Cassazione Penale, Sentenza n. 23944/2024 del 17/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso per cassazione contestava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Sassari che aveva autorizzato il detenuto a detenere in via permanente compact disk musicali e relativo lettore digitale nella camera di pernottamento. Il Ministero deduceva violazione dell'art. 41-bis ord. pen. e falsa applicazione dell'art. 14 della circolare DAP del 2/10/2017, rilevando che per i detenuti in regime 41-bis le autorizzazioni amministrative di tal genere sono escluse salvo che l'amministrazione dimostri la compatibilità con misure di elevata sicurezza; inoltre lamentava che il Tribunale non aveva verificato se la messa in sicurezza dei dispositivi comportasse inesigibili oneri organizzativi e di risorse per l'amministrazione penitenziaria.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso fondato, ritenendo che l'ordinanza impugnata non avesse svolto un esame completo sull'incidenza delle operazioni di messa in sicurezza (sui lettori digitali e sui singoli compact disk) sulle risorse e sull'organizzazione dell'istituto. Ha annullato l'ordinanza e ha rinviato il giudizio al Tribunale di sorveglianza di Sassari affinché riesamini la richiesta tenendo esplicitamente conto dell'impatto, in termini di impiego di risorse umane e materiali, delle necessarie attività di controllo e messa in sicurezza dei dispositivi e supporti.
Norme richiamate
art. 41-bis ord. pen.
Consente l'adozione di misure di elevata sicurezza interne ed esterne per impedire che i detenuti mantengano contatti con organizzazioni criminali; giustifica limiti e divieti alla detenzione di strumenti che richiedano attività di sicurezza onerose per l'Amministrazione.
art. 14 circolare del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria 2/10/2017
Prescrive regole applicative per i detenuti sottoposti al regime 41-bis, implicando che autorizzazioni amministrative ordinarie (es. per lettori digitali e CD) possano essere escluse ove incompatibili con le esigenze di elevata sicurezza o comportino oneri non sostenibili.
giurisprudenza di legittimità (es. Sez.1, sent. n.49280/28.09.2022; Sez.1, sent. n.43484/30.09.2021)
Affermata la legittimità del diniego all'autorizzazione per CD e lettori se la messa in sicurezza comporta un impiego di risorse tale da rendere non praticabile la misura; il giudice di sorveglianza deve verificare l'eventuale inesigibilità degli adempimenti richiesti all'Amministrazione.
Massime di principio
- Per i detenuti sottoposti al regime 41-bis i diritti ricreativi (es. utilizzo di CD e lettori digitali) non sono assoluti: l'Amministrazione può vietarli se la messa in sicurezza dei dispositivi richiede oneri e risorse non sostenibili.
- Il tribunale di sorveglianza, prima di riconoscere il diritto del detenuto a tali strumenti, deve motivare specificamente se e perché l'impiego comporti "inesigibili" adempimenti organizzativi e di personale per l'Amministrazione.
- La mancanza di una valutazione puntuale sull'impatto organizzativo e sul consumo di risorse nel provvedimento giudiziario costituisce motivo di annullamento e rinvio per nuovo esame.
- Misure intermedie e proporzionate (p.es. accesso temporaneo, controlli centralizzati, ritiro serale dei dispositivi, uso sotto supervisione) sono soluzioni praticabili per bilanciare esigenze di sicurezza e interessi ricreativi, purché adeguatamente motivate e compatibili con l'assetto di sicurezza dell'istituto.
- L'Amministrazione penitenziaria deve documentare e motivare compiutamente le difficoltà operative e il costo in risorse umane/materiali dovuti alle attività di messa in sicurezza, se intende negare autorizzazioni a detenuti in regime differenziato.
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