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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19355/2024 del 15/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Repubblica Austriaca ha richiesto la consegna mediante mandato di arresto europeo processuale emesso il 10/11/2023 (convalidato) per l'esecuzione di un mandato di fermo relativo all'accusa provvisoria di concorso in rapina (art. 242 c.p. austriaco) per la sottrazione di un orologio di lusso del valore di 100.000 euro avvenuta il 04/10/2023 a Vienna. La Corte d'appello di Napoli aveva ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e esigenze cautelari, disponendo la consegna. Il ricorrente ha impugnato in Cassazione deducendo: (i) violazione degli artt. 17 e 24 della legge n. 69/2005 sostenendo che, per la pendenza di un procedimento interno e per il corretto comportamento processuale, la consegna avrebbe dovuto essere rinviata (art. 24) e che la consegna pregiudicherebbe il diritto al giusto processo ex art. 111 Cost.; (ii) violazione dell'art. 20 della legge n. 69/2005 per presunto errato trattamento del concorso di richieste di consegna e mancata consulenza a Eurojust.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto prevalente la disposizione modificata dell'art. 22, comma 1, della legge n. 69/2005 (per effetto dell'art. 18 del d.lgs. 2/2/2021 n.10) che ammette il ricorso per cassazione contro le sentenze di cui all'art. 17 solo per motivi di violazione di legge, escludendo il sindacato sul merito (es. valutazione dei gravi indizi e delle esigenze cautelari) e sulle valutazioni discrezionali dell'organo di appello. Ha inoltre ritenuto irrilevante il motivo relativo al concorso di richieste, precisando che la risoluzione di più mandati concorrenti attiene alla fase decisionale della Corte di appello ai sensi dell'art. 20 e non alla fase di esecuzione soggetta a sindacato di legittimità in Cassazione. Conseguentemente il provvedimento di consegna è stato confermato in sostanza; il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento di €3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • legge 22 aprile 2005, n. 69, art. 17

    Disciplina le decisioni sulla consegna per mandato di arresto europeo; la Corte d'appello decide sulla sussistenza delle condizioni per la consegna, valutazione non sindacabile in Cassazione sul piano del merito dopo la modifica normativa.

  • legge 22 aprile 2005, n. 69, art. 20

    Attribuisce alla Corte di appello la responsabilità di risolvere situazioni di concorso tra più richieste di consegna; tale valutazione è discrezionale e non sindacabile in Cassazione ai sensi dell'art. 22 modificato.

  • legge 22 aprile 2005, n. 69, art. 22, comma 1

    Dopo la modifica introdotta dal d.lgs. n. 10/2021 limita il ricorso per cassazione alle sole questioni di violazione di legge, escludendo il sindacato sulle valutazioni di merito e sulle scelte discrezionali della Corte d'appello.

  • legge 22 aprile 2005, n. 69, art. 24

    Prevede la possibilità di differimento della consegna per garantire l'esercizio della giustizia interna; la Corte di cassazione ha ricordato che il ricorrente deve far valere uno specifico interesse e non ogni eccezione inerente la pendenza di procedimenti interni è idonea ad impugnare in Cassazione la valutazione dell'appello.

  • d.lgs. 2 febbraio 2021, n. 10, art. 18, comma 1, lett. a)

    Modifica l'art. 22 della legge n. 69/2005 rendendo più stringente l'ambito di sindacato della Corte di cassazione (ricorso ammesso solo per violazione di legge).

  • art. 111 Cost.

    Richiamato dal ricorrente come parametro costituzionale sul diritto al giusto processo; la Corte ha osservato che la sola pendenza del procedimento interno non basta, in questa sede, a fondare un ricorso di cassazione ammissibile se non con specifiche doglianze di violazione di legge.

Massime di principio

  • Dopo il d.lgs. n. 10/2021 la Cassazione esamina in materia di mandato di arresto europeo solo questioni di legittimità (violazione di legge); valutazioni di merito e scelte discrezionali dell'appello (es. gravità degli indizi, esigenze cautelari) non sono sindacabili.
  • Se è pendente un procedimento interno e si chiede il differimento della consegna (art. 24 L.69/2005), è necessario formulare in sede di appello richieste e motivazioni precise che evidenzino un interesse concreto e specifico a mantenere il convenuto nel processo nazionale; la generica pendenza non garantisce automaticamente il rinvio.
  • Il conflitto tra più mandati di arresto europei è di competenza della Corte di appello (art. 20 L.69/2005): le parti devono far valere la questione in quell'ambito, dove è possibile richiedere anche la consulenza di Eurojust; tale profilo è normalmente estraneo al sindacato di legittimità in Cassazione.
  • Per preservare la possibilità di impugnazione in Cassazione, concentrare i motivi sul punto di diritto (violazioni procedurali o di legge) piuttosto che su valutazioni discrezionali o di merito.
  • Quando si invoca la tutela costituzionale (es. art. 111 Cost.) occorre dimostrare in modo specifico e concreto la violazione del diritto al giusto processo derivante dalla consegna, non limitarsi a censure generiche.
  • In fase di difesa preventiva, chiedere espressamente che la Corte d'appello valuti e motivi il possibile differimento della consegna e, se rilevante, sollecitare la consulenza di organi europei (Eurojust) già in appello per documentare la necessità di rinvio o priorità procedurali.

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