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Sentenza

Sentenza del 31/07/2025 n. 22155 - Corte di Cassazione

IVA - Detrazione e rivalsa - Pro-rata - Percentuale di detrazione - Cessione quote partecipazione a fondo immobiliare chiuso

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Disputa sul calcolo del pro-rata IVA per l'anno 2011: l'Ufficio aveva riclassificato come rilevante ai fini del pro-rata l'importo relativo alla cessione di quote di un fondo immobiliare ricevute in concambio per l'apporto di immobili, ritenendo dovuta una rettifica della detrazione. La controversia verteva su se la cessione delle quote dovesse essere esclusa dal calcolo del pro-rata in quanto operazione esente e/o accessoria rispetto all'attività propria della contribuente (locazione e gestione immobiliare) o se, invece, tale operazione costituisse effettivo prolungamento dell'attività d'impresa e dovesse concorrere al computo della percentuale di detrazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo fondati i motivi con cui si contestava la decisione della CTR che aveva escluso dal pro-rata la cessione delle quote. La Corte ha richiamato i principi di diritto comunitari e nazionali secondo i quali, ai fini del pro-rata, rileva l'attività effettivamente svolta e non il solo oggetto sociale statutario. Nel caso concreto la cessione di quote del fondo rientrava nelle scelte imprenditoriali della società finalizzate alla dismissione e valorizzazione del patrimonio e costituiva un prolungamento diretto e necessario dell'attività d'impresa; pertanto non poteva essere considerata meramente occasionale o accessoria. Inoltre la CTR non ha dimostrato che la cessione costituisse una cessione di universalità idonea a configurare un'operazione fuori campo IVA. La sentenza di appello è stata cassata e la causa rinviata alla CTR territoriale per nuovo esame.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 19, comma 5

    il diritto alla detrazione dell'imposta spetta in misura proporzionale ... determinato applicando la percentuale di detrazione di cui all'articolo 19-bis

    Stabilisce il meccanismo del pro-rata; la Corte richiama che la percentuale si calcola sul volume d'affari effettivamente realizzato e non sull'oggetto sociale formale

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 19-bis, comma 2

    Per il calcolo della percentuale di detrazione ... non si tiene conto delle ... operazioni esenti ... e, quando non formano oggetto dell'attività propria del soggetto passivo o siano accessorie ... delle altre operazioni esenti

    La disposizione esclude alcune operazioni esenti dal computo del pro-rata purché non costituiscano l'attività propria o non siano accessorie; la Corte precisa che la nozione di "attività propria" va riferita all'attività effettivamente svolta

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 10, comma 1, n.4

    operazioni relative ad azioni, obbligazioni o altri titoli non rappresentativi di merci e a quote sociali

    Tali operazioni possono essere esenti e quindi escluse dal pro-rata se non rientrano nell'attività propria o sono accessorie; la Corte valuta se la cessione di quote rientri nell'attività concreta della società

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 2, comma 3, lett. b)

    operazioni fuori dal campo di applicazione dell'IVA (trasferimenti di universalità aziendali)

    La Corte precisa che la mera possibilità di assimilare una cessione di quote a cessione d'azienda richiede verifiche fattuali: non ogni cessione di quote è fuori campo IVA

  • Direttiva 2006/112/CE (Direttiva IVA), artt. 168-175

    Principi comunitari sul diritto alla detrazione e sulla determinazione del pro-rata; la Corte interpreta tali principi richiamando che il pro-rata deve riflettere il volume d'affari effettivo e permette misure nazionali per settorializzare o adattare la detrazione

  • D.Lgs. n. 58/1998 (TUF), art. 1 lett. j) e art. 36

    Definisce il fondo comune d'investimento come patrimonio autonomo e il rapporto di mandato della società di gestione; elemento usato dalla Corte per spiegare la natura e i limiti della gestione del patrimonio conferito al fondo

Massime di principio

  • Per il calcolo del pro-rata IVA rileva l'attività effettivamente svolta dal soggetto passivo e non il mero oggetto sociale descritto nell'atto costitutivo.
  • Le operazioni esenti relative a quote o titoli vanno escluse dal pro-rata solo se non rientrano nell'attività propria del soggetto o sono effettivamente accessorie; l'accertamento dell'accessorietà richiede una valutazione concreta (prolungamento diretto, permanente e necessario dell'attività imponibile o impiego significativo di beni/servizi soggetti a IVA).
  • La circostanza che i costi IVA imputabili a una specifica operazione siano quantitativamente ridotti rispetto al totale non è di per sé decisiva per qualificare l'operazione come accessoria se l'operazione costituisce prolungamento della attività principale.
  • La cessione di quote di un fondo immobiliare può concorrere al pro-rata quando integra le scelte aziendali e la strategia di gestione/dismissione del patrimonio, ossia quando è parte dell'attività d'impresa e non un'operazione occasionale.
  • Non ogni cessione di partecipazioni è automaticamente equivalente a una cessione d'azienda fuori campo IVA: tale qualificazione richiede che l'insieme trasferito consenta l'autonoma gestione di un'attività economica (trasferimento di una universalità).
  • La diversa forma negoziale adottata per dismettere beni (cessione diretta di immobili vs conferimento a fondo e vendita di quote) può legittimamente produrre effetti IVA differenti; la diversità di trattamento non costituisce per sé violazione del principio di neutralità.
  • Nel verificare l'inclusione di operazioni esenti nel pro-rata occorre considerare la giurisprudenza comunitaria (criteri di prolungamento dell'attività imponibile e impiego significativo di beni/servizi) insieme alla concreta struttura dell'operazione e agli obiettivi aziendali.

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