Cassazione Penale, Sentenza n. 14490/2023 del 05/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'Appello di Palermo che aveva confermato, con riqualificazioni, le pronunce del GIP di Termini Imerese (3 aprile 2019). Le censure principali erano: 1) vizi di competenza territoriale conseguenti alla riqualificazione da "riciclaggio" a "ricettazione"; 2) carenza di prova dell'elemento materiale e soggettivo della ricettazione e delle modifiche al telaio (in particolare contestata la qualificazione della condotta come reato di ricettazione/riciclaggio); 3) mancata valutazione adeguata delle spiegazioni difensive circa la provenienza dei beni, dei numeri di telaio e della presenza di pezzi acquistati da sfasciacarrozze; 4) vizio nella valutazione delle intercettazioni e dei riscontri probatori (per alcuni imputati); 5) illegittimità della dichiarazione di recidiva e ingiustificato diniego delle circostanze attenuanti generiche; 6) insufficienza della prova della disponibilità esclusiva di un magazzino (nel caso PALMERI). Ogni ricorrente chiedeva la riforma della sentenza con riqualificazione o assoluzione/parziale rideterminazione delle responsabilità e delle pene.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha confermato la valutazione di merito. Motivazioni principali della Cassazione: 1) la riqualificazione in ricettazione era corretta e, in mancanza di elementi per individuare il luogo di consumazione, è legittimo applicare il criterio della residenza per la competenza; 2) la prova dell'elemento materiale e del dolo nella ricettazione può fondarsi anche sull'omessa o non attendibile indicazione della provenienza dei beni da parte dell'imputato; 3) le risultanze investigative (presenza di parti riconducibili a veicoli rubati, interventi sui beni, intercettazioni e riscontri operativi) erano logicamente e congruamente valutate dal giudice di merito e non ammettevano riesame in Cassazione; 4) la valutazione della recidiva e il diniego delle attenuanti generiche sono stati ritenuti adeguatamente motivati in considerazione dei precedenti, della reiterazione e della progettualità criminosa; 5) le contestazioni sulla disponibilità del magazzino e sugli elementi psicologici non hanno fornito spunti idonei a superare il sindacato di legittimità sulla motivazione. Per effetto, i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili; ciascun ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e ad una somma a favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 648 c.p.
La Corte ha ritenuto che la configurabilità del reato di ricettazione può basarsi anche sull'omessa o non attendibile indicazione della provenienza della cosa ricevuta: tale omissione è indizio della volontà di occultamento e della consapevolezza della provenienza illecita
art. 648-bis c.p.
Usata nella fase di confronto tra le qualificazioni contestate (riciclaggio vs ricettazione); la Corte ha ritenuto corretta la riqualificazione operata dal giudice di merito laddove gli elementi fattuali non supportavano la specifica fattispecie alternativa
art. 8 e 9 c.p.p.
In tema di competenza territoriale, la Corte ha ritenuto legittimo l'uso del criterio della residenza quando, dopo la riqualificazione della fattispecie, non risultino elementi per individuare il luogo di consumazione del reato
art. 42 e 43 c.p.
Richiamati in relazione al concorso di persone nel reato: la Corte ha confermato la regolare valutazione del contributo causale e della responsabilità concorrente degli imputati sulla base degli elementi di fatto
art. 192 c.p.p.
Evocato dalle parti in relazione alla prova e alle presunzioni; la Corte ha affermato che mere ipotesi difensive non sono idonee a scalfire la motivazione di merito fondata su riscontri concreti
art. 62-bis c.p.
La valutazione della recidiva è stata ritenuta corretta: la Corte ha condiviso l'uso dei precedenti e della condotta successiva per valutare l'aggravamento della pericolosità sociale
art. 99 e 133 c.p.
Riguardanti la determinazione della pena e i criteri per le attenuanti/accertamenti: la Corte ha ritenuto congrua la determinazione della pena e il diniego delle attenuanti generiche sulla base della valutazione dei precedenti e della gravità dei fatti
art. 367 e 642 c.p.
Richiamati per criticità difensive relative alla prova dei pezzi rinvenuti e alle denunce assicurative; la Cassazione ha ritenuto che il ritrovamento di meccanica riconducibile al veicolo ed elementi indiziari sono idonei a confutare la versione difensiva
art. 616 c.p.p.
Applicato per la condanna alle spese e per il provvedimento di versamento di una somma a favore della Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità dei ricorsi
Massime di principio
- La riqualificazione della fattispecie operata dal giudice di merito (es. da riciclaggio a ricettazione) è legittima se supportata da motivazione e la competenza territoriale può essere determinata con il criterio della residenza quando non è individuabile il luogo di consumazione.
- In caso di ricettazione, l'omessa o non attendibile indicazione della provenienza dei beni da parte dell'imputato può costituire un elemento grave indiziario del dolo e della conoscenza dell'illiceità della provenienza.
- La valutazione integrata di riscontri materiali (pezzi riconducibili a veicoli rubati), intercettazioni e modalità di gestione dei beni può creare un quadro probatorio idoneo a sostenere la responsabilità anche in assenza di un singolo elemento decisivo.
- La Corte di Cassazione limita il suo sindacato al corretto esercizio del diritto e alla legittimità della motivazione: non è sede per una rivalutazione libera e complessiva dei fatti quando la motivazione di merito è logica, congrua e coerente.
- Per contestare efficacemente una qualificazione come ricettazione è necessario fornire spiegazioni credibili e specifiche sull'origine dei beni; mere ipotesi non superano il giudizio di merito.
- La dichiarazione di recidiva e il diniego delle circostanze attenuanti possono essere motivati sulla base della pluralità di precedenti, della reiterazione del comportamento e della progettualità criminosa, e tali valutazioni non sono facilmente sindacabili in sede di legittimità.
- La disponibilità di locali o magazzini può essere valutata anche in base a elementi indiziari e circostanze concrete: la semplice contestazione dell'esclusività della disponibilità, senza elementi probatori contrari, difficilmente altera la decisione di merito.
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