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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4228/2022 del 07/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Salerno che aveva confermato le condanne di primo grado per bancarotta fraudolenta documentale nei confronti di Paolo Contin (capo R) e Luca Mantellassi (capo Q) e aveva ritenuto la responsabilità amministrativa della società Soltex s.r.l. per il delitto commesso dal proprio legale rappresentante (falso versamento per aumento di capitale). Le censure principali riguardano: carenza o contraddittorietà della motivazione (anche relativamente alla aggravante di cui all'art. 219 L. fall.), richiesta di derubricazione in bancarotta semplice per mancanza del dolo specifico, contestazione della qualificazione giuridica dei fatti come bancarotta fraudolenta documentale, e per la Soltex contestazione della mancata spiegazione del vantaggio illecito per la società distinto dall'interesse personale del legale rappresentante.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato manifestamente infondati i ricorsi di Luca Mantellassi e Paolo Contin e infondato il ricorso del curatore del fallimento Soltex s.r.l. Sono quindi confermate, quanto al punto essenziale, le condanne per bancarotta fraudolenta documentale e la responsabilità amministrativa della Soltex. Tuttavia la Corte ha annullato la sentenza impugnata esclusivamente nella parte in cui le pene accessorie fallimentari erano state irrogate in misura fissa di dieci anni, ritenendo quella modalità applicativa incompatibile con la pronuncia della Corte Costituzionale (sent. n. 222/2018): ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Napoli per la rideterminazione, in concreto, della durata delle pene accessorie secondo i criteri dell'art. 133 c.p. Per il resto la sentenza impugnata è stata confermata e il ricorso del curatore Soltex è stato rigettato; spese processuali a carico del curatore.

Norme richiamate

  • Art. 219, comma 1, Legge fallimentare (R.D. 267/1942)

    La circostanza aggravante va valutata con riferimento al danno patrimoniale complessivo recato ai creditori dalla bancarotta; non si limita alla percentuale sul passivo ma riguarda la diminuzione globale della massa attiva disponibile al momento del fallimento. La Corte ha ritenuto adeguatamente motivata la sussistenza della aggravante nel caso di specie.

  • Art. 216, ultimo comma, Legge fallimentare (R.D. 267/1942)

    la condanna per uno dei fatti previsti dal presente articolo importa per la durata di dieci anni l'inabilitazione all'esercizio di una impresa commerciale e l'incapacità per la stessa durata ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa

    La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la parte che stabiliva la durata fissa di dieci anni; la Cassazione ha perciò annullato la sentenza nella parte relativa all'applicazione automatica della misura fissa delle pene accessorie e ha disposto la rideterminazione concreta della durata delle stesse secondo i criteri dell'art. 133 c.p.

  • Art. 216, comma 1, n. 2, Legge fallimentare (bancarotta fraudolenta documentale)

    Per la bancarotta fraudolenta documentale è sufficiente il dolo generico: la consapevolezza e volontà nell'adottare una tenuta contabile confusa o incompleta tale da rendere impossibile o molto difficoltosa la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari. La Corte ha ritenuto corretta la qualificazione come fraudolenta documentale.

  • D.Lgs. n.231/2001, art. 5 (responsabilità degli enti)

    La responsabilità amministrativa dell'ente è esclusa se il rappresentante ha agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi; tuttavia deve essere accertato un vantaggio illecito effettivo per l'ente. Nel caso la Corte ha ritenuto dimostrato l'illecito vantaggio per Soltex (fittizio versamento a capitale per accedere ai contributi).

  • Art. 624 c.p.p.

    L'annullamento parziale della sentenza con rinvio produce l'autorità di cosa giudicata sui punti non connessi con l'annullamento; la Cassazione ha richiamato tale effetto limitando il rinvio alla sola materia delle pene accessorie.

  • Art. 133 c.p.

    I criteri per la determinazione, in concreto, della pena devono essere applicati dal giudice di rinvio nella rideterminazione delle pene accessorie fallimentari, in conformità alla reiterata giurisprudenza delle Sezioni Unite.

Massime di principio

  • La circostanza aggravante dell'art. 219 L. fall. si valuta sul pregiudizio complessivo arrecato alla massa dei creditori (diminuzione della massa attiva), non sulla singola posizione creditoria o solo in rapporto percentuale al passivo.
  • La bancarotta fraudolenta documentale richiede dolo generico: è sufficiente la consapevolezza che una tenuta contabile confusa o omissiva renda impossibile o molto difficoltosa la ricostruzione del patrimonio; la ricostruzione 'aliunde' dei dati non esclude automaticamente la configurabilità del reato.
  • La responsabilità amministrativa dell'ente ex D.Lgs. 231/2001 presuppone l'accertamento di un vantaggio illecito per la società distinto dall'interesse personale del gestore; la mera circostanza che il fatto abbia agevolato l'accesso a contributi o benefici per la società può integrare tale vantaggio.
  • Dopo la dichiarazione di illegittimità di norme che prevedono una durata fissa delle pene accessorie, il giudice deve rideterminare tali pene in concreto applicando i criteri generali di proporzionalità e individualizzazione della pena (art. 133 c.p.).
  • In Cassazione non è consentito il riesame libero delle prove: le critiche alla valutazione probatoria e alle ricostruzioni di fatto sono limitate quando la motivazione di merito sia congrua e non manifestamente illogica; il richiamo, motivato, alle ragioni del primo grado non costituisce automaticamente vizio quando il giudice di appello le fa proprie e le integra.

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