Sentenza n. 386/2026 - Bari, Sezione 3
per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia - del decreto prot. n. -OMISSIS- del 1° dicembre 2025, emesso dalla UTG Prefettura di Foggia, Area IV - Sportello Unico per l'Immigrazione, con cui è stata disposta la revoca del nulla-osta alla conversione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato, rilasciato in favore del ricorrente in data 23 aprile 2025 (codice pratica P-FG/L/N/2025/-OMISSIS-); - nonché per l'annullamento di ogni atto presupposto, connesso e consequenziale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto prefettizio di revoca del nulla-osta alla conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione, il decreto con cui la Prefettura di Foggia aveva revocato il nulla-osta alla conversione del suo permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato. La ragione sostanziale della revoca consisteva nella riscontrata difformità nell'apposizione delle firme su diverse copie del contratto di locazione prodotto per dimostrare la sistemazione alloggiativa. Il ricorrente ha dedotto, tra gli altri vizi, carenza di istruttoria, travisamento dei fatti e carenza di motivazione, sostenendo che il contratto di locazione era comunque effettivamente esistente ed era stato anche rinnovato. Ha inoltre rappresentato che, nella prassi negoziale, possono essere sottoscritte più copie dello stesso contratto, destinate rispettivamente al locatore, al locatario e agli eventuali consulenti incaricati della pratica o della registrazione fiscale.
La decisione
Il TAR, decidendo con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento impugnato. Il Collegio ha ritenuto plausibile la spiegazione secondo cui la difformità delle firme sulle diverse copie poteva dipendere dalla circolazione di più esemplari del medesimo contratto, senza dimostrare l'inesistenza del rapporto locatizio. Ha inoltre valorizzato il fatto che l'amministrazione, pur costituita in giudizio, non aveva contestato espressamente tale ricostruzione né aveva articolato una specifica difesa sul punto. Ne è derivato il riconoscimento di almeno un eccesso di potere per carenza di motivazione, carenza di istruttoria e travisamento dei fatti. L'annullamento non comporta l'automatica conversione del permesso: restano salvi gli ulteriori provvedimenti dell'amministrazione, cui compete verificare il possesso di tutti i requisiti necessari. Le spese sono state compensate per la peculiarità della controversia.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Ha consentito al TAR di definire il giudizio con sentenza semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.
Massime di principio
- La revoca di un nulla-osta collegata a presunte difformità tra copie di un contratto di locazione è illegittima quando l'amministrazione non accerta adeguatamente se le copie possano costituire esemplari del medesimo contratto effettivamente esistente e rinnovato.
- Il provvedimento amministrativo è viziato da carenza di istruttoria e travisamento dei fatti quando trae da una difformità documentale una conclusione sfavorevole senza verificare la plausibile spiegazione alternativa offerta dall'interessato.
- La motivazione del provvedimento deve dare conto degli elementi documentali rilevanti e delle ragioni per cui una spiegazione plausibile della parte non sia idonea a superare i dubbi sull'effettiva sussistenza del requisito considerato.
- L'annullamento del provvedimento prefettizio che revoca il nulla-osta alla conversione del permesso di soggiorno impone una nuova valutazione amministrativa, ma non attribuisce automaticamente il diritto alla conversione, restando salva la verifica degli ulteriori requisiti di legge.
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