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Sentenza

Sentenza n. 4171/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'annullamento del decreto del Questore di Caserta prot. n.-OMISSIS-24.4.2024, notificato il 26.4.2024, con il quale veniva respinta la richiesta di licenza di porto d’armi ad uso sportivo; in uno ad ogni altro atto lesivo, ivi compresa -ove e per quanto occorrer possa- la nota di preavviso prot. Cat.-OMISSIS-del 4.4.2024;

Giustizia amministrativa202402928

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della licenza di porto di fucile per uso sportivo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente porto d'armi)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego questorile fondato sulla circostanza che il padre, non convivente, era stato destinatario di un divieto di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti dopo avere ferito accidentalmente una persona durante una battuta di caccia. Il Questore ha ritenuto che la frequentazione abituale del padre presso l'abitazione del coniuge e dei figli compromettesse il requisito della piena affidabilità del richiedente. Sono stati dedotti, tra gli altri, violazione degli artt. 11, 39, 40 e 43 TULPS, erroneità dei presupposti, travisamento dei fatti, difetto di istruttoria e di motivazione, irragionevolezza, sproporzione, sviamento, violazione dei principi di correttezza, buona fede, leale collaborazione e giusto procedimento, nonché degli artt. 1, 6 e 97 Cost. Il ricorrente ha contestato che il rapporto di parentela e la frequentazione familiare potessero giustificare da soli il diniego, evidenziando il carattere non convivente del padre, l'assenza di precedenti e la natura episodica e accidentale dell'episodio di ferimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Ha riconosciuto che il porto d'armi non è un diritto assoluto e che l'autorità di pubblica sicurezza dispone di ampia discrezionalità amministrativa e tecnica nel formulare la prognosi sul possibile abuso delle armi. Tale discrezionalità, tuttavia, deve fondarsi su elementi concreti e su un'istruttoria adeguata, completa e veritiera, rispettando logicità, ragionevolezza, proporzionalità e partecipazione procedimentale. Il contesto familiare può rilevare ai fini della prognosi, ma il mero rapporto di parentela non è sufficiente, in assenza di ulteriori circostanze concrete dalle quali desumere un pericolo di abuso o una concreta accessibilità delle armi da parte del familiare. Nel caso esaminato l'Amministrazione non ha valutato adeguatamente la personalità del padre, la sua non convivenza con il ricorrente, l'assenza di ulteriori episodi in circa trent'anni di detenzione di armi e il carattere accidentale ed episodico del ferimento; inoltre non ha considerato puntualmente le osservazioni presentate dal richiedente nel procedimento. Il provvedimento è stato quindi ritenuto viziato per difetto di istruttoria e di motivazione. L'annullamento è stato disposto fatta salva l'ulteriore valutazione dell'Amministrazione secondo i principi indicati. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 39 TULPS

    Il prefetto ha facoltà di vietare la detenzione delle armi, munizioni e materie esplodente…alle persone ritenute capaci di abusarne

    La disposizione attribuisce un potere valutativo finalizzato a prevenire l'abuso delle armi, esercitabile sulla base di una concreta prognosi di pericolosità.

  • art. 43 TULPS

    la licenza può essere ricusata…e a chi non può provare la sua buona condotta o non dà affidamento di non abusare delle armi

    Il rilascio della licenza presuppone una valutazione positiva di buona condotta e affidabilità; il diniego deve però essere fondato su elementi concreti e su motivazione adeguata.

  • art. 11 TULPS

    Richiamato tra le disposizioni applicabili alla disciplina del rilascio e del diniego dei titoli di pubblica sicurezza.

  • art. 40 TULPS

    Richiamato tra le disposizioni del TULPS dedotte nel giudizio.

  • art. 1 l. 241/1990

    Richiamato dal ricorrente in relazione ai principi generali dell'azione amministrativa e alla leale collaborazione.

  • art. 6 l. 241/1990

    Richiamato dal ricorrente in relazione agli obblighi istruttori e procedimentali dell'amministrazione.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato dal ricorrente in relazione ai principi di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Utilizzato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, a tutela della dignità e dei diritti della parte interessata.

Massime di principio

  • Nel procedimento per il rilascio o il diniego di una licenza di porto d'armi, l'autorità di pubblica sicurezza dispone di ampia discrezionalità amministrativa e tecnica, ma la prognosi sul pericolo di abuso deve essere ancorata a elementi concreti, attendibili e verosimili, secondo il criterio del più probabile che non, e non può fondarsi su mere congetture.
  • Il contesto socio-familiare del richiedente può rilevare nella valutazione dell'affidabilità ai fini del porto d'armi, ma il mero rapporto di parentela con una persona destinataria di un divieto di detenzione di armi non è, da solo, sufficiente a giustificare il diniego o la revoca della licenza.
  • Quando il diniego è fondato sulla condotta di un familiare, l'amministrazione deve valutare in concreto la convivenza o frequentazione, l'effettiva accessibilità alle armi, la personalità e i precedenti del familiare, la natura e la gravità degli episodi rilevanti e ogni ulteriore circostanza idonea a dimostrare il pericolo di abuso.
  • Il sindacato del giudice amministrativo sulle valutazioni in materia di armi verifica il rispetto dei criteri di adeguatezza istruttoria, veridicità fattuale, completezza valutativa, logicità, ragionevolezza, proporzionalità e partecipazione procedimentale, senza sostituire la propria valutazione a quella dell'autorità di pubblica sicurezza.
  • Il provvedimento di diniego deve confrontarsi con gli elementi e le osservazioni forniti dall'interessato nel procedimento; l'omessa valutazione di circostanze potenzialmente decisive determina difetto di istruttoria e di motivazione.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezza

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