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Concentrazione

Provvedimento AGCM C12430B n. 30043 del 22/02/2022

DEA CAPITAL ALTERNATIVE FUNDS SGR/CALVI HOLDING

AGCMC12430B

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Dea Capital Alternative Funds SGR S.p.A., già titolare di una partecipazione in Calvi Holding nell’ambito di un controllo congiunto, ha acquisito il controllo esclusivo della società a seguito del verificarsi di eventi previsti dal patto parasociale e di successive modifiche nella governance. L’operazione, realizzata il 26 novembre 2019, costituiva una concentrazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/1990 e superava le soglie dell’articolo 16, comma 1. Poiché non era stata comunicata preventivamente, l’AGCM ha contestato la violazione e avviato il procedimento per l’eventuale sanzione prevista dall’articolo 19, comma 2.

Dea Capital Alternative Funds SGR/Calvi Holding: acquisizione del controllo esclusivo di Calvi Holding, realizzata senza comunicazione preventiva; contestazione e avvio del procedimento sanzionatorio

Dea Capital Alternative Funds SGR/Calvi Holding: acquisizione del controllo esclusivo e omessa comunicazione preventiva

Il provvedimento riguarda il passaggio dal controllo congiunto al controllo esclusivo di Calvi Holding S.p.A. da parte di Dea Capital Alternative Funds SGR S.p.A. L’operazione, realizzata il 26 novembre 2019, è stata esaminata dall’AGCM esclusivamente sotto il profilo dell’obbligo di comunicazione preventiva e della possibile sanzione per il suo mancato adempimento.

Le parti e l’attività economica

Dea Capital Alternative Funds SGR S.p.A. è soggetta al controllo di De Agostini S.p.A. tramite Dea Capital S.p.A. ed è attiva nel private equity, nella gestione collettiva del risparmio e nell’alternative asset management. La società gestisce, tra l’altro, il Fondo I DeA CCR II, fondo chiuso riservato a investitori qualificati e specializzato in operazioni di ristrutturazione societaria.

Calvi Holding S.p.A. è la holding di un gruppo internazionale attivo nel settore siderurgico, con particolare riferimento alla produzione e commercializzazione di profili speciali in acciaio e altre leghe metalliche realizzati su disegno del cliente. Al momento dell’operazione, Calvi era stata in precedenza attiva anche nella produzione e vendita di montanti per carrelli elevatori, attività svolta tramite Lift-Tek Elecar S.p.A. e Lift Technologies Inc., partecipazioni cedute nel 2021.

Struttura proprietaria e governance prima dell’operazione

Calvi era precedentemente soggetta al controllo congiunto di Dea Capital AF, Calfin S.p.A. e degli altri soci persone fisiche appartenenti alla famiglia Chini. Tale assetto era stato valutato dall’AGCM nel gennaio 2019 nel contesto di un accordo di risanamento ex articolo 67, comma 3, lettera d), della legge fallimentare. Dea Capital AF, creditore di Calvi, aveva sottoscritto un aumento di capitale a essa riservato.

Il patto parasociale del dicembre 2018 prevedeva azioni di tipo A, ciascuna con tre voti, e azioni di tipo B, con un voto per azione. Dea Capital AF deteneva il 26% del capitale di Calvi, costituito da azioni di tipo A, corrispondente al 51,32% dei diritti di voto. Il restante 74% del capitale, formato da azioni di tipo B, era detenuto da Calfin e da altri soci della famiglia Chini e rappresentava il 48,7% dei diritti di voto.

Il patto parasociale e lo statuto prevedevano inoltre un consiglio di amministrazione composto da sette membri, cinque designati da Calfin e dai soci della famiglia Chini e due da Dea Capital AF. Alcune materie qualificate richiedevano il voto favorevole di almeno sei amministratori.

Acquisizione del controllo esclusivo

L’operazione è consistita nel passaggio dal controllo congiunto al controllo esclusivo di Dea Capital AF su Calvi Holding e sulle sue controllate. Il cambiamento non è derivato, secondo la ricostruzione riportata nel provvedimento, da un’immediata variazione della partecipazione azionaria, bensì dal verificarsi di una serie di “Eventi Rilevanti” disciplinati dal patto parasociale.

Tali eventi hanno determinato il venir meno dell’impegno di Dea Capital AF a votare conformemente alle indicazioni di Calfin e dei soci persone fisiche della famiglia Chini. A partire da novembre 2019, Dea Capital AF ha potuto esercitare autonomamente e senza vincoli i propri diritti di voto nell’assemblea di Calvi, inclusi quelli relativi alla nomina del consiglio di amministrazione e alle decisioni straordinarie, disponendo della maggioranza assoluta dei voti sia nell’assemblea ordinaria sia in quella straordinaria.

Due consiglieri di Calvi si sono dimessi, determinando la decadenza dell’intero consiglio. Successivamente, nel luglio 2021, l’assemblea straordinaria ha modificato lo statuto riducendo da sette a cinque il numero degli amministratori e ha nominato un nuovo consiglio composto da cinque membri designati da Dea Capital AF.

Qualificazione giuridica e competenza dell’AGCM

L’AGCM ha qualificato l’operazione come concentrazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/1990, in quanto acquisizione del controllo esclusivo di un’impresa.

L’operazione non ricadeva nell’ambito di applicazione del Regolamento (CE) n. 139/2004, non ricorrendo le condizioni previste dall’articolo 1 del regolamento. Era pertanto applicabile il regime nazionale di controllo delle concentrazioni previsto dalla legge n. 287/1990.

Soglie di fatturato e obbligo di comunicazione

L’operazione era soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva previsto dall’articolo 16, comma 1, della legge n. 287/1990. Per il 2018, anno rilevante ratione temporis, risultavano superate entrambe le soglie indicate nel provvedimento:

  • fatturato totale realizzato in Italia dall’insieme delle imprese interessate superiore a 498 milioni di euro;
  • fatturato totale realizzato individualmente in Italia da almeno due delle imprese interessate superiore a 30 milioni di euro.

L’Autorità ha quindi ritenuto che l’acquisizione dovesse essere comunicata prima della sua realizzazione.

Omessa comunicazione preventiva

Poiché l’operazione era stata realizzata il 26 novembre 2019 senza essere previamente comunicata, l’AGCM ha contestato a Dea Capital AF la violazione dell’articolo 16, comma 1, della legge n. 287/1990.

Il provvedimento non contiene una valutazione degli effetti dell’operazione sulla concorrenza nei mercati interessati, né dispone il divieto o l’autorizzazione con condizioni. L’oggetto immediato è l’inottemperanza all’obbligo procedurale di notifica preventiva.

Avvio del procedimento sanzionatorio

Ai sensi dell’articolo 19, comma 2, della legge n. 287/1990, in caso di mancato adempimento agli obblighi di comunicazione preventiva l’AGCM può irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria fino all’1% del fatturato realizzato nell’anno precedente a quello in cui è effettuata la contestazione.

L’Autorità ha pertanto:

  • contestato formalmente a Dea Capital AF la violazione dell’articolo 16, comma 1;
  • avviato il procedimento per l’eventuale irrogazione della sanzione prevista dall’articolo 19, comma 2;
  • indicato il responsabile del procedimento nella dott.ssa Paola Roberta Sfasciotti;
  • previsto la possibilità di presentare scritti difensivi e documenti e di chiedere di essere sentiti entro trenta giorni dalla notifica, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, della legge n. 689/1981;
  • stabilito che il procedimento dovesse concludersi entro novanta giorni dalla notifica del provvedimento.

Esito del provvedimento

L’esito non è un’autorizzazione, un divieto o un’autorizzazione con misure correttive. Si tratta di un provvedimento di contestazione della violazione dell’obbligo di notifica preventiva e di avvio del procedimento finalizzato all’eventuale applicazione della sanzione pecuniaria prevista dall’articolo 19, comma 2, della legge n. 287/1990.

Punti principali

Parti coinvolte

Dea Capital Alternative Funds SGR S.p.A. è attiva nel private equity e nella gestione di fondi di investimento ed è controllata da De Agostini S.p.A. tramite Dea Capital S.p.A. Calvi Holding S.p.A. è la holding di un gruppo internazionale attivo nella produzione e commercializzazione di profili speciali in acciaio e altre leghe metalliche su disegno del cliente.

Passaggio dal controllo congiunto al controllo esclusivo

Prima dell’operazione, Calvi era soggetta al controllo congiunto di Dea Capital AF, Calfin S.p.A. e soci persone fisiche della famiglia Chini. Dea Capital AF deteneva il 26% del capitale, rappresentativo del 51,32% dei diritti di voto, ma era vincolata da previsioni del patto parasociale. Il verificarsi di eventi rilevanti ha fatto venir meno tali vincoli, consentendo a Dea Capital AF di esercitare autonomamente la maggioranza dei voti e di nominare gli amministratori.

Qualificazione e soglie

L’operazione costituisce un’acquisizione del controllo esclusivo ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/1990. Non ricorrevano le condizioni di applicazione del Regolamento UE n. 139/2004. Nel 2018 il fatturato nazionale complessivo delle imprese interessate superava 498 milioni di euro e quello individuale nazionale di almeno due imprese superava 30 milioni di euro, rendendo applicabile l’obbligo di comunicazione preventiva ex articolo 16, comma 1.

Violazione contestata

L’operazione è stata realizzata il 26 novembre 2019 senza preventiva comunicazione all’AGCM, in violazione dell’articolo 16, comma 1, della legge n. 287/1990.

Esito procedurale

L’AGCM ha contestato a Dea Capital AF l’omessa comunicazione preventiva e ha avviato il procedimento per l’eventuale irrogazione della sanzione pecuniaria prevista dall’articolo 19, comma 2, della legge n. 287/1990. Il procedimento doveva concludersi entro novanta giorni dalla notifica del provvedimento.

Come è indicizzato

Materiecontrollo concentrazioniacquisizione del controlloobbligo di comunicazione preventivasanzioni per omessa comunicazionesettore siderurgico

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