Sentenza n. 1676/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per l’ottemperanza della sentenza n. 9875/2025, emessa dal T.A.R. del Lazio – Sezione Quinta Quater, pubblicata il 20 maggio 2025, ormai divenuta irrevocabile.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 9875/2025 mediante il rilascio del visto di ingresso per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
La parte ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 9875/2025, divenuta irrevocabile, nella parte relativa al rilascio di un visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato. Il ricorrente ha dedotto l'inerzia dell'Amministrazione, nonostante le precedenti diffide, rendendo necessario il ricorso giurisdizionale.
La decisione
Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha rilasciato il visto richiesto. Il TAR ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo integralmente soddisfatta la pretesa azionata, ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Le spese sono state poste a carico del Ministero resistente secondo il principio della soccombenza, poiché l'Amministrazione si è attivata soltanto dopo la proposizione del ricorso e nonostante le precedenti diffide. Le spese sono state liquidate in euro 1.000,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato se versato.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
l'avvenuto rilascio del visto integra il soddisfacimento della pretesa fatta valere in giudizio
La sopravvenuta soddisfazione integrale della pretesa azionata determina la cessazione della materia del contendere.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
Sussistendo i presupposti di legge, il giudice dispone l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
Le disposizioni sono richiamate quale fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, il rilascio da parte dell'Amministrazione del bene della vita riconosciuto da una sentenza irrevocabile soddisfa integralmente la pretesa azionata e determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
- La cessazione della materia del contendere per sopravvenuta soddisfazione della pretesa non esclude la condanna dell'Amministrazione alle spese quando il comportamento amministrativo successivo al ricorso abbia determinato il soddisfacimento della domanda e il ricorso si sia reso necessario a causa dell'inerzia precedente, anche in presenza di diffide rimaste senza esito.
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