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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41338/2022 del 03/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di conferma dell'appello che li aveva dichiarati responsabili del tentativo di furto di un furgone e del materiale in esso contenuto. Mennuti deduceva la nullità dell'udienza e della sentenza per violazione delle norme sull'intervento, assistenza e rappresentanza dell'imputato (omesso inserimento nel fascicolo delle note di trattazione scritta e della nomina del nuovo difensore, mancata concessione di termine a difesa ex art. 108 c.p.p., violazione art. 23 d.l. n. 149/2020). Di Palma censurava il travisamento della prova e la motivazione illogica, contestando che le immagini e le prove non provassero la sua responsabilità, nonché criticava il trattamento sanzionatorio (diniego delle circostanze attenuanti e mantenimento della recidiva).

La decisione

Il ricorso di Mennuti è stato accolto: la Corte di cassazione ha rilevato che la sentenza impugnata non tiene conto della nomina telematica del nuovo difensore e dell'istanza di rinvio depositate in data 30.1.2021, sicché l'udienza d'appello si è svolta senza che fosse assicurata la rappresentanza e assistenza dell'imputato, con violazione dell'art. 178 lett. c) c.p.p.; la sentenza è stata annullata limitatamente alla posizione di Mennuti e si è disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Bari. Il ricorso di Di Palma è stato dichiarato inammissibile: la Corte ha ritenuto che la valutazione di merito sulla responsabilità fosse logicamente motivata e sottratta al sindacato di legittimità (divieto di rinnovata valutazione del fatto), e che le doglianze sul trattamento sanzionatorio fossero generiche; Di Palma è quindi rimasto condannato e onerato delle spese processuali e di una somma di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110, 56, 624, 625 nn. 2 e 7 cod. pen.

    richiamate nella sentenza di merito come fattispecie di tentato furto e circostanze

    individuano il reato contestato (tentato furto con le specifiche aggravanti contestate)

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    richiamata nella motivazione del merito

    attenuante ritenuta equivalente alle aggravanti e alla recidiva nel bilanciamento operato dal giudice del merito

  • art. 108 cod. proc. pen.

    richiesta da Mennuti per ottenere termine a difesa dopo nomina del nuovo difensore

    garantisce il diritto dell'imputato a un congruo termine per l'esercizio della difesa, giustificando la richiesta di rinvio quando il nuovo difensore non ha potuto prendere visione degli atti

  • art. 23 d.l. 9 novembre 2020 n. 149

    richiamata come normativa emergenziale sulle modalità di trattazione

    norme derogatorie/organizzative (in periodo Covid) sulle udienze e trattazione scritta; la mancata annotazione nel fascicolo delle note telematiche può incidere sulla regolarità della rappresentanza

  • art. 178 lett. c) cod. proc. pen.

    invocata dalla Corte per la dichiarazione di nullità

    la mancanza di assistenza e rappresentanza dell'imputato in udienza è vizio che determina nullità della decisione limitatamente alla posizione dell'imputato interessato

  • art. 606 lett. c) cod. proc. pen.

    norma di impugnazione invocata nel ricorso di cassazione

    consente il ricorso per cassazione per motivi di nullità processuali o violazione delle norme sul procedimento

  • artt. 192, 533, 535 cod. proc. pen.

    richiamati da Di Palma nel motivo sul travisamento della prova

    riguardano la valutazione della prova, la motivazione della sentenza e i limiti del sindacato di legittimità: la Cassazione ribadisce che non può rinnovare la valutazione del fatto se la motivazione del merito è logica e congrua

  • art. 133 e 99 cod. pen.

    richiamati in relazione al trattamento sanzionatorio

    norme sul concreto quantum della pena e sulle circostanze attenuanti/aggiornamento del trattamento sanzionatorio: la loro applicazione è sindacabile in cassazione solo se la motivazione sia manifestamente illogica o carente

Massime di principio

  • La sostituzione del difensore nominato telematicamente prima dell'udienza e la conseguente richiesta di termine ai sensi dell'art. 108 c.p.p. devono essere annotate e valutate: la celebrazione dell'udienza senza tenerne conto può comportare la nullità della decisione limitatamente alla posizione dell'imputato interessato.
  • In sede di Cassazione non è consentito un nuovo apprezzamento del materiale probatorio quando il giudice di merito ha reso una motivazione logica e non contraddittoria; le doglianze che chiedono una diversa valutazione dei fatti sono in genere inammissibili.
  • Le censure sul travisamento della prova richiedono la dimostrazione di illogicità manifesta, contraddizioni o omissioni gravi nella motivazione; mere alternative interpretative non sono sufficienti.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche può essere motivato con riferimento agli elementi ritenuti decisivi dal giudice; non è necessario che il giudice consideri ogni elemento favorevole o sfavorevole prospettato dalle parti.
  • Quando la nullità processuale riguarda profili di rappresentanza/assistenza, l'annullamento della decisione opera di regola solo in relazione all'imputato direttamente pregiudicato e non automaticamente in favore di tutti gli altri coimputati.
  • Le impugnazioni che riscontrano vizi formali nel deposito telematico (nomina difensore, note di trattazione) devono essere tempestivamente documentate e il relativo indirizzo PEC verificato; la mancata annotazione nel provvedimento giudiziario può costituire un vizio rilevante.

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