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Sentenza

Sentenza del 22/02/2017 n. 1549 - Comm. Trib. Prov. Milano

INTERPELLO DISAPPLICATIVO - Diniego - Atto impugnabile - Diritto di difesa.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente contestava il diniego opposto all’istanza di disapplicazione di norme antielusive e chiedeva che tale atto fosse riconosciuto come autonomamente impugnabile davanti alle Commissioni tributarie. La questione riguardava, in particolare, la tutela del diritto di difesa e il rischio che l’impossibilità di impugnare immediatamente il diniego producesse una lesione del principio di capacità contributiva.

La decisione

La sentenza ha riconosciuto l’autonoma impugnabilità del diniego del Direttore Regionale delle Entrate, anche quando il diniego sia fondato su qualsiasi motivazione. L’atto può essere ricompreso nella categoria residuale prevista dall’art. 19, comma 1, lettera i), del d.lgs. 546/1992, relativa a ogni altro atto per il quale la legge preveda l’autonoma impugnabilità davanti alle Commissioni tributarie. La soluzione è giustificata dalla necessità di garantire il diritto di difesa del contribuente e di evitare una lesione del principio di capacità contributiva.

Norme richiamate

  • Art. 37-bis, comma 8, del d.P.R. 600/1973

    istanza di disapplicazione di norme antielusive

    La norma consente al contribuente di chiedere la disapplicazione di disposizioni antielusive quando ricorrono le condizioni previste; il diniego dell’Amministrazione può costituire un atto lesivo autonomamente contestabile.

  • Art. 19, comma 1, lettera i), del d.lgs. 546/1992

    ogni altro atto per il quale la legge ne preveda l’autonoma impugnabilità davanti alle Commissioni tributarie

    La disposizione contiene una clausola residuale che consente di impugnare anche atti diversi da quelli espressamente elencati, quando incidano concretamente sulla posizione fiscale del contribuente e la loro non impugnabilità comprometta il diritto di difesa.

  • Art. 53 della Costituzione

    principio della capacità contributiva

    L’imposizione tributaria deve riflettere un’effettiva capacità contributiva; tale principio contribuisce a giustificare la possibilità di contestare immediatamente un diniego che possa incidere sulla determinazione del carico fiscale.

  • Art. 24 della Costituzione

    Il contribuente deve poter contestare tempestivamente gli atti dell’Amministrazione finanziaria che producano effetti lesivi, senza essere costretto ad attendere un eventuale successivo atto impositivo.

Massime di principio

  • Un atto dell’Amministrazione finanziaria è autonomamente impugnabile quando produce un effetto lesivo concreto e attuale sulla posizione fiscale del contribuente, anche se non è espressamente incluso nell’elenco ordinario degli atti impugnabili.
  • La clausola residuale dell’art. 19 del d.lgs. 546/1992 può essere utilizzata per garantire tutela giurisdizionale contro atti atipici, purché incidano direttamente sul rapporto tributario.
  • Il diniego di un’istanza fiscale non deve necessariamente essere impugnato solo insieme a un successivo avviso di accertamento quando il diniego determina già una conseguenza pregiudizievole e non differibile.
  • La tutela del diritto di difesa e del principio di capacità contributiva favorisce un’interpretazione ampia degli atti impugnabili, evitando che il contribuente debba subire prima gli effetti dell’imposizione per poter contestare il presupposto del diniego.
  • In situazioni analoghe occorre verificare il contenuto concreto dell’atto, la sua idoneità a incidere immediatamente sul carico fiscale e l’esistenza di una base normativa che consenta di ricondurlo alla categoria residuale degli atti impugnabili.

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