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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47317/2022 del 14/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la conferma della condanna per furto aggravato (art. 625, comma 1, nn. 2 e 7 c.p.). La difesa propone tre motivi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per aver qualificato il fatto come consumato anzichè tentato nonostante l'intervento delle Forze dell'Ordine; 2) vizio di motivazione sul fatto che il trasferimento di un posacenere contenente denaro in altro veicolo, prima dell'intervento, non costituirebbe impossessamento consumato data la brevissima durata; 3) vizio di motivazione per aver ritenuto il reato consumato nonostante i carabinieri avessero dichiarato di aver osservato l'intera dinamica.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto infondati i tre motivi: ha distinto i casi di intervento accidentale/estemporaneo della polizia (che non escludono la consumazione se l'agente ha comunque conseguito la signoria materiale sulla cosa) dai casi di attività investigativa preventiva e programmata (che possono integrare il tentativo). Nel caso concreto l'intervento è stato estemporaneo e il prevenuto era riuscito a impossessarsi di un contenitore con monete e a trasferirlo in altro mezzo, dunque sussiste la consumazione. Rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen.

    Norma applicata per l'addebito di furto aggravato; la Corte ha confermato che la condotta integra il delitto consumato quando vi sia effettivo impossessamento anche se temporaneo e trasferimento della cosa sottratta

  • art. 56 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla distinzione tra tentativo e consumazione; la Corte interpreta il principio alla luce della condotta concreta e dell'effettiva possibilità di acquisire la signoria sulla cosa

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma di rito invocata per i motivi di ricorso (inosservanza di legge e vizio di motivazione); la Corte ha ritenuto i motivi infondati

Massime di principio

  • Intervento fortuito o estemporaneo delle Forze dell'Ordine non esclude la consumazione: se l'agente ha già ottenuto la signoria materiale sulla cosa, anche temporanea, il reato è consumato
  • La pianificazione preventiva e il monitoraggio specifico da parte della polizia già in atto possono trasformare l'intervento in strumento per impedire il compimento del reato e portare a una qualificazione come tentativo
  • La brevissima durata del possesso o il trasferimento della cosa in altro luogo non sono di per sé elementi idonei a escludere la consumazione: anche un possesso temporaneo integra l'impossessamento necessario per la consumazione
  • Nella valutazione tra tentativo e consumazione conta la realtà fattuale e la concreta possibilità dell'agente di esercitare una signoria autonoma sul bene, non semplici considerazioni temporali o spaziali
  • Per una difesa efficace, occorre dimostrare che l'intervento sia risultato da una attività investigativa preventiva e programmata tale da impedire la concretizzazione della signoria sulla cosa

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