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Cassazione Civile, Ordinanza n. 00129/2025 del 05/01/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda di una dipendente pubblica che aveva chiesto di essere esonerata dal servizio ai sensi dell'art. 72 del d.l. n. 112 del 2008 e di ottenere le somme pensionistiche correlate al periodo di esonero. La lavoratrice aveva prima ottenuto il riconoscimento di un periodo contributivo per riscatto laurea e aveva chiesto di versare il relativo onere in 48 rate mensili; tuttavia la domanda di esonero era stata rigettata perché, al momento della richiesta, non risultava ancora integrato il requisito dell'anzianità contributiva minima, non essendo definito il riscatto. Dopo il rigetto in primo grado e in appello, la Corte di cassazione, con ordinanza n. 9873/2023, aveva respinto il ricorso della lavoratrice valorizzando la discrezionalità dell'amministrazione e ritenendo non dimostrata, neppure per presunzioni, la ragionevole probabilità di accoglimento dell'istanza. Con il ricorso per revocazione ex art. 395 c.p.c., la parte ha dedotto che la Corte avrebbe commesso un errore di fatto, avendo confuso l'oggetto della domanda (risarcimento del danno per la mancata concessione dell'esonero dal servizio) con un presupposto della stessa (la ricongiunzione contributiva/riscatto laurea), che sarebbe stato già riconosciuto; la revocazione chiedeva quindi di rimuovere l'asserito travisamento percettivo.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. Ha rilevato che non ricorrevano i presupposti dell'errore di fatto revocatorio di cui all'art. 395, n. 4, c.p.c., poiché la doglianza non denunciava una falsa percezione immediatamente verificabile dagli atti, ma mirava in sostanza a ottenere un diverso apprezzamento della discrezionalità amministrativa e una nuova valutazione del contenuto della precedente decisione di cassazione. La Corte ha inoltre precisato che, letta nel suo complesso, l'ordinanza revocanda aveva correttamente individuato l'oggetto della domanda nell'esonero dal servizio e che il richiamo alla ricongiunzione contributiva riguardava soltanto un presupposto fattuale, non il petitum. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata alle spese in favore del resistente ed è stato dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 395 c.p.c.

    La revocazione della sentenza della Corte di cassazione è ammessa solo per un errore di fatto percettivo, non per contestare valutazioni, interpretazioni o apprezzamenti compiuti dal giudice di legittimità.

  • art. 72 d.l. n. 112 del 2008

    È richiamato come base normativa della domanda di esonero dal servizio formulata dalla lavoratrice.

  • art. 13, comma 1 quater, D.P.R. n. 115/2002

    La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di soccombenza.

Massime di principio

  • L'errore revocatorio ex art. 395, n. 4, c.p.c. presuppone un'erronea percezione di un fatto decisivo, risultante con evidenza immediata dal confronto tra decisione impugnata e atti di causa; non è configurabile quando la censura investe l'attività interpretativa o valutativa del giudice.
  • Non può essere utilizzata la revocazione per sollecitare una nuova valutazione del merito, della discrezionalità amministrativa o della sufficienza delle prove già esaminate nella precedente decisione.
  • Quando il provvedimento impugnato, letto nel suo complesso, ha correttamente individuato il petitum sostanziale, la presenza di espressioni potenzialmente equivoche su un presupposto fattuale non integra di per sé errore di fatto revocatorio.
  • Ai fini dell'ammissibilità della revocazione, il fatto asseritamente travisato non deve aver costituito oggetto di discussione tra le parti e deve essere essenziale e decisivo per la pronuncia.
  • La discrezionalità dell'amministrazione, ove rilevante nel rapporto sostanziale dedotto, non può essere neutralizzata in sede di revocazione attraverso la mera riproposizione della tesi secondo cui l'istanza avrebbe avuto elevate probabilità di accoglimento.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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