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Sentenza

Sentenza n. 4837/2026 - Roma, Sezione 3

per l'annullamento - del decreto del Questore della Provincia di Roma del 17 febbraio 2023, notificato in data 18 febbraio 2023 -OMISSIS- avente a oggetto la sospensione, per la durata di dieci giorni, delle autorizzazioni nella titolarità del sig. -OMISSIS-, in qualità di amministratore unico e legale rappresentante p.t. della -OMISSIS-, con conseguente chiusura dell'esercizio commerciale denominato “-OMISSIS-” sito in Roma via -OMISSIS-; - di ogni altro atto relativo, presupposto e/o conseguente, ancorché non conosciuto, rispetto al predetto decreto; IN VIA SUBORDINATA, PER L'ANNULLAMENTO PARZIALE del decreto del Questore della Provincia di Roma del 17 febbraio 2023, notificato in data 18 febbraio 2023 -OMISSIS-, nella parte in cui indica in giorni dieci il periodo di sospensione delle licenze;

Giustizia amministrativa202302876

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di Roma di sospensione per dieci giorni delle autorizzazioni dell'esercizio pubblico e conseguente chiusura del locale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società e il suo amministratore hanno impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il decreto questorile del 17 febbraio 2023, adottato ai sensi dell'art. 100 T.U.L.P.S., con il quale era stata disposta per dieci giorni la sospensione dell'autorizzazione all'esercizio pubblico e la conseguente chiusura del locale. Il provvedimento era stato adottato a seguito di alcuni eventi verificatisi nella notte fra il 4 e il 15 febbraio 2023 e ritenuti asseritamente riconducibili all'attività del locale. In via subordinata, i ricorrenti avevano chiesto l'annullamento parziale del decreto limitatamente alla durata decennale della sospensione. L'istanza cautelare monocratica era stata respinta e, per l'esaurimento temporale degli effetti del provvedimento, era stata abbandonata la tutela interinale. Prima della decisione di merito, la parte ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, anche perché aveva cessato l'attività.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito la legittimità del decreto questorile né i motivi relativi alla sospensione e alla sua durata. Il giudice ha ritenuto vincolante la dichiarazione espressa della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione: in assenza di repliche o diverse richieste della controparte, il principio dispositivo in senso ampio attribuisce al ricorrente la disponibilità dell'azione fino alla trattenuta della causa in decisione. Il giudice non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese sono state compensate in ragione della natura e delle ragioni della decisione.

Norme richiamate

  • art. 100 T.U.L.P.S.

    Base normativa indicata nel provvedimento impugnato per la sospensione dell'autorizzazione all'esercizio pubblico e la conseguente chiusura del locale.

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Richiamato quale fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato insieme all'art. 35 c.p.a. nel procedimento definito con la declaratoria di improcedibilità.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, se non risultano repliche o diverse richieste delle altre parti.
  • Nel processo amministrativo, il principio dispositivo in senso ampio comporta che il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione fino alla fase della decisione e può determinare la definizione del giudizio mediante la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.
  • Il giudice amministrativo non può decidere d'ufficio il merito della controversia né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire quando la parte abbia dichiarato di non avere più interesse alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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