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Ordinanza

Ordinanza n. 9008/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento RIGETTO ISTANZA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA (K10/C/-OMISSIS-/R)/-

Giustizia amministrativa202512345

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana per possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Ministero dell'Interno ha rigettato la sua istanza di concessione della cittadinanza italiana. Il diniego è motivato dal fatto che, nel corso dell'istruttoria, sarebbero emersi elementi a suo carico tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. Ai fini della decisione, il Tribunale ha ritenuto necessario acquisire la documentazione istruttoria posta a fondamento del provvedimento e il parere del Consiglio di Stato richiamato nelle premesse motivazionali, prevedendo cautele per la tutela delle fonti informative e per non pregiudicare l'attività di intelligence. Il testo non indica ulteriori specifici motivi di ricorso.

La decisione

Il Tribunale non ha deciso nel merito l'impugnazione. Ha disposto incombenti istruttori a carico del Ministero dell'Interno, ordinando il deposito della documentazione istruttoria e del parere del Consiglio di Stato richiamato nel provvedimento, oppure di una relazione recante le specifiche ragioni che renderebbero ragionevole non trasmettere tali atti. Il deposito dovrà avvenire entro il 27 novembre 2026 in doppia busta, con modalità riservate. La documentazione potrà essere esaminata esclusivamente dal Collegio e dal difensore nella camera di consiglio istruttoria del 2 dicembre 2026, senza estrazione di copia, per consentire l'attività difensiva. La trattazione è stata rinviata a tale udienza. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte.

Norme richiamate

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Disposizioni richiamate quale base per gli incombenti istruttori e le modalità di acquisizione e trattazione della documentazione nel processo amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento per l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata nell'ambito dell'oscuramento dei dati personali.

Massime di principio

  • Quando la legittimità di un diniego di concessione della cittadinanza motivato da possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica dipende da elementi istruttori riservati, il giudice amministrativo può acquisire la documentazione posta a fondamento dell'atto e gli eventuali pareri richiamati nella motivazione.
  • L'acquisizione e l'esame di documentazione istruttoria riservata possono essere accompagnati da cautele specifiche, quali stralci, omissis, deposito in busta riservata, visione senza estrazione di copia e accesso limitato al Collegio e al difensore, per bilanciare esigenze di difesa, tutela delle fonti informative e protezione dell'attività di intelligence.
  • Qualora l'amministrazione ritenga di non poter trasmettere atti istruttori riservati, il giudice può richiedere una relazione che esponga le specifiche ragioni della mancata trasmissione, senza definire anticipatamente la controversia nel merito.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivoTutela cautelare

Testo integrale

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