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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26649/2025 del 21/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Rita Onorato era stata condannata per truffa aggravata dall'abuso delle condizioni di minorata difesa per avere indotto Fabio Melillo a versare 40,99 euro per l'acquisto di una macchina per il caffè sulla piattaforma eBay. In cassazione il difensore ha proposto due motivi: (i) censura riguardante la qualificazione aggravata ex art. 61, n. 5 cod. pen., sostenendo che i contatti telematici avrebbero escluso la condizione di vulnerabilità; (ii) censura per mancata sostituzione della pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità (richiesta in appello), contestando il rigetto operato dalla Corte d'appello che aveva fatto riferimento solo alla mancanza delle condizioni per la pena pecuniaria senza valutare la sostituzione con lavoro di pubblica utilità.

La decisione

Il ricorso è stato in parte accolto e in parte dichiarato inammissibile. Il primo motivo (sull'aggravante) è stato dichiarato inammissibile perché sollevato solo in cassazione in violazione dell'art. 606, comma 3, cod. proc. pen. Il secondo motivo è stato ritenuto fondato: la Corte di appello aveva rigettato la richiesta di sostituzione della pena facendo riferimento esclusivo alla mancanza delle condizioni per la pena pecuniaria e non aveva valutato la concreta richiesta di sostituzione con lavoro di pubblica utilità. Pertanto la Corte di cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla decisione sulla sanzione sostitutiva e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio su tale punto ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli. Nel resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il giudizio di responsabilità è stato reso irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 610, comma 5 e art. 611, comma 1-bis cod. proc. pen.

    Richiamate in relazione al procedimento celebrato con contraddittorio scritto e senza trattazione orale, in mancanza di richiesta nei termini

  • art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

    La Corte ha applicato il principio per cui nuove questioni non possono essere sollevate per la prima volta in cassazione: il motivo relativo all'aggravante è stato dichiarato inammissibile perché proposto solo in cassazione

  • art. 61, n. 5 cod. pen.

    Riferimento normativo all'aggravante dell'abuso delle condizioni di minorata difesa contestata in capo alla ricorrente; tale doglianza però è stata inammissibile per violazione procedurale

  • art. 20-bis cod. pen.

    Richiamato nella censura relativa alla mancata sostituzione della pena; la Corte ha ritenuto che la Corte d'appello non abbia correttamente esaminato la richiesta di sostituzione con lavoro di pubblica utilità, limitandosi a considerare la pena pecuniaria

Massime di principio

  • Non si possono introdurre in cassazione questioni nuove che non siano state svolte nei precedenti gradi: sollevare per la prima volta in Cassazione censure su elementi della responsabilità o delle circostanze porta all'inammissibilità (art. 606 c.3 c.p.p.).
  • Quando il condannato chiede espressamente la sostituzione della pena detentiva con una sanzione alternativa (es. lavoro di pubblica utilità), il giudice d'appello deve valutare specificamente quella istanza e motivare il rigetto o l'accoglimento; è insufficiente motivare il diniego facendo riferimento solo a ragioni pertinenti a una diversa sanzione (es. pena pecuniaria).
  • Se la Corte di appello omette di valutare una richiesta alternativa di sanzione sostitutiva espressamente formulata, la Cassazione può annullare il provvedimento limitatamente a quella parte e rinviare per un nuovo giudizio sul punto.
  • Una volta dichiarata irrevocabile la responsabilità penale (salvo specifiche eccezioni), eventuali profili meramente sanzionatori possono restare rimessi al giudizio di rinvio e non incidere sulla condanna sostanziale.
  • In situazioni di presunta vulnerabilità della vittima su piattaforme telematiche, è importante documentare fin dai gradi precedenti le comunicazioni e il comportamento delle parti per poter efficacemente contestare o difendere l'aggravante dell'abuso di condizioni di minorata difesa.

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