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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36212/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente era stata ritenuta responsabile, in concorso con Cristian Valsecchi, del tentato furto aggravato perché svolgeva il ruolo di "palo". Il difensore ha impugnato la sentenza sostenendo il vizio di motivazione: la donna si trovava a circa 30/50 metri dall'auto e la Corte d'appello non avrebbe specificato in cosa fosse consistito il suo apporto causale o partecipativo (morale/materiale) al reato, limitandosi a rilevare la sua consapevolezza senza chiarire la concreta facilitazione od adesione all'azione del compagno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: ha precisato il principio secondo cui il concorso richiede un contributo causale, anche minimo, idoneo a facilitare la condotta altrui, e che la mera conoscenza, adesione morale o presenza passiva non sono sufficienti. Ha censurato la motivazione della Corte d'appello ritenendola insufficiente a provare in che modo la presenza della Sesana a 30/50 metri abbia effettivamente agevolato o rafforzato il proposito criminoso del Valsecchi. Ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per un nuovo giudizio, con l'indicazione di fornire logica e approfondita motivazione sulla sussistenza o meno del concorso.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    L'art. 110 c.p. contempla forme differenziate di concorso (istigazione, agevolazione, adesione ecc.); la Corte interpreta la norma nel senso che per configurare il concorso è richiesto un contributo causale, anche minimale, che consenta di ritenere una partecipazione effettiva e non una mera presenza o adesione passiva. La presenza può integrare concorso solo se non meramente casuale e se ha fornito stimolo o maggiore sicurezza all'autore materiale.

Massime di principio

  • Per configurare il concorso di persone nel reato è necessario dimostrare un contributo causale, anche minimo, che abbia agevolato o rafforzato l'azione dell'autore materiale; la semplice conoscenza o adesione morale non bastano.
  • La mera presenza sul luogo del reato può integrare concorso solo se non è casuale e se è dimostrabile che ha fornito stimolo, incoraggiamento o maggiore senso di sicurezza all'autore materiale; il giudice deve motivare con precisione tale collegamento causale.
  • La distanza fisica tra l'imputato e il luogo della consumazione (es. 30/50 metri) non esclude automaticamente il concorso, ma aumenta l'onere probatorio dell'accusa che deve spiegare come la presenza o comportamento a distanza abbia concretamente favorito il reato.
  • Comportamenti successivi (es. intervenire per difendere il compagno invece di fuggire) possono essere indici utili, ma il giudice deve esplicitare come tali condotte abbiano avuto rilievo causale rispetto al reato e non siano invece spiegabili con altre ragioni plausibili.
  • Il giudice di merito ha l'obbligo di fornire una motivazione logica e approfondita sulle forme concrete di partecipazione (ideativa, preparatoria o esecutiva) e sul rapporto di causalità con le attività degli altri concorrenti; l'assenza di tale motivazione legittima la cassazione con rinvio.

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