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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30726/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in due motivi: (1) violazione di legge (artt. 216 e 223 legge fall.) e vizio di motivazione per avere la corte territoriale confermato la responsabilità penale dell'imputato quale amministratore di diritto della fallita "Giorni Felici s.r.l.", nonostante il ricorrente fosse un mero prestanome e l'amministratore di fatto fosse il socio di maggioranza Annibale Lombardi; si censurava inoltre la brevità (due anni) dell'incarico e la sua iniziata dopo l'avvio delle azioni creditorie; (2) violazione di legge (art. 217 legge fall.) e vizio di motivazione per non avere adeguatamente riqualificato la fattispecie in bancarotta semplice documentale anziché fraudolenta documentale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo le censure manifestamente infondate. I giudici di merito avevano motivato in modo logico e coerente la sussistenza dell'elemento psicologico (dolo) a carico dell'amministratore di diritto, richiamando elementi probatori quali il mancato deposito del bilancio presso la Camera di Commercio, il disinteresse sul luogo di conservazione dei libri contabili, la presenza retribuita presso la sede legale al fine di non far risultare la fittizietà della società e l'incuranza nella gestione anche durante il periodo di carica. Sulla base di tali elementi è stata esclusa la semplice negligenza e quindi la possibilità di riqualificare il reato in bancarotta semplice documentale. Conseguentemente è stata confermata, nella sostanza, la sentenza di merito (pena già ridotta in appello a 1 anno e 4 mesi con sospensione condizionale) e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Legge fallimentare

    Norma richiamata in relazione alla responsabilità dell'amministratore per la gestione e conservazione della documentazione; la Corte ha ritenuto che l'amministratore di diritto possa essere ritenuto responsabile se è dimostrabile la sua consapevolezza e volontarietà nelle violazioni.

  • Legge fallimentare

    Norma richiamata in tema di bancarotta fraudolenta documentale; la sentenza ha individuato gli elementi materiali e il dolo necessari per la configurazione del reato.

  • Legge fallimentare

    Norma relativa alla bancarotta semplice documentale; la Corte ha valutato se la condotta fosse qualificabile come semplice negligenza (bancarotta semplice) e l'ha esclusa alla luce della volontarietà e consapevolezza accertate.

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e)

    Norma che individua i motivi di ricorso per cassazione dedotti (violazione di legge e vizio di motivazione); la Corte ha ritenuto le censure inesistenti e il ricorso manifestamente infondato.

  • Principio costituzionale

    Principio della personalità della responsabilità penale: la condanna di un amministratore di diritto richiede la prova del suo stato soggettivo (consapevolezza/dolo); la Corte ha applicato tale principio esigendo prova della consapevolezza delle violazioni.

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez. 5, n. 642 del 30/10/2013; Sez. 5, n. 40176 del 02/07/2018; Sez. 5, n. 34112 del 01/03/2019; Sez. 5, n. 44666 del 04/11/2021; Sez. 2, n. 37295 del 12/06/2019

    Precedenti richiamati che affermano il principio secondo cui l'amministratore formale può essere ritenuto penalmente responsabile solo se emergono elementi idonei a dimostrare la sua consapevolezza delle violazioni; la Corte ha seguito questo orientamento per motivare la decisione.

Massime di principio

  • La mera carica di amministratore di diritto non comporta automaticamente responsabilità dolosa: è necessario dimostrare la consapevolezza e la volontarietà delle violazioni che hanno danneggiato i creditori.
  • Il ruolo di "prestanome" non esclude la responsabilità penale se le prove dimostrano comportamenti attivi o omissioni volontarie (es. mancato deposito del bilancio, presenza retribuita in sede per simulare attività, gestione o occultamento dei libri contabili).
  • Per riqualificare una bancarotta fraudolenta in semplice è necessario provare l'assenza del dolo e che la condotta sia riconducibile a mera negligenza: valutazione che dipende dal complesso probatorio e dalla motivazione dei giudici di merito.
  • In sede di cassazione la reiterazione di censure già svolte in appello senza un confronto specifico con la motivazione della corte distrettuale espone il ricorso a declaratoria di inammissibilità o a rigetto per manifesta infondatezza.
  • La prova dell'elemento psicologico (dolo) può essere desunta anche da comportamenti omissivi e dalle circostanze (es. tenuta e trasferimento dei libri, mancati adempimenti formali, atteggiamenti attestanti consapevolezza) e non soltanto da atti materiali di falsificazione.
  • La condanna per inammissibilità può comportare oneri economici per il ricorrente, incluse spese processuali e somme a favore della Cassa delle Ammende.

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