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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30390/2024 del 24/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Parise ha proposto istanza ex art. 671 c.p.p. chiedendo il riconoscimento del vincolo della continuazione tra due sentenze di condanna: (1) Corte d'appello di Venezia 17/02/2020 (irrevocabile 06/10/2020) per ricettazione di 51 moduli di assegno circolare, falso in scrittura privata e tentata truffa; (2) Corte d'appello di Venezia 10/02/2022 (irrevocabile 23/01/2023) per ricettazione di tre quadri contraffatti. Il ricorrente ha sostenuto l'esistenza di un unico disegno criminoso in ragione della contiguità temporale (episodi nell'estate/autunno 2012), dell'identità di taluni responsabili (in particolare Andrea Ghiotto), dell'omogeneità delle fattispecie e delle modalità esecutive, di intercettazioni ambientali e del fatto che originariamente i procedimenti erano stati in parte unificati e successivamente segmentati per esigenze processuali.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha confermato la valutazione del giudice dell'esecuzione secondo cui non è emersa prova sufficiente di una preventiva e unitaria ideazione delle plurime violazioni (il "disegno criminoso"). La pronuncia richiama il principio secondo cui la continuazione richiede che, al momento del primo reato, i successivi fossero preveduti almeno nelle linee essenziali; elementi come la mera omogeneità delle violazioni, la contiguità spazio-temporale, la comune finalità di lucro o la ripetizione del comportamento non sono di per sé idonei a dimostrare l'unità di disegno. Il ricorso è stato quindi ritenuto infondato e rigettato, con conferma dell'ordinanza impugnata e senza riconoscimento della continuazione.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    istanza in sede di esecuzione per il riconoscimento della continuazione

    L'art. 671 c.p.p. disciplina l'istanza al giudice dell'esecuzione per verificare la sussistenza della continuazione tra condanne; la Corte ritiene che l'applicazione richieda la prova, almeno indiziaria e significativa, di un disegno criminoso unitario già presente al momento del primo fatto.

  • art. 81 cod. pen.

    regime della continuazione e determinazione della pena

    La continuazione prevista dall'art. 81 c.p. comporta un vantaggio sanzionatorio solo se ricorre la preventiva unità di disegno criminoso; la Corte sottolinea che la disciplina non deve essere applicata in astratto alla mera reiterazione di reati o all'abitualità delinquenziale.

Massime di principio

  • Per riconoscere la continuazione è necessario dimostrare (anche mediante indici esteriori significativi) che, al momento del primo reato, l'autore avesse già previsto i successivi almeno nelle loro linee essenziali; non è sufficiente la mera reiterazione o lo stesso movente (es. ottenere denaro).
  • Gli elementi valutabili sono: omogeneità delle violazioni e del bene giuridico protetto, contiguità spazio-temporale, analogia del modus operandi, costante compartecipazione degli stessi soggetti e indicazioni di una programmazione comune; l'assenza di uno o più di questi fattori indebolisce la possibilità di riconoscere la continuazione.
  • La prova della programmazione deve emergere da indici concreti e specifici (es. contenuto di intercettazioni, piani, ruoli costanti, accordi documentati); riferimenti generici a un procedimento unico originario o a conversazioni non trascritte/non prodotte non sono sufficienti.
  • L'onere di allegazione grava sul condannato che invoca la continuazione: deve fornire elementi sintomatici concreti della previa unità di disegno, al fine di evitare che il beneficio della continuazione si traduca in un automatismo premiale per la mera reiterazione delittuosa.
  • In pratica, per ottenere il riconoscimento della continuazione conviene documentare: (a) contenuti chiari di intercettazioni che attestino la pianificazione congiunta; (b) prove di accordi e ruoli fissi tra gli autori; (c) elementi che colleghino oggetti/materiali dei reati o modalità esecutive in modo non occasionale; (d) tempestiva e specifica allegazione di tali elementi al giudice dell'esecuzione.

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