Cassazione Civile, Ordinanza n. 26982/2024 del 17/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2009 con cui l'Ufficio aveva recuperato a tassazione, ai fini Irpef, un maggior reddito da lavoro autonomo per il disconoscimento di alcune spese dedotte e un reddito di fabbricati non dichiarato derivante dalla locazione di un immobile di proprietà. Il contribuente aveva impugnato l'atto, ma sia la CTP sia la CTR avevano rigettato le sue domande. In cassazione il contribuente ha dedotto, con un primo motivo, la violazione dell'art. 53 d.lgs. 546/1992, sostenendo che l'appello fosse stato erroneamente ritenuto inammissibile per asserita mancanza di specificità: in realtà l'atto conteneva una chiara critica alla sentenza di primo grado e le ragioni di dissenso erano state esposte analiticamente. Con un secondo motivo ha denunciato la violazione dell'art. 42 d.P.R. 600/1973 e dell'art. 17, comma 1-bis, d.lgs. 165/2001, censurando il rigetto dell'eccezione di nullità dell'avviso per sottoscrizione da parte di un soggetto munito di delega di firma che si assumeva invalida e inefficace, perché priva di motivazione, di limite temporale e di indicazione compiuta del delegante/delegato.
La decisione
La Corte ha accolto il primo motivo, ritenendo che la CTR avesse applicato in modo troppo rigoroso e formalistico il requisito di specificità dei motivi di appello: nel processo tributario è sufficiente che l'atto, letto nel suo complesso, consenta di cogliere in modo chiaro e univoco le ragioni di dissenso rispetto alla sentenza di primo grado. Poiché l'appello del contribuente conteneva una contestazione espressa della decisione e una puntuale deduzione dell'invalidità della delega di firma, la statuizione di inammissibilità era erronea. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile, perché la CTR, dopo aver impostato la decisione su una ragione preliminare di inammissibilità dell'appello, aveva svolto considerazioni sul merito solo ad abundantiam; su tali argomentazioni di merito non sussisteva interesse a ricorrere. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania, che dovrà riesaminare la causa e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 53 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Nel processo tributario l'appello è inammissibile solo in mancanza o assoluta incertezza dei motivi specifici; la specificità non richiede formalismi rigidi, potendo le ragioni di censura ricavarsi anche dal contenuto complessivo dell'atto.
art. 42 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
La censura riguardava la validità della sottoscrizione dell'avviso di accertamento e la possibile nullità dell'atto in caso di delega di firma invalida o inefficace.
art. 17, comma 1-bis, d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165
Richiamato in relazione alla disciplina della delega di firma e alla legittimazione del funzionario a sottoscrivere l'atto impositivo.
art. 342, primo comma, cod. proc. civ.
L'appello, quale mezzo di gravame a devoluzione piena, richiede l'indicazione delle ragioni di dissenso rispetto alla sentenza impugnata, ma senza particolari rigori formali.
art. 14 disp. prel. cod. civ.
La norma sull'inammissibilità dell'appello tributario va interpretata restrittivamente, perché eccezionale e limitativa dell'accesso alla giustizia.
Massime di principio
- Nel processo tributario l'appello è specifico quando, letta l'intera impugnazione nel suo complesso, risultino in modo chiaro e univoco i capi della decisione contestati e le ragioni della censura, anche se esposte sinteticamente o non in modo formalmente strutturato.
- L'inammissibilità dell'appello per difetto di specificità è una sanzione eccezionale e va applicata restrittivamente; non può essere dichiarata se dall'atto emerge comunque la volontà di contestare la sentenza di primo grado.
- Quando il giudice dichiara inammissibile l'impugnazione e formula sul merito osservazioni solo ad abundantiam, tali considerazioni non richiedono autonoma impugnazione, difettando interesse della parte soccombente a censurarle.
- In tema di avvisi di accertamento, la deduzione di invalidità della delega di firma riguarda la legittimazione alla sottoscrizione dell'atto e può incidere sulla validità dell'imposizione se la delega non rispetta i requisiti richiesti.
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