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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21589/2024 del 30/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso verteva sull'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva accolto il reclamo del detenuto La Valle (recluso in regime ex art. 41‑bis) disponendo che la Direzione della Casa Circondariale consentisse al detenuto di acquistare a proprie spese una borsa‑frigorifero rigida, ritenuta più idonea a garantire la catena del freddo e la salubrità degli alimenti rispetto alla soluzione dell'istituto (borsa frigo morbida con tavolette refrigeranti). Il Ministero deduceva violazione di legge (artt. 35‑bis e 69, comma 6, lett. b), ord. pen.) e il fatto che il giudice aveva oltrepassato la sfera discrezionale amministrativa, senza dimostrare un pregiudizio grave e attuale del diritto alla salute del detenuto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero, ritenendo che il reclamo giurisdizionale ai sensi degli artt. 35‑bis e 69, comma 6, lett. b), ord. pen. tutela solo il pregiudizio concreto e attuale di un diritto soggettivo e non consente al giudice di sostituirsi all'Amministrazione in valutazioni organizzative prive di prova di un grave nocumento. La Corte ha ritenuto che le misure fornite dall'Amministrazione (tavolette refrigeranti e uso del frigorifero di sezione con possibilità di sostituzione delle tavolette) non risultavano in sé idonee a determinare un pregiudizio grave ed attuale alla conservazione degli alimenti e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e l'ordinanza del Magistrato di sorveglianza.

Norme richiamate

  • art. 35‑bis ord. pen. (reclamo giurisdizionale in materia di diritti)

    Il reclamo giurisdizionale di cui all'art. 35‑bis tutela il pregiudizio concreto e attuale di un diritto soggettivo del detenuto; non viene riconosciuto per mere divergenze su modalità organizzative dell'Amministrazione carceraria

  • art. 69, comma 6, lett. b) ord. pen. (competenza del Magistrato di sorveglianza)

    Il rimedio previsto richiede la sussistenza di una violazione grave ed attuale del diritto; il giudice non può intervenire per incidere sulle scelte discrezionali dell'Amministrazione in assenza di tale violazione

  • art. 41‑bis ord. pen. (regime detentivo speciale)

    Il regime 41‑bis implica regole speciali sul trattamento e sul divieto di accumulo di cibo; la mancata previsione espressa dell'uso di specifici strumenti (es. frigoriferi personali) non impone all'Amministrazione l'obbligo di fornirli automaticamente

  • art. 35, comma 1, n. 5, ord. pen. (reclamo generico)

    Distinzione tra reclamo generico volto a tutela di interessi sulla corretta esecuzione della pena e reclamo giurisdizionale (art.35‑bis) volto alla tutela di diritti soggettivi concreti

Massime di principio

  • Il reclamo giurisdizionale ex art. 35‑bis/69(6)(b) richiede la prova di un pregiudizio concreto e attuale di un diritto soggettivo; decisioni basate su mere valutazioni alternative di migliore efficacia non sono sufficienti
  • Il giudice non può sostituirsi all'Amministrazione penitenziaria nelle scelte organizzative e gestionali quando le misure amministrative fornite appaiono idonee a prevenire un nocumento grave; l'intervento giurisdizionale è ammissibile solo se dimostrato il mancato rispetto di standard tali da creare un danno effettivo
  • In controversie che coinvolgono questioni tecniche (es. idoneità di strumenti per la conservazione degli alimenti), è utile fornire elementi tecnici o scientifici chiari che dimostrino l'inidoneità delle soluzioni amministrative per provare il pregiudizio richiesto dalla giurisdizione
  • Prima di adire il giudice è preferibile esperire e documentare i rimedi amministrativi e le soluzioni alternative offerte dall'istituto (es. sostituzione sistematica di tavolette refrigeranti, accesso al frigorifero di sezione), per mostrare che tali misure sono risultate insufficienti
  • Quando si contesta una decisione amministrativa in materia detentiva, il ricorrente deve dimostrare la concreta necessità e l'impossibilità pratica di raggiungere la stessa tutela con mezzi meno invasivi o con l'organizzazione interna dell'istituto

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