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Sentenza

Sentenza n. 4936/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento del provvedimento prot. p-na/l/q/2023/117204, di revoca del 25.8.25 del nulla osta all’ingresso rilasciato in favore del lavoratore sig. Singh Mandeep, in data 21/05/2024.

Giustizia amministrativa202506061

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta all'ingresso per lavoro subordinato rilasciato in favore di un lavoratore straniero

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (datore di lavoro e lavoratore straniero)

Prevale il privato

La controversia

La società aveva ottenuto il nulla osta per l'ingresso in Italia di un lavoratore straniero, successivamente entrato in forza del relativo visto. Dopo una prima convocazione per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, l'Amministrazione aveva avviato il procedimento di revoca per la mancata produzione dell'asseverazione, cui i ricorrenti avevano riscontrato depositando la documentazione richiesta. Una successiva convocazione non si era conclusa con la sottoscrizione perché il soggetto delegato dalla società non era ritenuto legittimato; a una ulteriore convocazione il datore di lavoro non aveva partecipato per motivi familiari. Nonostante la richiesta espressa di differimento e l'integrazione documentale prodotta dai ricorrenti, l'Amministrazione aveva revocato il nulla osta. I ricorrenti hanno dedotto violazione di legge ed eccesso di potere, censurando soprattutto la mancata concessione di un ulteriore differimento, la lesione della partecipazione procedimentale e l'ingiustificata preclusione alla stipulazione del contratto di soggiorno. Hanno inoltre evidenziato l'ingresso regolare del lavoratore, il decorso di un significativo periodo dal rilascio del nulla osta e l'effettivo svolgimento del rapporto di lavoro, documentato dal modello Unilav, dalle buste paga e dalla certificazione unica.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la revoca del nulla osta. Ha ritenuto decisive la regolarità dell'ingresso del lavoratore in forza del nulla osta, l'inerzia dell'Amministrazione nella tempestiva convocazione delle parti, il considerevole lasso temporale intercorso dal rilascio del nulla osta, la mancata concessione del differimento richiesto e la conseguente compressione delle prerogative partecipative dei ricorrenti. Secondo il giudice, una nuova convocazione, alla luce della disponibilità manifestata dal datore di lavoro, della documentazione già prodotta e della possibilità di verificare il possesso dei requisiti, avrebbe potuto condurre a una diversa decisione. L'operato amministrativo è stato ritenuto contrario ai principi di buona fede, correttezza, leale cooperazione ed economicità dell'azione amministrativa. Ha inoltre assunto rilievo la prova dell'effettivo e perdurante rapporto di lavoro tra la società e il lavoratore straniero. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 44 D.L. 73/2022

    La disposizione è richiamata con riguardo al documento di asseverazione richiesto nell'ambito della procedura per l'ingresso del lavoratore straniero e la sottoscrizione del contratto di soggiorno.

Massime di principio

  • La revoca di un nulla osta all'ingresso per lavoro subordinato non può essere adottata senza valutare effettivamente la disponibilità del datore di lavoro a regolarizzare la posizione e senza consentire, quando ragionevolmente richiesto e utile alla verifica dei requisiti, un ulteriore differimento della convocazione per la sottoscrizione del contratto di soggiorno.
  • La mancata concessione di un differimento richiesto dagli interessati può violare la partecipazione procedimentale quando impedisca senza adeguata giustificazione la definizione dell'iter amministrativo, nonostante la documentazione sia stata prodotta e l'inadempimento sia superabile mediante una nuova convocazione.
  • Nella valutazione della legittimità della revoca del nulla osta assumono rilievo l'ingresso regolare del lavoratore, il tempo trascorso dal rilascio del nulla osta, l'inerzia dell'Amministrazione e l'effettivo svolgimento del rapporto di lavoro documentato dagli interessati.
  • I principi di buona fede, correttezza, leale cooperazione ed economicità impongono all'Amministrazione, prima di revocare un nulla osta, di valorizzare gli elementi documentali e la concreta disponibilità degli interessati a completare gli adempimenti richiesti, ove ciò consenta di verificare il possesso dei requisiti prescritti.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleBuona fede e correttezza della PADifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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