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Sentenza

Sentenza n. 103/2026 - Latina, Sezione 1

per l'ottemperanza della sentenza n. 320/2024, emessa nel giudizio R.G. n. 422/2023 del Tribunale di Latina Sezione Lavoro, pubblicata in data 19 marzo 2024, notificata il 28 marzo 2024 e passata in giudicato, con cui il Tribunale del Lavoro ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito alla corresponsione alla parte ricorrente, mediante accredito sulla Carta Elettronica del Docente, dell’importo nominale di euro 2.000.

Giustizia amministrativa202500326

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Latina, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto all'accredito di euro 2.000 sulla Carta Elettronica del Docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza n. 320/2024 del Tribunale di Latina, Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata al Ministero. La sentenza civile aveva riconosciuto il diritto alla fruizione del bonus annuale di euro 500 per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, mediante attribuzione della Carta Elettronica del Docente, per complessivi euro 2.000, oltre interessi e rivalutazione dalla maturazione del diritto sino all'effettivo accredito. L'amministrazione non aveva dato esecuzione al titolo nel termine previsto per le esecuzioni nei confronti delle amministrazioni dello Stato. Il Ministero si è costituito con memoria di mera forma.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza, rilevando che la sentenza posta a fondamento della domanda era passata in giudicato e che erano decorsi 120 giorni dalla sua notificazione, con conseguente rispetto del termine dilatorio previsto per l'esecuzione nei confronti delle amministrazioni statali. Ha ordinato al Ministero di dare piena esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per il caso di ulteriore inadempimento, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore della Ragioneria Territoriale dello Stato di Frosinone/Latina, o un funzionario delegato, incaricandolo di provvedere entro ulteriori 60 giorni e ponendo il relativo compenso, liquidato in euro 1.000 salvo conguaglio, a carico dell'amministrazione inadempiente. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di euro 500 per le spese del giudizio, oltre oneri e accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato, fissare il termine per adempiere e nominare, in caso di persistente inerzia, un commissario ad acta.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    È richiamata quale fonte della Carta Elettronica del Docente, il cui accredito era stato riconosciuto dal giudice civile per complessivi euro 2.000.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza è sufficiente accertare il passaggio in giudicato del titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio previsto dalla legge per le esecuzioni nei confronti delle amministrazioni statali affinché possa essere ordinata l'esecuzione del titolo.
  • Il giudice dell'ottemperanza può fissare all'amministrazione un termine per l'adempimento e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta destinato a insediarsi in caso di infruttuosa scadenza del termine assegnato.
  • Il compenso del commissario ad acta può essere posto a carico dell'amministrazione rimasta inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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