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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14043/2024 del 05/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della Libertà di Palermo che, accogliendo l'appello dell'indagata, aveva annullato l'ordinanza del GIP del Tribunale di Marsala che aveva rigettato la richiesta di revoca degli arresti domiciliari. Il ricorso sostiene: 1) violazione degli artt. 309, 310 e 597 c.p.p. e vizio di motivazione per avere il Tribunale deciso l'appello senza elementi di novità (consentendo di fatto di aggirare il termine per il riesame); 2) violazione di legge e vizio di motivazione per aver disconosciuto la rilevanza penale del contributo facilitatore di Martino (recupero/uso del mezzo usato per il trasporto della droga); 3) violazione di legge e vizio di motivazione per avere il Tribunale ritenuto insuperabile il contenuto letterale della imputazione provvisoria.

La decisione

La Corte ha ritenuto ammissibile l'appello cautelare dell'indagata (ribadendo che la mancata tempestiva richiesta di riesame non impedisce la revoca della misura per sopravvenuta mancanza delle condizioni). Ha inoltre confermato il principio secondo cui il giudice del riesame è vincolato ai fatti posti a fondamento della richiesta cautelare e non può formulare autonome ricostruzioni fattuali non inizialmente contestate. Pur richiamando che il concorso può realizzarsi anche mediante adesione unilaterale all'altrui condotta, la Corte ha rilevato che il ricorso del Pubblico ministero non prospetta la persistenza delle esigenze cautelari successive all'ordinanza impugnata e si limita a contestare la valutazione sui gravi indizi. Perciò il ricorso non è sorretto dal necessario interesse a ricorrere e non può produrre un risultato pratico rilevante per l'impugnante. Esito: il ricorso del Pubblico ministero è stato respinto e resta confermata l'ordinanza del Tribunale della Libertà che aveva annullato il rigetto della revoca degli arresti domiciliari.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 2 cod. pen.

    art. 81, comma 2 cod. pen.

    Norma richiamata nell'inquadramento dei reati contestati (circostanze di concorso e partecipazione).

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato per la disciplina del concorso di persone nel reato.

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    art. 73, commi 1 e 1-bis d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Norme sostanziali sul traffico di sostanze stupefacenti, oggetto dell'imputazione provvisoria.

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Richiamato come limite alla rilevanza indiziaria: in assenza di contestazione del reato associativo, atti come la custodia di un'autovettura o la bonifica di locali non assumono automaticamente valore indiziario decisivo.

  • artt. 309, 310 e 597 cod. proc. pen.

    artt. 309, 310 e 597 cod. proc. pen.

    Norme processuali evocate dal ricorrente per contestare la correttezza del giudizio di ammissibilità dell'appello e i termini per il riesame; la Corte ha richiamato principi di ammissibilità e funzione del riesame.

  • art. 275, comma 3 cod. proc. pen.

    art. 275, comma 3 cod. proc. pen.

    Richiamato per spiegare che, salvo casi di presunzione legale, la sola affermazione dei gravi indizi non è sufficiente a determinare l'applicabilità immediata della misura cautelare senza considerare le esigenze cautelari attuali.

  • Giurisprudenza (Sez. U n. 46201/2018 e altri precedenti)

    Sez. U, n. 46201 del 31/05/2018; Sez. 2, n. 10255 del 26/02/2019; Sez. 6, n. 16020 del 13/03/2019; Sez. U, n. 31 del 22/11/2000; ecc.

    Richiamati orientamenti di legittimità sul principio che il riesame può essere richiesto anche tardivamente, sui limiti della cognizione del giudice del riesame e sulla possibilità del concorso anche senza previo accordo ma con adesione unilaterale.

Massime di principio

  • L'appello cautelare contro un rigetto della revoca di misura cautelare è ammissibile anche se non emergono fatti nuovi; la mancata tempestiva richiesta di riesame non equivale a rinuncia automatica alla revoca.
  • Il tribunale del riesame è vincolato ai fatti e alla ricostruzione posti a fondamento della contestazione: non può formulare autonome ipotesi fattuali non inizialmente contestate dal pubblico ministero.
  • Perché atti apparentemente agevolatori (es. recupero o custodia di un mezzo, bonifica di locali) valgano come indizi rilevanti è necessario individuare specifiche condotte e un nesso causale con le singole cessioni contestate; la mera contiguità o ambivalenza dell'attività aziendale non basta di per sé.
  • Il concorso nel reato può manifestarsi anche tramite adesione unilaterale all'opera altrui (previo accordo non sempre necessario), ma ciò richiede prove concrete della consapevolezza e del contributo specifico alla condotta illecita.
  • Un ricorso del pubblico ministero che si limiti a contestare la valutazione sui gravi indizi, senza dimostrare la persistenza o la sopravvenienza di esigenze cautelari, può essere privo dell'interesse necessario e quindi destinato a non produrre effetti pratici.

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