Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21905/2024 del 31/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. avverso la pronuncia della Corte di Cassazione del 28/02/2023 che aveva dichiarato l'inammissibilità del ricorso proposto da Marrano. Il ricorrente deduceva in particolare: (a) violazione del ne bis in idem per coincidenza del fatto storico (mancanza delle cedole carburante) tra un procedimento per violata consegna, nel quale era stato assolto, e quello successivo per peculato; (b) plurimi errori di fatto e difetto di considerazione degli atti prodotti, lamentando che la Corte di Cassazione aveva valutato in modo errato o non aveva compreso i motivi originari, nonché la violazione del principio di autosufficienza del ricorso di merito.

La decisione

Il ricorso straordinario è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati i motivi rescindenti: non è configurabile l'errore percettivo richiesto dall'art. 625-bis c.p.p., poiché le osservazioni del ricorrente attengono a valutazioni e qualificazioni operate dalla Corte di legittimità (scelte valutative circa l'identità del fatto e l'apprezzamento delle prove), non a una svista tale da escludere o confermare incontrovertibilmente un fatto. La Corte ha richiamato la giurisprudenza che limita l'ambito dell'art. 625-bis ai casi di vero "sviamento" percettivo (omissione dell'esame di un motivo decisivo o chiara errata percezione di un fatto). È stata quindi respinta la richiesta di aprire la fase rescindente e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Strumento eccezionale finalizzato a rimuovere il giudicato solo in presenza di un "sviamento" percettivo evidente: omissione dell'esame di un motivo decisivo, incontrovertibile esclusione di un fatto ovvero accertata inesistenza di un fatto ritenuto esistente. Non consente sindacato su valutazioni o scelte interpretative del giudice di legittimità.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma di riferimento per la qualificazione delle censure: il contenuto del motivo, non la sua rubricazione, determina la reale natura della doglianza. La Corte di legittimità ha potere di qualificare il motivo in base al suo contenuto.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Norma relativa alla motivazione della sentenza; qui richiamata per distinguere i vizî di motivazione dall'erronea applicazione di norme di diritto sostanziale (che rientrerebbe in altro tipo di censura).

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U. n.16103 del 27.3.2002 e altre pronunce richiamate)

    Interpretazione restrittiva dell'art. 625-bis: il rimedio è ammesso solo per errori percettivi evidenti e decisivi; è escluso il riesame di scelte valutative o interpretative compiute dal giudice di legittimità.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è uno strumento eccezionale: può avere successo solo se si dimostra un vero e proprio errore di percezione (omissione dell'esame di un motivo decisivo o incontrovertibile smentita di un fatto), non per semplici dissensi sulla valutazione delle prove.
  • La qualificazione del contenuto della doglianza spetta al giudice dell'impugnazione: non è decisiva la rubrica o la dizione formale usata dalla parte, ma la "direzione" sostanziale della censura.
  • Le critiche alla valutazione del materiale probatorio (rivalutazioni, richieste di diversa attribuzione di valore alle prove) rientrano nel potere valutativo del giudice e non costituiscono, di per sé, errore percettivo suscettibile di rescissione del giudicato.
  • Per ridurre il rischio di inammissibilità nei ricorsi di legittimità, occorre formulare censure chiare che evidenzino questioni di diritto (violazione di norme) o, se si invoca l'art. 625-bis, documentare in modo incontrovertibile l'errore percettivo e la sua decisività per il giudizio.
  • La pretesa violazione del ne bis in idem richiede la dimostrazione dell'identità del fatto materiale e della stessa causa petendi: la semplice vicinanza temporale o oggettiva non è sufficiente se le corti ritengono che i fatti contestati siano diversi.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.