Sentenza del 10/06/2015 n. 12009 - Corte di Cassazione
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Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società chiedeva il rimborso dell'IRPEF relativa agli anni 1986-1988, versata in seguito a iscrizioni a ruolo effettuate ai sensi dell'art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973. Sosteneva che le cartelle fossero state emesse oltre il termine previsto per la liquidazione delle dichiarazioni e che, per tale ragione, gli atti fossero inesistenti o comunque invalidi. Contestava inoltre la mancata motivazione sulla richiesta di rimborso di somme relative a domande di condono delle sopratasse.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale. Ha rilevato che la sentenza d'appello aveva qualificato il termine dell'art. 36-bis come ordinatorio e che tale statuizione non era stata specificamente impugnata, formando giudicato interno. In ogni caso, la Corte ha ribadito che il termine non comportava la decadenza dell'Amministrazione, salvo il rispetto dei successivi termini per l'iscrizione a ruolo o per la notifica della cartella. Le cartelle, non essendo state tempestivamente impugnate, erano divenute definitive e impedivano la successiva richiesta di rimborso. I motivi relativi alla motivazione sono stati dichiarati inammissibili, anche perché riguardavano in realtà questioni di interpretazione o applicazione della legge e non un vizio motivazionale. Il ricorso incidentale di Equitalia è stato assorbito quanto alla legittimazione passiva e dichiarato inammissibile sul tema delle spese. La società è stata condannata alle spese in favore dell'Agenzia delle Entrate e, parzialmente, di Equitalia.
Norme richiamate
D.P.R. n. 600/1973, art. 36-bis
Il termine in esso indicato, avendo carattere ordinatorio, non è stabilito a pena di decadenza.
Il termine previsto per la liquidazione automatizzata delle dichiarazioni, nella disciplina applicabile alla controversia, non era perentorio e il suo superamento non comportava automaticamente la decadenza dell'Amministrazione dal potere di procedere alla liquidazione.
Legge n. 449/1997, art. 28
Il termine ... avendo carattere ordinatorio, non è stabilito a pena di decadenza.
La disposizione è stata qualificata come interpretazione autentica e ha efficacia retroattiva, chiarendo la natura ordinatoria del termine dell'art. 36-bis.
D.P.R. n. 602/1973, art. 38
La domanda di rimborso entro il termine previsto riguarda i versamenti diretti non preceduti da un atto impositivo; non può essere utilizzata per rimettere in discussione un pagamento effettuato in base a una cartella divenuta definitiva per mancata impugnazione.
D.P.R. n. 602/1973, art. 11
Per i controlli automatizzati seguiti da liquidazione, il termine decadenziale dell'Amministrazione può essere collegato al termine per l'iscrizione a ruolo previsto dalla norma.
D.P.R. n. 600/1973, art. 43
Nelle ipotesi di rettifica formale, il potere deve essere esercitato entro il termine decadenziale mediante la notifica dell'atto impugnabile, quale la cartella di pagamento.
D.Lgs. n. 546/1992, art. 21
La mancata impugnazione tempestiva dell'atto tributario impedisce, di regola, di contestare successivamente la debenza dell'imposta attraverso una domanda di rimborso.
Codice civile, art. 2033
La ripetizione dell'indebito non consente di superare la definitività di un atto impositivo non impugnato nei termini.
Codice civile, art. 2946
Il termine ordinario di prescrizione decennale non sostituisce i termini decadenziali o processuali previsti per contestare una cartella di pagamento.
D.Lgs. n. 546/1992, art. 24 e art. 366-bis c.p.c.
Le censure processuali e motivazionali devono essere formulate in modo specifico, indicando chiaramente il fatto controverso e il vizio dedotto; in mancanza, il motivo è inammissibile.
Massime di principio
- Quando il pagamento deriva da una cartella di pagamento, la contestazione della debenza del tributo deve essere proposta impugnando tempestivamente la cartella, normalmente entro il termine processuale applicabile; una successiva domanda di rimborso non consente di riaprire una controversia ormai definita.
- Il superamento di un termine previsto per la liquidazione automatizzata della dichiarazione non comporta necessariamente la decadenza dell'Amministrazione: occorre verificare se la legge qualifica espressamente il termine come perentorio e se sono stati rispettati i successivi termini per l'iscrizione a ruolo o la notifica della cartella.
- È importante distinguere tra versamento diretto, non preceduto da un atto impositivo, e pagamento eseguito in base a una cartella: solo nel primo caso la domanda di rimborso può normalmente costituire lo strumento principale per contestare l'indebito.
- Un atto tardivo non è automaticamente inesistente; anche quando vi sia un vizio, esso può configurare nullità o annullabilità e diventare definitivo se non viene impugnato nei termini.
- Nel giudizio di cassazione, la censura sull'errata interpretazione di una norma deve essere formulata come violazione o falsa applicazione di legge, mentre il vizio motivazionale riguarda l'omesso o incoerente esame di un fatto decisivo e specificamente individuato.
- Una statuizione non impugnata in modo specifico può formare giudicato interno e impedire di contestarla successivamente nel giudizio di legittimità.
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