art. 73, comma 1, d.P.R. 309/1990

    Norma penale sostanziale contestata (detenzione di stupefacenti); contesto fattuale che giustifica le misure patrimoniali contestate

  • art. 240 cod. pen.

    Principio generale sulla confisca: per la confisca facoltativa occorre dimostrare che la conservazione del bene favorisca la reiterazione del reato; la sentenza impugnata non ha adeguatamente motivato tale requisito per i telefoni

  • art. 240-bis cod. pen. e art. 85-bis d.P.R. 309/1990

    Norme che consentono l'ablazione di somme collegate a reati di stupefacenti; la Corte ha ritenuto che, quanto al denaro sequestrato, il provvedimento conteneva argomentazioni sufficienti a collocare la confisca nell'ambito di queste disposizioni

Massime di principio

  • La confisca facoltativa richiede motivazione specifica che dimostri il nesso di asservimento/strumentalità tra il bene e il reato; la mera occasionalità non basta.
  • Anche nelle sentenze pronunciate su richiesta delle parti (patteggiamento), le misure patrimoniali applicate d'ufficio sono sindacabili in Cassazione ai sensi dell'art. 448 c.p.p. e della giurisprudenza delle Sezioni Unite.
  • Per il denaro sequestrato occorre valutare se esistono giustificazioni probatorie sulla legittima provenienza; in loro assenza la confisca può essere legittima ai sensi dell'art. 240-bis c.p. e art. 85-bis d.P.R. 309/1990.
  • Il giudice deve indicare perché la restituzione del bene renderebbe più probabile la reiterazione del reato; in mancanza la confisca può essere annullata anche parzialmente senza rinvio.
  • In ricorsi per cassazione contro misure patrimoniali, è efficace formulare censure sulla carenza motivazionale e sull'assenza di prova del nesso di pertinenzialità/strumentalità.

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