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Sentenza

Sentenza n. 1446/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza n. 1746 emessa ex art. 60 c.p.a. dal Tribunale amministrativo regionale per la Campania, Sezione staccata di Salerno (Sezione II) in data 30 settembre 2024

Giustizia amministrativa202409282

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l'appello perché, alla luce dell'accordo transattivo intervenuto tra le parti, era venuto meno qualsiasi interesse alla decisione nel merito. La sentenza del TAR non è stata quindi esaminata nel merito e non è stata riformata. Le spese del grado d'appello sono state compensate in ragione della natura e dell'esito complessivo della controversia.

Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, che aveva annullato il diniego di nulla osta all'insediamento e la delibera di riacquisizione dell'area

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (impresa insedianda)

Prevale il privato

La controversia

L'impresa aveva impugnato il secondo diniego dell'istanza di nulla osta all'insediamento produttivo, la comunicazione dei motivi ostativi e la delibera con cui il Consorzio ASI aveva disposto la riacquisizione dell'area ai sensi dell'art. 10 della legge regionale Campania n. 19/2013. I motivi dedotti riguardavano la violazione della disciplina regionale e del regolamento consortile, nonché vizi di eccesso di potere per difetto di istruttoria, difetto del presupposto, erroneità, travisamento, illogicità, contraddittorietà, arbitrarietà, abnormità e sviamento; erano inoltre dedotte violazioni dei principi di legalità, partecipazione e tutela della proprietà. Il TAR aveva accolto il ricorso e annullato gli atti. Il Consorzio ASI ha appellato la sentenza deducendo error in iudicando e in procedendo, travisamento, illogicità e violazione o falsa applicazione della disciplina temporalmente applicabile, rispettivamente ai sensi dell'art. 10, comma 12, della legge regionale Campania n. 16/1998 e dell'art. 10 della legge regionale Campania n. 19/2013; ha inoltre dedotto la nullità della sentenza per motivazione apparente e la violazione del principio di legalità. Nel giudizio d'appello l'impresa ha eccepito l'inammissibilità e l'infondatezza dell'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 10, comma 12, l.r. Campania n. 16/1998

    Il Consorzio appellante ha dedotto la violazione o falsa applicazione della disciplina temporalmente applicabile, ma il giudice non ha esaminato la censura per l'improcedibilità dell'appello.

  • art. 10 l.r. Campania n. 19/2013

    La disposizione costituiva il fondamento della delibera di riacquisizione dell'area e dell'oggetto delle censure di primo grado e d'appello; il giudice non ne ha definito l'interpretazione sostanziale.

  • art. 60 c.p.a.

    È richiamato nell'epigrafe con riferimento alla sentenza di primo grado pronunciata in forma semplificata; non è oggetto di specifica decisione nel presente appello.

Massime di principio

  • L'appello amministrativo deve essere dichiarato improcedibile quando, per effetto di un accordo transattivo o di altra sopravvenienza, entrambe le parti dichiarino il venir meno di qualsiasi interesse alla decisione nel merito.
  • La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione impedisce l'esame dei motivi d'appello e non consente al giudice di pronunciarsi sulla legittimità sostanziale degli atti controversi o sulla fondatezza della sentenza impugnata.
  • In caso di improcedibilità dell'appello determinata dall'evoluzione concordata della controversia, le spese del grado possono essere compensate in relazione alla natura e all'esito complessivo del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàRegioni e rapporti tra livelli di governo
RamiProcesso amministrativoEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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