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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41552/2022 del 03/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

POTENZA ha proposto ricorso straordinario per errore di fatto avverso la sentenza della Corte di Cassazione del 18/10/2021, deducendo che la Corte non aveva considerato motivi nuovi depositati il 29/09/2021. Tali motivi sostenevano che il ricorrente non era stato correttamente informato delle conseguenze del trasferimento in Italia sull'esecuzione della pena inflitta in Germania (ergastolo) e, in particolare, che il trasferimento avrebbe potuto pregiudicare l'accesso a misure come la liberazione condizionale previste dal diritto tedesco. La difesa invocava violazione dei diritti di difesa, del principio di prevedibilita' (art. 7 CEDU) e del legittimo affidamento, chiedendo che l'omessa valutazione di tali scritti consentisse la revisione della decisione

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato l'errore di fatto rispetto alla precedente sentenza della Cassazione del 18/10/2021 in quanto la Corte di Cassazione non aveva menzionato né valutato la memoria difensiva del 29/09/2021. Per questo motivo la sentenza del 18/10/2021 e' stata revocata ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. Tuttavia, rivalutato il ricorso sostanzialmente, la Corte ha giudicato infondate le doglianze di POTENZA: la Corte d'appello di Catanzaro aveva correttamente riconosciuto la sentenza penale tedesca, non vi era trasformazione della pena in misura piu' grave rispetto a quella straniera, i benefici eventualmente acquisiti in Germania non risultavano maturati al momento del trasferimento e le questioni relative ai benefici rientrano nella competenza della magistratura di sorveglianza. Quindi il ricorso di POTENZA e' stato respinto e il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata per fondare l'errore di fatto derivante dall'omessa valutazione di uno scritto difensivo che poteva decidere diversamente il giudizio

  • art. 7 CEDU

    Richiamato dalla difesa nel principio di prevedibilita' (nulla poena sine lege) anche in tema di esecuzione penale; la Corte valuta l'applicabilita' ma ritiene che dall'istruttoria non emerga un concreto aggravio tale da impedire il riconoscimento

  • artt. 3, 25, 13, 27 Cost.

    Citate dalla difesa in relazione ai diritti di difesa e alla prevedibilita'; la Corte non ha ritenuto sussistere una violazione tale da annullare il riconoscimento

  • art. 730 cod. proc. pen.

    Richiamato tra le norme proceduralmente rilevanti nel ricorso di legittimita' ma la Corte non ha accolto le relative censure

  • art. 735 cod. proc. pen.

    Norma fondamentale per il riconoscimento delle sentenze straniere che vieta che la pena applicata in Italia sia piu' grave di quella straniera; la Corte ha ritenuto rispettato il principio in quanto la natura perpetua della pena e' corrispondente in entrambi gli ordinamenti

  • art. 738 cod. proc. pen.

    Previsione sulla detrazione della pena gia' scontata all'estero; la Corte ha ritenuto irrilevante l'omessa indicazione della durata gia' scontata nella motivazione, posto che dalla sentenza risultava la data di inizio dell'espiazione

  • art. 10 Convenzione di Strasburgo (1983)

    Richiamato rispetto al divieto di trasferire il detenuto se ne consegue un aggravamento; la Corte ha valutato la compatibilita' e ha ritenuto non sussistere l'aggravamento invocato

  • art. 11 Convenzione di Strasburgo

    Citate dalla difesa in relazione al divieto di trasferimento che aggravi la posizione penale; la Corte ha applicato i principi giurisprudenziali che richiedono che benefici esteri siano gia' concretamente acquisiti per essere intangibili

  • art. 10, comma 5, d.lgs. 161/2010

    Riferimento normativo inerente all'esecuzione delle sentenze straniere in Italia; richiamato per il principio di non aggravamento e adattamento della pena

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese di procedimento in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • L'omessa valutazione di uno scritto difensivo depositato regolarmente puo' configurare errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. e comportare la revoca della decisione che non lo abbia considerato, se la censura era immediatamente e oggettivamente rilevabile e poteva influire sull'esito
  • Nel procedimento di riconoscimento di sentenze straniere il giudice italiano deve accertare che la durata e la natura della pena siano compatibili con l'ordinamento nazionale e che non vi sia un aggravamento della posizione penale del condannato rispetto alla sentenza estera
  • I benefici penitenziari acquisiti nello Stato estero sono intangibili solo se effettivamente e concretamente maturati prima del trasferimento; se non acquisiti, l'eventuale applicazione dei benefici rientra nella competenza della magistratura di sorveglianza italiana
  • Le questioni relative alla concreta applicazione dei benefici (detrazioni, liberazione condizionale, semiliberta') e alla loro verificazione sostanziale sono, di regola, materia della fase esecutiva e della magistratura di sorveglianza, non del giudizio di riconoscimento
  • L'informazione al detenuto circa le conseguenze del trasferimento e' rilevante: se dagli atti risulta che il trasferimento e le sue conseguenze erano state comunicate e comprese, la mancata informazione non si puo' assumere automaticamente e, da sola, come causa di nullita' assoluta
  • Per evitare censure occorre che il giudice del riconoscimento espliciti chiaramente come ha valutato la documentazione estera e lo stato di maturazione di eventuali benefici, indicando le ragioni per cui non si configura un aggravamento

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